Armato di tutto punto il capostipite della famiglia dei Cacni [Foto]

Intervista all’archeologa Luana Cenciaioli sulla tomba etrusca violata del quartiere Elc

 
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Armato di tutto punto il guerriero capostipite della famiglia dei Cacni [Foto]

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da Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – “L’operazione del 2013 che ha portato al recupero dei reperti della famiglia Cacni, trafugati dall’Elce, investigazione messa a punto dai carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio artistico di Roma, é la più importante degli ultimi trenta anni e una delle maggiori acquisizioni dell’archeologia etrusca”.

elio bertoldi

La dottoressa Luana Cenciaioli, direttrice del Museo Archeologica Nazionale di Perugia (che ha svolto un ruolo decisivo in questa indagine col riconoscere nelle foto – scattate dai tombaroli per commercializzare il tutto è in mano ai carabinieri – di alcuni oggetti ancora sporchi di terra, reperti notati in una struttura alberghiera privata del perugino) ha tenuto una conferenza estremamente interessante, sabato pomeriggio, su questi temi. Come avvenne la scoperta?

Durante i lavori edili per la costruzione di una palazzina tra l’Onaosi e la scuola media del quartiere Elce, nel 2003 – spiega l’archeologa  – avvenne la fortuita scoperta di un ipogeo. Purtroppo la camera ipogea venne distrutta e occultata dalla nuova costruzione. Gli scavatori clandestini hanno raccontato di una camera rettangolare, scavata nella terra, preceduta dal dromos, con lastrone di chiusura in travertino”.

Leggi dello stesso autore – Scoperta archeologica, di epoca romana, a Montelabate di Perugia

I tombaroli hanno distrutto tutto, recuperate le urne ed i corredi in ceramica ed in bronzo, addirittura staccato alcune teste per smerciare meglio i reperti, compromettendo analisi e approfondimenti per la ricostruzione delle pertinenze dei corredi e della genealogia della famiglia dei Cacni, come si evince dalle iscrizioni in etrusco, le più vecchie, e in latino. Cosa è stato recuperato?

“All’interno si trovava un sarcofago, 22 urne cinerarie etrusche in travertino, tutte del III-II sec. a.C e 56 reperti in ceramica comune”. Tra i pezzi più interessanti anche l’armatura in bronzo del capostipite, inumato in un sarcofago di arenaria, datata tra il IV e gli inizi del III sec. aC. Una testimonianza importante…

“Della panoplia (l’armatura completa, ndr) restano l’elmo, lo scudo, lo schiniere sinistro, un olpe o vaso bronzeo, uno strigile e il disco di un Kottabos. L’elmo é di tipo italico-celtico e presenta le cerniere per il fissaggio delle paragnatidi. Lo scudo, molto frammentato, é di forma circolare con cornice decorata a doppia treccia, con palmetta e perline in rilievo.”

Un corredo funerario molto significativo. Doveva trattarsi di una famiglia particolarmente agiata…“Le urne conservano in alcuni casi segni di policromia e di stuccatura e tracce, anche, di foglia d’oro applicata sulla superficie. Il livello della resa artistica é molto elevato e testimonia la ricercatezza del committente appartenente ad una classe sociale medio alta”.

Particolarmente suggestive le raffigurazioni sulle urne…“I motivi derivano dal mondo greco. Sono rappresentati i miti del Grifo che combatte contro gli Arimaspi, il sacrificio di Ifigenia, il mito di Ippodamìa, Pelope ed Enòmao, le tauromachie e le celtomachie, le meduse, Scilla, una Nereide su un tritone. Vi é raffigurata anche la porta dell’Ade , stuccata e dipinta a colori vivaci… Di sicuro interesse anche un’urna bisoma con coperchio raffigurante gli sposi distesi sulla kline.



Lei con tunica, mantello e flabello (ventaglio, ndr) ed una collana tondeggiante; lui con ghirlanda e con in mano una patera. Purtroppo alla figura maschile é stata staccata la testa. Interessanti pure i grifi che combattono con gli Arimaspi, per la conquista del tesoro. Il grifo é molto caro a Perugia, di cui costituisce il simbolo nello stemma medioevale”.



Della famiglia Cacni cosa si può dire, dottoressa?

“É un clan presente in varie necropoli perugine ed anche a Chiusi e Tarquinia, nelle forme cacnal, cacnis, cacni. All’interno di questa tomba sono presenti tutti membri maschili, tranne due figure femminili. I Cacni appartenevano al ceto aristocratico dominante a Perugia tra il IV e il I sec. aC.  E risultano, dalle iscrizioni, imparentati con i Cutu di Monteluce, gli Alfa di Madonna Alta, gli Anei del Palazzone, gli Hamphnei del Frontone e i Calisna di San Galigano”.

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