Terremoto a Muccia, è 4.6 la scossa delle 5, aggiornamento, i dati INGV

Terremoto a Muccia, è 4.6 la scossa delle 5, aggiornamento, i dati INGV

Terremoto a Muccia, è 4.6 la scossa delle 5, aggiornamento, i dati INGV

MACERATA – L’ Ingv, il Centro nazionale Terremoti ha ‘ritarato’ a magnitudo 4.6 la violenta scossa che ha colpito alle 5,11 di questa mattina il Maceratese, a 2 chilometri a sud ovest di Muccia ad una profondità di 9 chilometri. I comuni più vicini all’epicentro sono: Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana. Nelle due ore successive a questa, sono state registrate dalla Sala Sismica Ingv di Roma altre 30 scosse d’assestamento, tutte di magnitudo inferiore, tra l’1 e il 3.5. Nel corso dell’alba tre sono state le scosse superiori a 3, una Muccia, la seconda a Pieve Torina, sempre in provincia di Macerata e la terza ad Ocre, nell’Aquilano. Tutto il territorio comunque continua ad essere scosso. In particolare, il 4 aprile se ne erano registrate una di magnitudo 4 alle 4:19 e una di magnitudo 3.6 alle 20:41. L’ epicentro di questa ultima scossa di magnitudo 4.7 è stato a 53 km da Perugia, 65 da Terni e 85 dall’Aquila.

Oltre che nelle Marche, la scossa è stata chiaramente avvertita in buona parte dell’Umbria, nel Folignate, Gualdo Tadino, Nocera Umbra e Alta Umbria. Anche a Perugia, nell’Assissano e bastiolo è stata sentita. La scossa è stata e’ stata distintamente avvertita anche nel Lazio, in provincia di Rieti e nelle zone già colpite dal terremoto del 2016, da Amatrice ad Accumoli, dove al momento non si registrano danni.

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Il terremoto di magnitudo 4.6 ha fatto crollare il piccolo campanile della Chiesa del 600 Santa Maria di Varano. Lo riferisce il sindaco Mario Baroni. Ora sono in corso accertamenti, spiega il primo cittadino, per verificare se vi siano ulteriori danni sulle poche case rimaste agibili in paese: su 920 abitanti, 550 sono sistemati nelle Sae, 120-130 persone stanno in case agibili e il resto è in sistemazione autonoma o da parenti.

Ai vigili del fuoco del capoluogo umbro non sono comunque giunte chiamate per chiedere informazioni. Diverse invece le segnalazioni e i commenti su Facebook.

E’ ancora legato alla sequenza del 24 agosto 2016. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni. Il terremoto di magnitudo 4,6 e le repliche, almeno tre delle quali di magnitudo fra 3 e 4, “rientrano nel margine settentrionale della sequenza che si è attivata il 24 agosto 2016”.

Questo terremoto, come gli eventi avvenuti avvenuti negli ultimi giorni in questa zona, ricadono nell’area della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0  avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (RI) e culminato con l’evento sismico del 30 ottobre 2016 di magnitudo Mw 6.5 . Tale sequenza si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’Appennino centrale, un’area di circa 1200 km2, estesa per circa 80 km in direzione NNW-SSE e larga circa 15-20 km, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

La zona interessata dai terremoti di questi ultimi giorni si era attivata a fine ottobre 2016, tra il 26 e il 30 ottobre, quando sono avvenuti alcuni dei più forti eventi sismici della sequenza: quelli del 26 ottobre di magnitudo Mw 5.4 e magnitudo Mw 5.9 e quello di magnitudo Mw 6.5 del 30 ottobre 2016.

Se si considera l’evoluzione temporale della sequenza sismica complessiva e l’energia rilasciata da tutti gli eventi sismici, si nota che negli ultimi mesi del 2017 sono stati localizzati una media di 30-40 eventi al giorno. I primi di marzo 2018 la sismicità è aumentata superando in un caso i 100 eventi al giorno e anche in questi primi giorni di aprile ha superato i 140 eventi al giorno. Questo aumento di sismicità è prevalentemente concentrato proprio nel settore più settentrionale del sistema di faglie attivato nel 2016, vicino ai comuni di Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana (MC). L’evento odierno rappresenta, quindi, un incremento di energia rilasciata rispetto agli ultimi due mesi di sequenza.

Secondo i dati accelerometrici, l’evento presenta accelerazioni di picco che corrispondono ad un’intensità strumentale su terreno roccioso pari al VI grado della scala MCS (http://shakemap.rm.ingv.it).

L’evento è stato risentito in un’ampia zona, in particolare nella zona a nord-est dell’epicentro, nelle province di Macerata, Ancona, Pesaro, in Umbria, nel Lazio e, in modo lieve, a Roma, come evidenziato dai 590 questionari finora compilati su http://www.haisentitoilterremoto.it/ e dalla mappa del risentimento sismico in scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg) che mostra la distribuzione del risentimento del terremoto sul territorio.

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