«Bùbaro dei Bùbari» debutta al Teatro Morlacchi di Perugia

«Bùbaro dei Bùbari» debutta al Teatro Morlacchi di Perugia
foto_ Karen Righi

Prima nazionale della nuova produzione TSU firmata da Latella

di Antonella Valoroso

Al Teatro Morlacchi debutta in prima nazionale «Bùbaro dei Bùbari», il nuovo lavoro di Carolina Balucani con la regia di Antonio Latella: un racconto crudo e poetico che indaga le vite di due giovani in fuga. Lo spettacolo sarà in scena da mercoledì 25 a domenica 29 marzo a Perugia, per poi spostarsi al Teatro Secci da lunedì 30 marzo a giovedì 2 aprile.

La produzione rappresenta la prima tappa di un progetto biennale del Teatro Stabile dell’Umbria che mette al centro la nuova drammaturgia contemporanea. Il percorso vede lincontro tra Latella e due giovani autrici umbre, Caroline Baglioni e Carolina Balucani, entrambe vincitrici del Premio Autori della Biennale di Venezia. Lobiettivo è costruire un dialogo creativo capace di interrogare il presente e trasformarlo in esperienza teatrale condivisa.

La prima tappa di questo dittico in cui la ricerca drammaturgica si affianca e quella registica vede come protagonisti in scena Chiara Ferrara e Luca Ingravalle, affiancati da un team artistico che include Giuseppe Stellato per le scene, Graziella Pepe per i costumi, Franco Visioli per musiche e suono e Simone De Angelis per le luci. La produzione si inserisce nel più ampio impegno del Teatro Stabile dellUmbria nel sostenere il teatro contemporaneo.

Alla base del progetto, come racconta Antonio Latella, c’è un elemento semplice quanto dirompente attorno a cui si sviluppa lo spettacolo: l’imprevisto. «Grazie allincontro e al confronto con il direttore Nino Marino, – spiega il regista – abbiamo commissionato un testo a Caroline Baglioni e uno a Carolina Balucani, due drammaturghe o meglio due autrici che hanno già trovato il modo di farsi notare e ascoltare. Le autrici sono state chiamate a scrivere un testo per il Teatro Stabile dellUmbria con la mia regia. La sola cosa che ho indicato a entrambe è una tematica o meglio un accadimento, ciò che definirei un imprevisto, qualcosa che arriva quando meno te lo aspetti che può condizionare landamento di una intera giornata e non solo: una telefonata»

Nelle note di regia emerge un universo fatto di relazioni fragili e identità in bilico. Due figure, fratello e sorella, abitano uno spazio che non è mai davvero casa, mentre una cabina telefonica si trasforma in simbolo del presente e luogo di memoria. Il tema del nomadismo attraversa lopera, ponendo interrogativi profondi: «cosa vuol dire essere nomadioggi? è una scelta o è una condizione non voluta?»

La stessa scrittura di Carolina Balucani si distingue per una lingua nomade”, contaminata e mutevole, capace di riflettere lo spaesamento e la complessità dellidentità contemporanea. Una lingua che si osserva dallesterno, che si deforma e si reinventa, dando voce a chi vive ai margini e attraversa confini fisici e simbolici. «Dedico questa scrittura – ha scritto Balucani nelle sue note di drammaturgia -a un popolo oppresso e nomade che non ha mai rivendicato una terra e non ha mai dichiarato guerra a nessuno. Spero che salga, attraverso la fiaba, su un palcoscenico occidentale. I fari dellOccidente illumineranno la recita a cui spesso è costretto per sopravvivere»

«Bùbaro dei Bùbari» si presenta così come unopera intensa e sperimentale, dove la ricerca linguistica incontra la riflessione sociale. Un progetto che conferma la volontà del Teatro Stabile dellUmbria di investire su nuove visioni e nuovi linguaggi, offrendo al pubblico unesperienza teatrale la cui priorità non è proporre risposte ma moltiplicare i dubbi.

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