Un percorso vivo e immersivo nel segno della pace
di RitaPaltracca
La sala dell’Associazione Porta Santa Susanna ha ospitato nell’ambito del ciclo di conferenze “Perugia racconta 3” una serata interamente dedicata alla narrazione di San Francesco e del lupo di Gubbio, un episodio simbolico che torna oggi al centro dell’attenzione grazie alla mostra diffusa in corso di svolgimento “Francesco e frate Lupo” nella cittadina eugubina.
A introdurre l’appuntamento del ciclo di conferenze di Santa Susanna è stato il giurista Giuseppe Severini, che ha tracciato il profilo della storica dell’arte la prof.ssa Cristina Galassi, sottolineandone il dinamismo e il ruolo di riferimento per la tutela e lo studio del patrimonio nel territorio umbro. La prof.ssa Galassi ha ricoperto un ruolo importante a Gubbio è stata docente della scuola di specializzazione in beni culturali dell’Università di Perugia, ed è oggi una delle anime della mostra-evento che, visto il grande successo di pubblico, è stata prorogata fino al 19 aprile 2026, confermando l’attenzione crescente verso la figura del santo, del lupo e il legame con la città eugubina. L’esposizione si snoda in tre sedi: Palazzo dei Consoli, Logge dei Tiratoi, Museo Diocesano.
L’esposizione “Francesco e frate Lupo” si articola come un vero e proprio percorso urbano, trasformando Gubbio in un grande racconto visivo dedicato alla leggenda dell’incontro tra il santo e l’animale ammansito. Dipinti, sculture, ceramiche, codici miniati, sigilli e libri illustrati, provenienti da epoche diverse, ricostruiscono la fortuna iconografica di un episodio che appartiene alla memoria collettiva della città, ma che ha saputo parlare al mondo intero per la forza del suo messaggio. Il filo conduttore è la scena in cui Francesco, con il solo gesto della croce e la forza della parola, placa la ferocia del lupo che terrorizza gli abitanti, trasformando il conflitto in un patto di convivenza pacifica.
In questo contesto, una valenza particolare assume la presenza delle spoglie del lupo custodite in una chiesa eugubina ne fa l’elemento che ha alimentato nei secoli devozione, curiosità e superstizione attorno a questa vicenda. L’itinerario espositivo mette in dialogo il lato devozionale con la riflessione artistica, evidenziando come pittori, scultori e artigiani, dal Medioevo all’età contemporanea, abbiano interpretato la scena variandone atmosfera, materiali, protagonisti anche secondari, ambientazione urbana o naturale. Da citare come la National Gallery di Londra vi sia conservata un’opera con a tema il santo Francesco e il lupo.
La conferenza ha ripercorso le radici letterarie – artistiche dell’episodio, nata nei Fioretti di San Francesco, dove nel ventesimo capitolo si racconta del lupo affamato che, giunto nei pressi di Gubbio, semina paura tra la popolazione, assalendo uomini e animali. Francesco, secondo la narrazione, affronta la belva, la doma con il segno della croce e la parola e stipula un patto con l’animale davanti alla cittadinanza, impegnandosi a rinunciare alla violenza in cambio di cibo e cura da parte degli abitanti. Il racconto si chiude con la morte del lupo o lupa (non si conosce la razza) per vecchiaia, quasi a suggellare una riconciliazione universale indicandoci la via della pace e del dialogo. Dal 1978 con la promulgazione della Lettera Apostolica Inter Sanctos, papa Giovanni Paolo II, proclamò Francesco d’Assisi “Patrono degli ecologisti”.
L’incontro si arricchisce di immagini che scorrono tra quelle esposte in mostra e testimonianze di luoghi da visitare. Le testimonianze conservate nella chiesa di Santa Maria della Vittorina, luogo tradizionalmente legato alla memoria dell’incontro tra Francesco e il lupo. Qui la scena dell’ammansimento, con il santo che segna l’animale con la croce, diventa immagine e di pace. Il disegno tratto dai cicli pittorici del chiostro di San Francesco, sigilli antichi che riportano la figura del santo con il lupo, opere come l’affresco di Federico Brunori, conservato a Palazzo dei Consoli, testimoniano la stratificazione con cui la città ha voluto raccontarsi attraverso questo episodio mettendo in luce le due figure. Per le sculture contemporanee quella in bronzo, collocata nell’ “Orto dei Frati” nei pressi della chiesa di San Francesco, traduce il momento dell’incontro tra l’uomo e l’animale, oppure ceramiche, buccheri e manufatti legati alla tradizione del lustro di Mastrogiorgio, fino all’opera di Aldo Ajò dedicata a “San Francesco e il lupo” in chiave molto più classica.
Il tema francescano è inoltre affrontato attraverso codici miniati, edizioni pregiate dei Fioretti, fumetti e cartoline, un trittico proveniente dai depositi del museo civico di Palazzo della Penna a Perugia e perfino un capolavoro conservato alla National Gallery di Londra, dove il lupo minaccia gli abitanti viene raffigurato sullo sfondo di una città in subbuglio, con i corpi sullo sfondo del dipinto, donne sui merli dell’edificio guardano in basso e uomini in piazza, mentre il patto con il santo viene formalizzato alla presenza (forse) di un notaio. Il volo delle anatre suggella la pace e l’esaltazione della quiete.
La mostra si inserisce nel più ampio progetto grazie all’istituzione del Comitato cittadino permanente, nato in vista dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco, che proseguirà nel 2026 con un articolato programma di iniziative culturali, spirituali e turistiche. L’obiettivo dichiarato è rilanciare, valorizzare e custodire nel tempo l’identità francescana della città, rafforzando il legame tra la memoria dell’incontro con il lupo e le sfide contemporanee legate alla pace, alla fraternità e alla cura del creato.
La locandina scelta per promuovere l’esposizione, riproduce l’opera di un’artista dell’Ottocento Luc- Olivier Merson (1877) “Le Lup d’Aggubbio” conservata a Lille, Museé del Beaux Arts, è stata scelta in accordo con il vescovo di Gubbio, mostra una città innevata in cui Francesco aleggia sopra le case, mentre il lupo, ormai docile si trova in armonia con un paesaggio medievale sospeso tra storia e leggenda.
La figura di Francesco e il lupo vive e rivive a Gubbio. La mostra è visitabile con i seguenti orari: 10-13/5-18 dal lunedì al venerdì /sabato, domenica e festivi 10-18. Ingresso a pagamento, biglietti acquistabili anche online https://www.francescoagubbio.it/








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