Art Bonus oltre tre milioni, restauri e cantieri per Perugia

Art Bonus oltre tre milioni, restauri e cantieri per Perugia

Acquedotto medievale e Piscinello al centro degli interventi

📌 FLASH NEWS – L’Art Bonus di Perugia supera i tre milioni di euro. Variante da 52mila euro per il restauro dell’acquedotto medievale di via Appia, concluso il recupero della fontana del Piscinello. Nuovi beni entrano nel progetto cittadino


L’Art Bonus di Perugia supera la soglia dei tre milioni di euro e continua ad alimentare interventi destinati alla tutela e alla riqualificazione del patrimonio storico cittadino. Il programma sostenuto attraverso le donazioni ha raggiunto un nuovo traguardo mentre procedono i lavori sull’acquedotto medievale di via Appia e si conclude il recupero della fontana del Piscinello.

Il cantiere più rilevante attualmente in corso riguarda il tratto urbano dell’antico acquedotto, alle porte dell’acropoli perugina. Durante l’esecuzione delle opere sono emerse condizioni che hanno determinato una modifica di alcuni elementi del progetto esecutivo. La variante comporta un incremento della spesa di circa 52 mila euro e introduce lavorazioni destinate a migliorare funzionalità, reversibilità e durata del restauro.

Parallelamente, l’Art Bonus ha permesso di restituire decoro alla fontana del Piscinello, una delle più antiche della città, interessata da un intervento del valore di circa 6 mila euro.

Variante per il cantiere dell’acquedotto medievale

Il restauro dell’acquedotto medievale di via Appia, finanziato dalla Fondazione Cucinelli, rappresenta uno degli interventi più consistenti attualmente collegati alla valorizzazione del patrimonio cittadino.

Nel corso delle lavorazioni, la direzione dei lavori, d’intesa con l’impresa esecutrice, ha modificato alcuni aspetti del progetto in conseguenza di situazioni non previste né prevedibili emerse durante il cantiere.

Le modifiche sono riportate in una determinazione dirigenziale dell’area Opere pubbliche del Comune di Perugia, che aggiorna il quadro economico dell’intervento. La spesa complessiva supera ora 625 mila euro, mentre l’importo contrattuale passa dagli iniziali 401.021,48 euro a 449.158,10 euro.

L’aumento è quindi legato alle ulteriori lavorazioni individuate durante l’avanzamento dell’opera e alla revisione di alcune quantità previste inizialmente.

Nuovi interventi sulla pavimentazione

Una parte significativa della variante riguarda la pavimentazione. La superficie interessata è stata ricalcolata direttamente durante il cantiere, determinando la necessità di aggiornare le lavorazioni.

È stata inoltre prevista la realizzazione di una soletta cementizia armata, accompagnata dall’impiego di specifici additivi destinati a garantire una maggiore tenuta nel tempo della pavimentazione. La struttura conterrà anche barre in ferro.

Un altro intervento riguarda la realizzazione di giunti di dilatazione trasversali ogni sette metri. Si tratta di una delle modifiche inserite nella variante insieme alle opere destinate a contrastare la risalita dell’acqua.

Ai piedi dei parapetti sarà infatti eseguito un taglio trasversale destinato ad accogliere il risvolto della guaina impermeabilizzante e la pianella perimetrale.

Più lavorazioni per pulizia e consolidamento

La revisione del progetto interessa anche le operazioni di pulizia e consolidamento della struttura medievale. Il programma prevede un’ulteriore fase di idropulitura degli intradossi degli archi, accompagnata da un aumento delle lavorazioni necessarie al consolidamento.

Sono state incrementate sia la quantità sia le dimensioni dei perfori utilizzati negli interventi strutturali. È stato inoltre previsto un ulteriore compenso per le iniezioni di calce, inserite nel complesso delle opere necessarie per il recupero.

La relazione tecnico-illustrativa collegata alla variante evidenzia quindi una serie di lavorazioni aggiuntive rispetto alle previsioni iniziali.

