I tre nuovi laboratori di Mosaico APS per detenute a Perugia
Perugia, 15 luglio 2026 – Il teatro come strumento di riscatto, espressione e crescita personale varca nuovamente le mura della sezione femminile della Casa Circondariale di Capanne, situata a Perugia, come riporta il comunicato di Ilaria Rossini. Nei giorni scorsi si sono conclusi con successo tre percorsi formativi di alto livello, concepiti come masterclass specialistiche per arricchire la proposta didattica e artistica del progetto teatrale Oltremura. L’iniziativa, curata con dedizione dall’associazione Mosaico APS, ha l’obiettivo di offrire alle partecipanti nuovi canali comunicativi e strumenti pratici per esplorare la propria interiorità attraverso la recitazione. Questa nuova fase si inserisce nel solco tracciato dall’annualità precedente, caratterizzata dal debutto dello spettacolo intitolato “Con il tuo sguardo”. Dopo i calorosi consensi ricevuti per quella rappresentazione, il laboratorio non si è fermato e ha ripreso la sua attività nello scorso autunno. Il percorso attuale proseguirà senza sosta fino al prossimo mese di novembre, quando è prevista la messa in scena di una nuova produzione teatrale interamente pensata, strutturata e diretta dalla regista Claudia Calcagnile.
La regista Claudia Calcagnile ha sottolineato come la direzione intrapresa quest’anno punti ad approfondire e ampliare in modo significativo l’indagine espressiva delle interpreti. Proprio per questa ragione, la compagnia è stata messa in contatto con esperti esterni di chiara fama nei rispettivi settori. Questa sinergia ha permesso di fornire alle partecipanti stimoli inediti e competenze molto concrete, capaci di tradursi immediatamente nel lavoro sulla scena. I tre moduli di alta formazione si sono svolti a partire dalla scorsa primavera, con l’avvio ufficiale ad aprile. Ciascun ciclo di appuntamenti è stato affidato a professionisti qualificati, capaci di guidare le allieve attraverso percorsi mirati sulla scrittura drammaturgica, sulla fonazione e sulla manualità legata alla messa in scena.
Il primo modulo, focalizzato sulla scrittura per il teatro, è stato condotto dal drammaturgo Alessandro Sesti. Durante gli incontri, l’esperto ha evidenziato la profondità e il valore civile dei testi nati dal lavoro con le detenute. Secondo Sesti, l’esercizio della drammaturgia, fondato sulla gestione del ritmo, sulla parola e sul conflitto, rappresenta una risposta naturale al bisogno umano di dare una forma tangibile al proprio vissuto e di affrontare le complessità contraddittorie del reale.
Il secondo segmento ha riguardato invece l’uso consapevole dello strumento vocale, grazie alle lezioni coordinate da Manolo Rivaroli. Il percorso si è sviluppato partendo dall’educazione respiratoria e dall’ascolto di sé, fondamentali per l’acquisizione delle tecniche fonatorie di base. Successivamente, le partecipanti sono state stimolate a unire il linguaggio del corpo a quello della voce, sperimentando la recitazione non solo in lingua italiana, ma anche attraverso l’uso espressivo delle proprie lingue madri.
A completare organicamente il progetto è stato il laboratorio incentrato sulla creazione e sull’uso della maschera teatrale, curato dall’artista Mariella Carbone. Il lavoro manuale si è fuso con la riflessione teorica sull’identità e sul personaggio. Partendo dall’auto-osservazione e dal disegno grafico, le allieve hanno appreso come plasmare una maschera basata sui tratti reali del proprio volto. Questo manufatto è diventato così un mezzo simbolico in grado di raccogliere ricordi, esperienze passate e tracce profonde del vissuto personale di ciascuna attrice.
La realizzazione di questo articolato percorso formativo e sociale all’interno della struttura penitenziaria perugina è stata resa possibile grazie al contributo di importanti realtà filantropiche. Il progetto Oltremura ha ricevuto un rinnovato supporto economico da parte del Fondo di Beneficenza ed opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo. Inoltre, l’intera iniziativa è stata concretamente sostenuta dalla Fondazione Perugia, che ha confermato la propria attenzione verso i progetti di inclusione e riabilitazione sociale attraverso l’arte.

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