Tre monologhi al Todi Festival, tra Savinio, Gesù e Lawrence

Tre monologhi al Todi Festival, tra Savinio, Gesù e Lawrence

Tre serate di teatro tra Nido dell’Aquila e Nicchioni Romani

📌 FLASH NEWS – Todi Festival, il 2 e il 3 settembre tre monologhi: Elena Croce in Emma B. – Vedova Giocasta, Roberto Ciufoli in The Man Jesus e Gaia Aprea ne L’amante di Lady Chatterley. Due sedi: Nido dell’Aquila e Nicchioni Romani a Todi.


Tre monologhi, due giornate e altrettanti luoghi del centro storico di Todi. Il Todi Festival prosegue mercoledì 2 e giovedì 3 settembre 2026 con un programma teatrale che attraversa la scrittura di Alberto Savinio, la figura di Gesù raccontata attraverso gli uomini e le donne che lo circondarono e il romanzo di David Herbert Lawrence dedicato a Lady Chatterley.

Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 2 settembre alle ore 19 al Nido dell’Aquila, in via Paolo Rolli 12, dove Elena Croce interpreterà “Emma B. – Vedova Giocasta” di Alberto Savinio. La stessa sera, alle 21, ai Nicchioni Romani di piazza del Mercato Vecchio, sarà Roberto Ciufoli a portare in scena per la prima volta in Italia “The Man Jesus” di Matthew Hurt.

Il terzo spettacolo arriverà giovedì 3 settembre alle ore 21, nuovamente al Nido dell’Aquila: Gaia Aprea sarà protagonista de “L’amante di Lady Chatterley”, tratto dall’omonimo romanzo di David Herbert Lawrence, del quale cura anche riduzione e regia.

Elena Croce apre il 2 settembre con Alberto Savinio

Il primo dei tre appuntamenti è dunque “Emma B. – Vedova Giocasta”, in programma mercoledì 2 settembre alle 19 al Nido dell’Aquila. Lo spettacolo, prodotto da Ge.A e Alessio Franco, porta al Todi Festival uno dei testi centrali della produzione di Alberto Savinio.

Sul palco ci sarà Elena Croce, diretta da Alessio Pizzech. Luci e spazio scenico sono affidati a Umberto Fiore.

Il testo parte dal rapporto tra madre e figlio per mettere in discussione un complesso sistema di relazioni e dipendenze. Al centro della vicenda c’è Emma B., donna che riceve una lettera con l’annuncio del ritorno del figlio Millo, lontano da lei da quindici anni.

L’attesa diventa l’occasione per ripercorrere la propria storia. Attraverso il monologo, Emma ricostruisce il rapporto con Millo, tornando agli episodi che hanno segnato la loro esistenza e interrogandosi sulla propria identità di madre e di donna.

Una memoria che torna fino al gennaio del 1944

Tra gli episodi rievocati dalla protagonista compare quanto accaduto nel gennaio del 1944, quando Emma riuscì, attraverso uno stratagemma, a salvare il figlio durante una perquisizione della polizia.

Il percorso della memoria arriva poi all’ingresso di Millo nell’età adulta. Un passaggio determinante avviene quando la madre lo vede indossare gli abiti riadattati del padre. Da quel momento il rapporto tra i due assume nella coscienza della protagonista una dimensione differente e sempre più complessa.

Dopo l’allontanamento del figlio, Emma conserva i suoi vestiti dentro un armadio, disponendoli lungo una corda. Quel gesto diventa negli anni una pratica quotidiana. Gli abiti finiscono per rappresentare le diverse tappe della vita di Millo e assumono una funzione evocativa nella memoria della donna.

L’armadio diventa così uno degli elementi centrali attraverso i quali il testo indaga maternità, possesso, dipendenza, autorità e desiderio di emancipazione.

Alessio Pizzech e il ritorno alla scrittura di Savinio

Per il regista Alessio Pizzech, “Emma B. – Vedova Giocasta” rappresenta un nuovo incontro con Alberto Savinio dopo precedenti esperienze dedicate all’autore.

Pizzech aveva già affrontato “La Famiglia Mastinu” e successivamente ideato “Il circo del Signor Dido”, costruito attraverso diversi scritti saviniani. Con Marion D’Amburgo aveva poi lavorato sul racconto “La nostra anima”, dal quale è stata realizzata anche un’edizione radiofonica per RadioTre Rai. Un altro passaggio è stato il recital tratto da “L’infanzia di Nivasio Dolcemare”.

Nelle note di regia, Pizzech individua nella scrittura di Savinio una continua volontà di mettere in discussione i meccanismi familiari e borghesi, utilizzando il sogno, il visionario e una prospettiva capace di superare le convenzioni.

