TSU 2026/2027, il Morlacchi tra classici e visioni
di Antonella Valoroso
Una stagione pensata come attraversamento del presente, capace di tenere insieme grandi interpreti, nuove drammaturgie, classici della drammaturgia e della letteratura, danza internazionale e teatro civile. È questa la visione che accompagna la stagione 2026/2027 del Teatro Morlacchi di Perugia, presentata a Solomeo dal Teatro Stabile dell’Umbria nell’ormai tradizionale anteprima riservata alla stampa e agli ospiti del mondo culturale e istituzionale.
L’appuntamento si è svolto negli spazi dell’Azienda Cucinelli, nel clima elegante e conviviale che da anni accompagna gli incontri culturali promossi dalla famiglia dell’imprenditore umbro. Giornalisti, artisti, attori e rappresentanti delle istituzioni hanno preso parte alla serata conclusa con l’apericena nella mensa aziendale. Tra gli ospiti anche Mattea Fo, presidente della Fondazione Fo Rame, il vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori e il Cardinale Bassetti. Grande assente la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ospite d’onore della serata di gala “Celebrating the Region of Umbria”, organizzata dalla Sons of Italy Foundation a Washington DC, svoltasi quasi in perfetta contemporaneità.
Ma mentre oltreoceano si discuteva della valorizzazione dell’Umbria e della cultura italoamericana, al centro della serata a Solomeo non poteva che esserci il teatro. E soprattutto l’idea di teatro pubblico ribadita con orgoglio e convinzione dal direttore del TSU Nino Marino, confermato ufficialmente alla guida dello Stabile umbro per i prossimi cinque anni.
«La nuova Stagione del Teatro Morlacchi nasce dal desiderio di immaginare un teatro capace di tenere insieme mondi diversi: grandi interpreti della scena italiana, nuove generazioni di artisti, classici, teatro di regia, nuove scritture, spettacoli tratti da importanti opere letterarie, danza, teatro civile», ha spiegato Marino. Parole che trovano una formulazione ancora più netta nell’editoriale che accompagna il cartellone. Un testo nel quale il direttore rivendica il valore culturale e civile del teatro pubblico, guardando idealmente alla lezione di Paolo Grassi e Giorgio Strehler.
«Il teatro è un servizio pubblico», scrive Marino, ricordando come la cultura non possa essere considerata un ornamento, ma una necessità collettiva. «Il teatro è svago, incontro, comunità: è parte della qualità della vita. Ma è anche un luogo in cui il pubblico entra in relazione diretta con il mondo degli artisti, con le loro domande e le loro visioni». Una dichiarazione di poetica che attraversa l’intera stagione del Morlacchi, costruita attorno a 33 spettacoli: 25 di prosa e 8 di danza, con cinque spettacoli internazionali, due debutti in prima assoluta, ventisette esclusive regionali e sette produzioni o coproduzioni firmate TSU.
Ad inaugurare il cartellone, il 14 ottobre, sarà “Oscar”, nuova produzione dello Stabile umbro diretta da Antonio Latella su testo originale di Linda Dalisi. Protagonista Sonia Bergamasco, chiamata a dare corpo a una figura femminile che attraversa memoria collettiva e tensioni contemporanee. Lo spettacolo resterà in scena fino al 18 ottobre e rappresenta uno dei progetti centrali della nuova programmazione. Pochi giorni dopo, il 25 ottobre, torneranno al Morlacchi Antonio Rezza e Flavia Mastrella con “Metadietro”, ulteriore tappa del loro personalissimo teatro visionario, sospeso tra comicità feroce, surrealtà e deformazione del linguaggio.
Il primo novembre ripartirà invece proprio da Perugia la tournée internazionale di “OLTRE. Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande” di Fabiana Iacozzilli, produzione del TSU che dopo il successo della scorsa stagione approderà anche al Théâtre du Rond-Point di Parigi.
Dal 4 all’8 novembre sarà la volta di “Lu Santo Jullàre Françesco” di Dario Fo e Franca Rame, interpretato da Matthias Martelli. Uno spettacolo che assume quest’anno un significato simbolico particolare, anche perché si inserisce nelle celebrazioni dedicate ai cento anni dalla nascita di Dario Fo.
Proprio su questo punto si è soffermato Brunello Cucinelli, che ha parlato del buon momento attraversato dal Teatro Stabile dell’Umbria. «I conti sono in ordine e la stagione passata è andata benissimo», ha dichiarato l’imprenditore umbro, esprimendo particolare soddisfazione per la riapertura del Teatro di Norcia restaurato dopo il sisma. «Sono particolarmente felice per la riapertura del Teatro di Norcia e per aver inaugurato con “Lu Santo Jullàre Françesco”, uno spettacolo che ha aperto le celebrazioni per i cento anni dalla nascita di Dario Fo in concomitanza con gli ottocento anni dalla morte di San Francesco». Parole alle quali ha fatto eco lo stesso Marino: «Abbiamo ancora negli occhi la riapertura del teatro di Norcia. Brunello in questi anni è stato custode e garante dei teatri dell’Umbria».
