Cinque giorni di musica riportano presenze e fiducia in città
Umbria Jazz Winter torna domani a Orvieto e fino al 3 gennaio trasforma l’acropoli in un palcoscenico diffuso, confermando una tradizione che da oltre trent’anni scandisce l’inverno culturale umbro. L’edizione 2025 ripropone la formula che ha reso il festival un riferimento nazionale: musica di qualità, accoglienza curata, ritmi serrati e un intreccio costante tra arte, storia e gastronomia.
L’apertura è affidata, come da consuetudine, ai giovani talenti. A inaugurare il cartellone saranno i Saihs, vincitori del Conad Contest, affiancati dal Berklee/Umbria Jazz Clinics Award Group, ensemble formato dai migliori allievi delle clinics estive della prestigiosa scuola di Boston. Un avvio che ribadisce la vocazione del festival a valorizzare nuove voci e percorsi emergenti.
La città entrerà poi nel vivo con la street parade dei Funk Off, che attraverserà il centro storico trasformando le vie medievali in un corridoio sonoro. I concerti proseguiranno nelle sedi tradizionali: Palazzo del Popolo, Palazzo dei Sette, e soprattutto il Teatro Mancinelli, dove in serata si alterneranno Stefano Bollani, Dado Moroni e Danilo Rea, tre pianisti capaci di instaurare un rapporto immediato con il pubblico grazie a un linguaggio musicale diretto, brillante e sempre sorprendente.
Parallelamente prenderanno il via le attività di UJ4Kids, progetto educativo che la Fondazione Umbria Jazz porta avanti con scuole e istituzioni per avvicinare i più piccoli alla musica. Gli appuntamenti, ospitati al Teatro del Carmine il 30 e 31 dicembre e il 2 e 3 gennaio, puntano a stimolare ascolto, creatività e socialità attraverso laboratori e performance pensate per un pubblico giovane.
La struttura del festival mantiene la sua caratteristica continuità: eventi programmati da mezzogiorno fino a tarda notte, con artisti residenti che permettono al pubblico di costruire ogni giorno un proprio itinerario musicale. Le tappe includono il Museo Emilio Greco, la Sala dei 400, la Sala Expo del Palazzo del Capitano del Popolo e il Palazzo dei Sette, che torna a funzionare come bistrot. Nella Sala Expo si confermano i jazz lunch e le jazz dinner, dove cucina e musica si intrecciano in un’esperienza unica.
Le vie del centro storico restano uno degli scenari più suggestivi: la marching band che le percorre crea un’atmosfera informale e coinvolgente, permettendo ai visitatori di immergersi nella stratificazione culturale dell’acropoli orvietana. È proprio questa fusione tra luoghi, storia e suono a rappresentare l’essenza più autentica di Umbria Jazz Winter, elemento che negli anni ne ha consolidato il successo.
Due appuntamenti restano centrali nel programma: i cenoni di fine anno, ospitati al Palazzo dei Sette e alla Sala Expo, e i canti gospel nel Duomo del 1° gennaio, con la Messa del pomeriggio dedicata alla Giornata mondiale della Pace. Momenti che uniscono celebrazione, spiritualità e musica, chiudendo idealmente il percorso del festival.
Orvieto si prepara così a cinque giorni di intensa vitalità, confermandosi ancora una volta crocevia di culture, suoni e atmosfere che rendono l’inverno umbro un appuntamento irrinunciabile.

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