Il successo dell’esposizione tra arte e storia nel capoluogo
Perugia, 16-03-2026 – Il debutto della grande esposizione dedicata al legame tra il maestro toscano e il Santo di Assisi ha conquistato ogni aspettativa. Durante le prime 48 ore di apertura, la Galleria Nazionale dell’Umbria ha accolto oltre 2.300 visitatori, confermando l’enorme richiamo di un progetto che unisce rigore scientifico e divulgazione d’alto profilo. L’evento, accessibile dal 14 marzo al 14 giugno 2026, si propone come un’indagine profonda sulla trasformazione culturale che ha investito la regione nel quattordicesimo secolo. Questa affluenza massiccia premia una strategia espositiva capace di valorizzare non solo le opere principali, ma l’intero contesto artistico che ha reso il territorio perugino un laboratorio d’avanguardia per l’intera Europa medievale, come riporta il comunicato di CLP Relazioni Pubbliche | Clara Cervia.
Il successo di pubblico è il risultato di un coordinamento capillare tra diversi enti, dalla Direzione Regionale Musei nazionali Umbria al Comitato Nazionale per le Celebrazioni francescane. La mostra gode dell’alto patronato della Medaglia del Presidente della Repubblica, a testimonianza del valore civile e culturale dell’operazione. Curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, l’iniziativa riesce a tessere una rete tra i musei statali, le istituzioni ecclesiastiche e le amministrazioni locali. Questa cooperazione ha permesso di riunire oltre sessanta capolavori, creando un dialogo tra le opere dei grandi maestri e quelle delle botteghe locali che seppero rielaborare con originalità il linguaggio giottesco, diffondendolo anche nelle comunità più distanti dai centri principali.
Al centro del percorso critico si trova il concetto di rivoluzione visiva. Se Francesco d’Assisi ha mutato la percezione del creato, Giotto ha tradotto questa nuova sensibilità in pittura, conferendo ai personaggi sacri una fisicità e un’umanità inedite. I visitatori possono ammirare da vicino le tavole di Simone Martini e Pietro Lorenzetti, artisti che operarono contemporaneamente nei cantieri della Basilica di San Francesco. Il confronto tra queste figure monumentali e i maestri umbri dell’epoca rivela una stagione di straordinaria vivacità intellettuale. Di conseguenza, l’eterno viene iscritto per la prima volta nel volto degli uomini, segnando un punto di non ritorno nella storia dell’arte occidentale e definendo una nuova coscienza collettiva nazionale.
La mostra, dal titolo Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento, racconta una felice congiuntura nella storia della cultura che ha avuto per teatro l’Umbria tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, e, al contempo, è un pregevole esempio di collaborazione istituzionale e territoriale.
Dettagli:
GIOTTO E SAN FRANCESCO – Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria (Corso Pietro Vannucci, 19)
14 marzo – 14 giugno 2026
Orari mostra: Lunedì – Domenica: 8.30 – 19.30 (ultimo accesso 18.30)
Informazioni e acquisto dei biglietti: https://
prenotagiotto@orologionetwork. Esso
Pagina Facebook @GalleriaUmbriaPerugia
Instagram @gallerianazionaledellumbria
Il sostegno di partner pubblici e privati, tra cui la Regione Umbria e diverse fondazioni bancarie, ha garantito la realizzazione di un evento che funge da volano per l’economia culturale locale. La mostra non si esaurisce nelle sale della Galleria, ma invita il pubblico a scoprire il patrimonio diffuso in tutta la provincia. Questa capacità di generare flussi turistici qualificati è essenziale per la tutela dei beni artistici. La rassegna dimostra come il Trecento umbro non sia solo un’epoca passata, ma una radice vitale che continua a nutrire il presente attraverso la bellezza. Il primo weekend rappresenta dunque solo l’inizio di un percorso trimestrale destinato a lasciare un segno indelebile nel panorama culturale italiano del 2026.

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