Capolavori del Seicento in Umbria, presentata la mostra Luce figura paesaggio

Capolavori del Seicento in Umbria, presentata la mostra Luce figura paesaggio Presentata ufficialmente agli operatori dell’informazione, questa mattina, la mostra “Luce figura paesaggio. Capolavori del Seicento in Umbria” a cura di Cristina Galassi, allestita nella Galleria Tesori d’Arte del Complesso Monumentale di San Pietro, un’iniziativa  frutto di unità di intenti e collaborazione delle istituzioni pubbliche e private e di collezionisti. L’inaugurazione ufficiale si terrà domani, venerdì 9 novembre 2018, alle ore 17. La mostra potrà essere visitata dal pubblico sino al 30 giugno 2019.

LA CONFERENZA STAMPA – “Dopo il successo ottenuto lo scorso anno dalla mostra sul Sassoferrato, presentiamo ora questa nuova esposizione, fortemente volta dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria e dalla professoressa Cristina Galassi, mia delegata per i musei scientifici. – ha detto il Rettore Franco Moriconi – E’ quindi l’occasione giusta per sottolineare l’importanza dei Musei dell’Università: strutture, alcune, esistenti da tempo, ma con un’ identità e un ruolo indecifrabile: al contrario, oggi hanno assunto un’ importanza fondamentale per l’Ateneo, sono un fiore all’occhiello dello Studium, a cominciare da questo nel Complesso Monumentale di San Pietro, un luogo dove l’arte si coniuga con la spiritualità e con la cultura, grazie proprio all’Università. Mi piace sottolineare, inoltre, come la mostra che presentiamo oggi sintetizzi in concreto uno dei punti cardini del mio mandato rettorale: la volontà di collaborare il più possibile con tutte le istituzione pubbliche e private, con la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia – che ringrazio, per sviluppare iniziative culturali che valorizzino Perugia e l’Umbria”.

“Tutti hanno messo a disposizione opere, tutti hanno collaborato, istituzioni e privati: – ha evidenziato la professoressa Cristina Galassi – Galleria Nazionale dell’Umbria, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Fondazione Orintia Carletti Bonucci, Fondazione Marini Clarelli Santi, Università degli Studi di Perugia, Regione Umbria, Comune di Perugia, Accademia di Belle Arti, Centro Edile per la Sicurezza e la Formazione, ma anche collezionisti privati.

Questa mostra rappresenta un’occasione unica per ammirare capolavori sconosciuti del Seicento umbro e italiano: tutti i grandi maestri sono presenti che va dalla pittura baroccesca, al luminismo caravaggesco, fino al barocco, tutti i generi, dai paesaggi, alle opere bibliche, religiose a quelle profane: insomma, un’occasione da non perdere”.

“Qui a San Pietro è grande la quantità di opere d’arte presenti: si tratta di uno dei luoghi più belli della nostra regione e che, grazie alla collezione permanente e alle mostre temporanee come questa odierna, ha insegnato ai perugini e agli umbri ad ampliare i propri orizzonti culturali  – ha aggiunto Fernanda Cecchini, Assessore alla Cultura della Regione Umbria -.  Ecco quindi, un’Umbria che riesce a proporre un panorama culturale ampio, di valore e diversificato, frutto di una bella sinergia e di una combinazione di eventi che rendono davvero interessante la nostra regione durante tutto l’anno”.

“Non è la prima volta che si crea questa collaborazione tra enti e istituzioni cittadine per promuovere un appuntamento culturale e ritengo che questo renda la città più forte. Serve anche per mettere ancora di più in evidenza un luogo, già importante, come il complesso di San Pietro, per renderlo ancora più attrattivo per il turista – ha sottolineato Maria Teresa Severini, Assessore a Cultura, Turismo e Università del Comune di Perugia -. Ritengo, peraltro che sia fondamentale accendere l’attenzione sul Seicento umbro, quale occasione di conoscenza  della grande ricchezza della città e della regione.”

“La mostra rappresenta un esempio importante di come fare rete ma anche un modello di efficienza per utilizzare le poche risorse disponibili; un modello che sarà da seguire anche da altri soggetti in questo momento in cui le disponibilità finanziarie tendono a ridursi”, ha rilevato Fabrizio Stazi, Segretario Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia,  portando il saluto di Giampiero Bianconi, presidente della Fondazione.

LA MOSTRA – Luce Figura Paesaggio. Capolavori del Seicento in Umbria  è il titolo della nuova iniziativa promossa dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria, in collaborazione con Regione Umbria, Comune di Perugia, Università degli Studi di Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria, FAI Umbria, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e con il patrocinio della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.

Dopo il successo della grande mostra dedicata al Sassoferrato torna a schiudersi lo scrigno del Complesso Monumentale di San Pietro in Perugia, con i suoi capolavori ospitati nella Galleria Tesori d’Arte e nella straordinaria Basilica. La mostra, nel segno di una stretta collaborazione tra enti e istituzioni del territorio (Galleria Nazionale dell’Umbria, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Fondazione Orintia Carletti Bonucci, Fondazione Marini Clarelli Santi, Università degli Studi di Perugia, Regione Umbria, Comune di Perugia, Accademia di Belle Arti, Centro Edile per la Sicurezza e la Formazione) ma anche collezionisti privati, vuole gettare luce sull’enorme patrimonio artistico del Seicento in Umbria, documentandone in maniera eccellente la ricchezza e la varietà.

L’Umbria, i suoi pittori e le sue committenze si mostrano partecipi di un secolo rivoluzionario per la cultura figurativa italiana, alla ricerca di nuove potenzialità espressive. Il percorso espositivo a cura di Cristina Galassi si articola attraverso un considerevole numero di dipinti, circa sessanta, rappresentativi delle varie correnti e tendenze che si affermano nel corso del XVII secolo: la cultura tardo manierista di Federico Barocci e Ventura Salimbeni convive con il filone classicista di Gian Domenico Cerrini e di Sassoferrato, con il naturalismo di matrice caravaggesca e guercinesca (nei dipinti dello Spadarino, di Orazio e Artemisia Gentileschi), con l’espressività barocca di Pietro da Cortona, Pietro Montanini e François Perrier. Una pluralità di accenti che riserverà delle sorprese in una regione famosa soprattutto per il suo patrimonio archeologico, per i suoi monumenti di epoca medievale e per il suo Rinascimento. Un’occasione unica, quindi, per ammirare opere mai o poco viste, per la prima volta presentate vis-à-vis, raccolte per l’occasione nella magnifica cornice dell’antichissima abbazia perugina.

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