La ricerca dell’ineffabile “Omaggio a Bach”, le tre sonate per Viola da gamba e Clavicembalo

La ricerca dell’ineffabile “Omaggio a Bach”, le tre sonate per Viola da gamba e Clavicembalo

Si sono svolti in Umbria lo scorso mese di settembre, dall’11 al 14, a Perugia, Terni, Otricoli ed Avigliano Umbro, quattro concerti del duo formato dalla danese Marie Stockmarr Becker e dall’italiana Ilaria Macedonio

Le due musiciste hanno suonato due strumenti particolarmente preziosi: Marie Stockmarr Becker una Viola inglese del liutaio Joseph Hill costruita attorno al 1770 e Ilaria Macedonio un Cembalo a due manuali di Mario Del Grosso, copia di uno strumento del fiammingo Johannes Ruckers (n. 1638).

Le amministrazioni coinvolte (la Regione Umbria, i Comuni di Perugia, Terni, Otricoli e Avigliano Umbro) insieme all’Ambasciata Danese, hanno messo il sigillo del loro patrocinio sui concerti, gestiti nei loro aspetti organizzativi dalle associazioni MusicAvigliano di Avigliano Umbro e All Music di Terni.

Non si hanno notizie certe relativamente alla genesi delle sonate proposte: Alberto Basso, nel suo monumentale Frau Musika, indica come probabile periodo gli anni trascorsi a Köten dal giovane Bach, ma gli studi più recenti danno come più probabile il periodo di Lipsia. Più precisamente, le sonate sarebbero state composte per essere eseguite al celebre Caffè Zimmermann e il destinatario nonché ispiratore del progetto sarebbe Christian Ferdinand Abel, che probabilmente ne fu anche il primo esecutore.

La caratteristica che balza immediatamente all’ascolto è il continuo dialogare tra i due strumenti come se fossero tre: infatti la musica si sviluppa dai due strumenti con un raffinatissimo contrappunto a tre voci che fa circolare le idee musicali creando un dialogo continuo e serrato di incredibile bellezza.

Le tre sonate di Bach sono state eseguite con la Viola da braccio, dando così alla musica un colore che ha valorizzato in modo particolare i dialoghi tra i due strumenti.  Il pubblico ha mostrato di apprezzare con vivo interesse l’indubbia qualità dell’esecuzione dimostrata dalle due giovanissime artiste con un curriculum di tutto rispetto sia sotto il profilo della formazione accademica che della traiettoria artistica: entrambe allieve alla Royal Danish Academy of Music di Copenhagen, hanno sviluppato un intenso lavoro di collaborazione sia come duo che in vari ensembles strumentali, impostando un progetto musicale che le porterà nell’immediato futuro a esibirsi in programmi incentrati sul barocco europeo nei suoi autori più significativi. (Paolo Millefiorini)

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