È in questa cornice che si inserisce la figura di Emma B., protagonista di una storia nella quale il legame materno viene analizzato nelle sue componenti più profonde e contraddittorie.

Roberto Ciufoli ai Nicchioni Romani alle ore 21

Terminato il primo appuntamento, il programma di mercoledì 2 settembre si sposterà ai Nicchioni Romani, in piazza del Mercato Vecchio, dove alle ore 21 Roberto Ciufoli porterà in scena “The Man Jesus”.

Il testo è dell’autore inglese Matthew Hurt. La regia è di Maurizio Panici, mentre traduzione e adattamento sono di Jacopo Rosso Ciufoli. Le musiche sono curate da PAPA DJ.

Per lo spettacolo si tratta della prima rappresentazione in Italia. Roberto Ciufoli affronta da solo una pluralità di figure, costruendo un monologo articolato attraverso dieci personaggi.

La vicenda di Gesù viene infatti osservata da una prospettiva particolare: non è il protagonista a raccontarsi direttamente, ma sono gli uomini e le donne che gli stanno intorno a ricostruirne il percorso.

Gesù raccontato attraverso gli occhi degli altri

Tra i personaggi che entrano nella narrazione figurano Maria, Giacomo, Giovanni Battista, Gesù Barabba, Giuda, Ponzio Pilato, Simone Pietro e Joanna.

Ciascuno osserva ciò che accade attraverso aspettative, convinzioni, dubbi e speranze differenti. La figura di Gesù emerge quindi dalle testimonianze e dalle reazioni di chi assiste agli eventi.

La scelta drammaturgica di Matthew Hurt non punta, secondo le note di regia, a un approfondimento religioso tradizionale. Il racconto viene invece costruito da una prospettiva umana e terrena, concentrata sulle persone che incontrano Gesù e sulle conseguenze che quell’incontro produce nelle loro vite.

Al centro c’è anche l’attesa di un popolo alla ricerca di una guida capace di liberarlo dalle difficoltà e dalla schiavitù. Le aspettative riposte in un possibile eroe terreno si scontrano progressivamente con qualcosa di profondamente diverso.

Da questo contrasto nascono delusione, incomprensione, smarrimento, dolore e dubbio, elementi che attraversano l’intero monologo.

Ciufoli cambia volto attraverso dieci personaggi

La costruzione dello spettacolo affida a Roberto Ciufoli il compito di passare continuamente da un personaggio all’altro. Un unico attore diventa così il tramite attraverso il quale vengono rappresentati diversi punti di vista sulla stessa storia.

La scena è costruita utilizzando pochi oggetti essenziali, mentre una funzione rilevante è assegnata alla musica e ai paesaggi sonori curati da PAPA DJ.

La regia di Maurizio Panici punta sulla forza delle testimonianze individuali e su una parola scenica essenziale, utilizzata per avvicinare gli eventi alla dimensione umana dei personaggi.

La storia conosciuta viene quindi attraversata non attraverso una semplice successione dei fatti, ma mediante le reazioni di chi li vive accanto al protagonista.

Le musiche di PAPA DJ accompagnano The Man Jesus

Un ruolo specifico nella rappresentazione è affidato alle musiche curate da PAPA DJ, resident del Buddha Bar di Montecarlo e autore del programma “Buddha Bar” di Radio Montecarlo.

La sua ricerca musicale attraversa lounge, ethnic-house, slow deep, sonorità orientali e world music. Nello spettacolo la componente sonora accompagna il continuo passaggio tra i diversi personaggi interpretati da Roberto Ciufoli.

Il risultato è una struttura nella quale voce, trasformazione attoriale, musica e pochi elementi scenici concorrono alla costruzione delle differenti testimonianze.

Con “The Man Jesus” si chiuderà quindi la doppia proposta teatrale del 2 settembre, iniziata due ore prima al Nido dell’Aquila con Elena Croce.

Il 3 settembre arriva L’amante di Lady Chatterley

Il programma proseguirà giovedì 3 settembre alle ore 21, quando il Todi Festival tornerà al Nido dell’Aquila di via Paolo Rolli 12.

Questa volta protagonista sarà Gaia Aprea con “L’amante di Lady Chatterley”, spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di David Herbert Lawrence.

La produzione è di Ge.A. Gaia Aprea firma sia la riduzione del testo sia la regia, oltre a interpretare Lady Chatterley. La selezione musicale è di Davide Pennavaria, mentre ambientazione scenica, luci e video sono realizzati da Umberto Fiore. Aiuto regia è Ruben Aprea.