Le modifiche hanno conseguenze anche sui tempi del cantiere. Alla durata originariamente prevista sono stati infatti aggiunti altri 30 giorni, necessari per completare le nuove opere introdotte durante l’esecuzione.

Fontana del Piscinello, concluso il recupero

Mentre proseguono i lavori sull’acquedotto medievale, l’Art Bonus ha consentito di completare un altro intervento nel centro storico. Si è concluso il restauro della fontana del Piscinello, considerata una delle fontane più antiche di Perugia.

L’operazione ha richiesto una spesa di circa 6 mila euro. Prima dell’intervento, la struttura presentava diverse problematiche che interessavano sia le vasche sia le murature.

La restauratrice che ha eseguito il recupero, in un video pubblicato sul profilo Art Bonus Perugia, ha illustrato le condizioni nelle quali si trovava il manufatto. Era presente un rilevante attacco biologico, diffuso nelle vasche e sulle parti murarie.

Per contrastarlo è stato utilizzato un prodotto biocida attraverso diverse fasi di trattamento.

Riparate fratture e lesioni delle vasche

Il degrado della fontana del Piscinello non riguardava soltanto la presenza di organismi biologici. Le vasche mostravano infatti fratture e lesioni sia interne sia esterne, sulle quali è stato necessario intervenire.

Le parti danneggiate sono state sigillate e ricostruite. Il restauro ha interessato anche l’elemento decorativo che ricopre il bocchettone della vasca più piccola, danneggiato diversi anni fa.

Le vasche sono state inoltre impermeabilizzate, completando così il recupero delle parti maggiormente esposte all’azione dell’acqua e al deterioramento.

L’intervento ha compreso anche la lastra con l’iscrizione storica rivolta ai cittadini, nella quale viene richiamato il divieto di gettare immondizia e di lavare drappi nella fontana.

L’Art Bonus supera quota tre milioni

Il completamento del restauro del Piscinello e il grande cantiere di via Appia si inseriscono in un programma che ha ormai superato tre milioni di euro raccolti attraverso l’Art Bonus perugino.

Il progetto consente di sostenere il recupero di beni distribuiti sul territorio cittadino grazie alle donazioni, affiancando agli interventi già realizzati nuovi elementi del patrimonio che necessitano di essere salvaguardati.

La lista continua infatti ad ampliarsi. Tra i beni inseriti compare ora anche un reperto conservato all’interno della Rocca Paolina, legato alla storia medievale della città.

Una pietra della chiesa scomparsa nella Rocca Paolina

Il nuovo intervento riguarda un’antica pietra che, secondo gli storici, potrebbe rappresentare l’ultimo frammento della chiesa di Santa Maria dei Servi. L’edificio religioso venne costruito nel XIII secolo sul colle Landone e successivamente scomparve durante la costruzione della Rocca Paolina.

Secondo la scheda predisposta nell’ambito dell’Art Bonus, il reperto potrebbe essere stato una delle chiavi di volta del soffitto della chiesa.

Se questa interpretazione fosse corretta, la pietra rappresenterebbe uno dei pochissimi elementi architettonici, se non l’unico, chiaramente riconducibile all’edificio religioso perduto.

Il recupero deve ancora essere finanziato. La spesa stimata ammonta a 2.400 euro, una cifra che permetterebbe di intervenire su un elemento legato a una parte della storia cittadina oggi non più visibile.

Dal grande acquedotto ai piccoli beni storici

Il quadro degli interventi mostra così dimensioni economiche e caratteristiche molto diverse. Da una parte c’è il restauro dell’acquedotto medievale, con un quadro economico superiore a 625 mila euro e una variante che introduce nuove lavorazioni e prolunga di 30 giorni il cantiere.

Dall’altra ci sono interventi più contenuti, come i circa 6 mila euro utilizzati per la fontana del Piscinello e i 2.400 euro stimati per la pietra conservata nella Rocca Paolina.

Il filo comune resta l’Art Bonus, che a Perugia ha superato i tre milioni di euro e continua ad accompagnare il recupero di beni di epoche e caratteristiche differenti, dall’acquedotto medievale alle fontane storiche fino alle testimonianze rimaste degli edifici scomparsi.

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