Il cartellone proseguirà poi con “I miei stupidi intenti”, tratto dal romanzo Premio Campiello di Bernardo Zannoni, che VicoQuartoMazzini porterà in scena dal 18 al 22 novembre, mentre dal 27 al 29 novembre Lella Costa interpreterà una sorprendentemente contemporanea “Lisistrata” di Aristofane. Il 30 novembre arriverà al Morlacchi anche il mondo dello sport con Andrea Zorzi e “La magnifica imperfezione”, spettacolo realizzato in collaborazione con Sir Safety Perugia.
Dicembre vedrà protagonisti alcuni dei grandi nomi del teatro italiano. Dal 9 al 13 Umberto Orsini, diretto da Massimo Popolizio, sarà in scena con “Prima del temporale”, mentre Stefano Massini dal 15 al 17 dicembre presenterà “Lo Zar”, dedicato alla figura di Vladimir Putin e alle derive del potere contemporaneo. Il Capodanno del Morlacchi sarà affidato all’energia della compagnia francese Chicos Mambo con “CAR/MEN”, tra danza, clownerie, teatro e musica, in scena il 30 e 31 dicembre.
Il nuovo anno si aprirà il 10 gennaio con “La città dei vivi”, adattamento dal romanzo di Nicola Lagioia diretto da Ivonne Capece, cui seguirà dal 13 al 17 gennaio “Educazione sentimentale” di Ivan Cotroneo con Giuseppe Fiorello.
Tra gli appuntamenti più attesi anche “Antigone” di Roberto Latini, in scena il 20 e 21 gennaio, e “La crociata dei bambini” il 27 gennaio, opera originale di Massimiliano Burini e Giuseppe Albert Montalto ispirata a Brecht. Il 30 e 31 gennaio arriverà invece la grande danza internazionale con “Sonoma” della compagnia spagnola La Veronal guidata da Marcos Morau, tra i coreografi più influenti della scena europea contemporanea.
Febbraio porterà due grandi ritorni: Stefano Accorsi, dal 3 al 7 febbraio, con “Nessuno. Le avventure di Ulisse”, viaggio nell’umanità dell’eroe omerico, e Luca Marinelli, dal 17 al 21 febbraio, autore, regista e interprete de “La Cosmicomica vita di Q”, ispirato all’universo letterario di Italo Calvino.
Dal 26 al 28 febbraio sarà la volta di Goldoni con “Le smanie per la villeggiatura” diretto da Giorgio Sangati, mentre il 3 e 4 marzo Babilonia Teatri presenterà “Abracadabra”, spettacolo poetico e grottesco sul rapporto tra illusione e realtà.
Un posto importante nel progetto artistico del TSU continuerà ad averlo la nuova drammaturgia. Dal 17 al 21 marzo debutterà infatti in prima nazionale “La statua del santo” di Caroline Baglioni, secondo capitolo del progetto produttivo sviluppato insieme a Carolina Balucani e Antonio Latella.
Il 24 marzo il Morlacchi ospiterà inoltre l’evento speciale promosso dalla Fondazione Fo Rame per i cento anni dalla nascita di Dario Fo.
Dal 31 marzo al 4 aprile Fortunato Cerlino sarà protagonista di “Cuore”, tratto da Edmondo De Amicis per la regia di Andrea Baracco, mentre l’8 e il 9 aprile Aterballetto porterà a Perugia “Dreamers”, creazione che intreccia le poetiche di Philippe Kratz, Angelin Preljocaj e Crystal Pite.
La stagione proseguirà dal 16 al 18 aprile con “Uno, nessuno e centomila” di Pirandello interpretato e diretto da Domenico Pinelli, mentre la compagnia spagnola El Conde de Torrefiel proporrà la performance site specific “Yo no tengo nombre/I have no name”, esperienza teatrale all’aperto immersa nel paesaggio naturale.
Accanto alla programmazione principale, tornerà anche il Ridotto del Morlacchi, spazio dedicato alla sperimentazione e alla relazione ravvicinata con il pubblico, così come la rassegna “Perché non ballate?”, ormai riferimento consolidato per i nuovi linguaggi della danza contemporanea.
La stagione che verrà promette di essere un viaggio appassionante tra grandi interpreti, nuove scritture, danza e teatro civile. Le sue tappe saranno scandite da un cartellone ampio e profondamente contemporaneo, capace di mettere in dialogo linguaggi diversi e pubblici differenti, senza rinunciare alla qualità artistica e alla forza del pensiero. Un percorso che vuole restituire al teatro la sua funzione più autentica: essere un luogo vivo di incontro, immaginazione e comunità. Uno spazio aperto e condiviso. Ci vediamo a teatro.




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