Rinasce il manufatto votivo con affresco di Brugnoli
Sarà inaugurata lunedì 8 settembre alle ore 16.30 l’edicola votiva di Prepo, oggetto di un articolato intervento di restauro finanziato tramite il progetto Art Bonus. Alla cerimonia prenderanno parte la famiglia De Micheli, mecenate dell’operazione, l’assessore comunale ai lavori pubblici e all’Art Bonus Francesco Zuccherini, i tecnici del Comune di Perugia e la restauratrice Francesca Maria Drisaldi, che ha diretto l’intervento.
Il manufatto sacro si trova lungo Strada di Prepo, arteria comunale che conduce alla parrocchia di Santa Maria in Prepo, collocata nella zona sud-occidentale della città, nei pressi di via Settevalli. Si tratta di una tipica edicola votiva, struttura di modeste dimensioni, edificata per iniziativa privata come espressione di devozione o in segno di riconoscenza per una grazia ricevuta.
L’edicola di Prepo venne descritta già nel 1891 dal Giornale di Sicilia, che ne sottolineava la posizione in un punto di bivio tra due percorsi: uno in salita verso la chiesa e la palazzina sulla sommità, l’altro in discesa tra campi e vigneti. All’interno, sulla parete di fondo, l’opera custodisce un affresco del pittore perugino Annibale Brugnoli, databile tra il 1861 e il 1862, raffigurante la Madonna con il Bambino e il piccolo San Giovannino. Una raffigurazione che, secondo le cronache d’epoca, colpiva per la naturalezza delle linee e la grazia espressiva delle figure.
Nel corso degli anni la struttura ha subito un progressivo deterioramento. Le superfici in intonaco a calce erano segnate da cadute e annerimenti causati dal passaggio veicolare, mentre i cartelli funebri affissi nel tempo ne hanno ulteriormente compromesso la stabilità. L’affresco di Brugnoli risultava fortemente esposto agli agenti atmosferici, con lacune diffuse, rigonfiamenti e perdita di cromie, aggravati da infiltrazioni d’acqua e dall’umidità della nicchia. La critica d’arte Antonella Pitzalis, nella sua monografia dedicata al pittore nel 1999, aveva segnalato la gravità delle condizioni conservative, sottolineando come l’iconografia risultasse ormai difficilmente leggibile.
Anche gli elementi di protezione mostravano segni evidenti di degrado: la grata in ferro, arrugginita e priva di un adeguato sistema di chiusura, veniva assicurata in maniera provvisoria. La necessità di un restauro si presentava dunque improcrastinabile.
L’intervento, articolato in una parte edile e in una pittorica, è stato condotto secondo criteri conservativi e rispettosi dell’originale. Sul piano costruttivo, si è proceduto a una pulizia preliminare, alla rimozione dell’intonaco deteriorato e al rifacimento con materiali a calce, seguiti da una tinteggiatura esterna. La grata è stata consolidata con cerniere adeguate e dotata di una nuova chiusura, mentre in copertura è stato installato un canale in rame con pluviale per garantire lo scolo delle acque.
La parte pittorica ha previsto studi diagnostici e documentazione fotografica preliminare, seguiti da saggi per definire la strategia operativa. Sono state effettuate operazioni di pulitura, applicazione di biocida nella parte inferiore della nicchia, messa in sicurezza delle aree a rischio caduta e consolidamento della pellicola pittorica. Le zone lacunose sono state stuccate e successivamente integrate, fino all’applicazione di una protezione finale atta a preservare l’affresco nel tempo.
Il restauro ha permesso di recuperare la leggibilità dell’opera di Brugnoli, restituendo dignità a un bene che appartiene non solo al quartiere ma all’intero patrimonio cittadino. L’inaugurazione dell’8 settembre rappresenterà un momento di condivisione con la comunità, che potrà nuovamente riconoscersi in un manufatto simbolo di fede e di memoria collettiva.
Con questa operazione, resa possibile grazie all’Art Bonus, si rinnova il legame tra istituzioni, cittadini e privati che scelgono di sostenere la tutela del patrimonio storico-artistico. La presenza dei mecenati e delle autorità locali all’appuntamento sottolinea il valore di una collaborazione che ha permesso di salvare un’opera in condizioni ormai critiche, restituendola alla collettività in una veste restaurata e protetta.
Il quartiere di Prepo, posto tra aree residenziali e percorsi campestri, vede così rinascere un punto di riferimento che per oltre un secolo ha accompagnato la vita dei suoi abitanti.

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