Alla base dello spettacolo c’è il romanzo che Lawrence riscrisse più volte prima di arrivare alla forma definitiva, pubblicata a Firenze nel 1928. La prima versione risaliva invece al 1926.

Dal romanzo di Lawrence al monologo teatrale

“L’amante di Lady Chatterley” ebbe una storia editoriale complessa. Il romanzo suscitò scandalo per il modo diretto con cui affrontava la sessualità e fu anche al centro di un processo.

Nella trasposizione teatrale, il percorso di Lady Chatterley diventa un viaggio attraverso la scoperta del proprio corpo, dell’identità e della possibilità di costruire rapporti fondati sulla libertà reciproca.

La protagonista ripercorre la propria vicenda quasi sfogliando le pagine del libro dal quale proviene. Durante il monologo vengono evocati progressivamente gli uomini che hanno segnato la sua storia, a partire dal marito Sir Clifford Chatterley e dal guardiacaccia Mellors.

Il percorso attraversa quindi le dimensioni più intime della protagonista e viene accompagnato da ambientazioni sonore pensate per evocare sensazioni e stati d’animo.

Gaia Aprea tra corpo, libertà e rapporti paritari

Nella lettura proposta da Gaia Aprea, l’aspetto centrale dell’opera non coincide semplicemente con l’esplicita rappresentazione della sessualità che rese celebre e controverso il romanzo.

La protagonista e regista concentra il lavoro sulla libertà all’interno dei rapporti umani e sulla possibilità di costruire relazioni prive di prevaricazione. La dimensione fisica diventa parte di un percorso più ampio di scoperta individuale.

La vicenda si colloca in un’epoca segnata dalle conseguenze di una guerra appena terminata e dalla prospettiva di un nuovo conflitto. All’interno di questa cornice, i personaggi cercano una dimensione vitale capace di opporsi alla realtà che li circonda.

Lady Chatterley ricostruisce quindi sulla scena la propria esperienza, mentre musiche, luci, immagini e pochi elementi scenici accompagnano il viaggio nella memoria e nella trasformazione della protagonista.

Due giorni e tre differenti prospettive teatrali

Il programma tra 2 e 3 settembre costruisce così un percorso attraverso tre testi e tre differenti universi teatrali.

Mercoledì alle 19, al Nido dell’Aquila, Elena Croce affronterà la complessa maternità raccontata da Alberto Savinio in “Emma B. – Vedova Giocasta”. Alle 21, ai Nicchioni Romani, Roberto Ciufoli attraverserà dieci personaggi per raccontare la figura di Gesù attraverso coloro che gli furono accanto.

Ventiquattro ore più tardi, giovedì 3 settembre alle 21, il Nido dell’Aquila ospiterà Gaia Aprea, chiamata a dare corpo e voce alla protagonista de “L’amante di Lady Chatterley”.

Tre monologhi accomunati dalla centralità dell’interprete ma costruiti intorno a temi differenti: il rapporto tra madre e figlio in Savinio, lo sguardo umano sulla figura di Gesù nel testo di Matthew Hurt e la ricerca della libertà personale e affettiva nell’opera di David Herbert Lawrence. Tre appuntamenti distribuiti tra il Nido dell’Aquila e i Nicchioni Romani nel programma del Todi Festival.

Todi Festival, tre monologhi tra Savinio, Gesù e Lawrence

Il Todi Festival propone tre appuntamenti teatrali tra il 2 e il 3 settembre 2026.
Mercoledì 2 settembre alle ore 19, al Nido dell’Aquila, Elena Croce interpreta “Emma B. – Vedova Giocasta” di Alberto Savinio.
La regia è di Alessio Pizzech, con luci e spazio scenico di Umberto Fiore.
Sempre il 2 settembre, alle ore 21, i Nicchioni Romani ospitano Roberto Ciufoli in “The Man Jesus” di Matthew Hurt.
Lo spettacolo, diretto da Maurizio Panici, racconta la figura di Gesù attraverso dieci diversi personaggi.
Le musiche sono curate da PAPA DJ, mentre traduzione e adattamento sono di Jacopo Rosso Ciufoli.
Giovedì 3 settembre alle ore 21 si torna al Nido dell’Aquila con “L’amante di Lady Chatterley”.
Gaia Aprea interpreta il testo tratto dal romanzo di David Herbert Lawrence e firma anche riduzione e regia.
Tre monologhi differenti per temi e linguaggi, accomunati dalla centralità della parola e dell’interprete.
Gli spettacoli sono distribuiti tra il Nido dell’Aquila e i Nicchioni Romani, nel centro storico di Todi.

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