La professoressa Susanna Esposito è pronta a restare a Perugia, ma come direttore

Prof Susanna Esposito: La professoressa Esposito è pronta a restare, ma come direttore e se esiste un progetto di largo respiro per il rilancio della rete pediatrica umbra.

La professoressa Susanna Esposito è pronta a restare a Perugia, ma come direttore
Susanna Esposito

La professoressa Susanna Esposito è pronta a restare a Perugia, ma come direttore

Prof Susanna Esposito: La professoressa Esposito è pronta a restare, ma come direttore e se esiste un progetto di largo respiro per il rilancio della rete pediatrica umbra.

«Sono venuta a Perugia come professore ordinario per dirigere la Clinica Pediatrica e se mi volto indietro e penso a quello che è stato fatto, anche con il contributo di molti di voi, mi sento orgogliosa e soddisfatta», sono le parole di Susanna Esposito, una delle più qualificate pediatre e scienziate della medicina, che abbiamo in Italia. La Prof., che di recente ha vinto il concorso di professore ordinario di pediatria presso l’Universita’ di Parma, sarebbe pronta a rimanere a Perugia ma con il ruolo di direttore. Esposito sarebbe disposta a rimanere e “ha dato la disponibilità” a farlo e riferisce di essersi confrontata con il commissario Omnis e con il rettore Franco Moriconi.

«Per quel che riguarda l’attività di ricerca, praticamente assente presso la Clinica Pediatrica di Perugia – dice Eposito – nei 5 anni precedenti al mio arrivo, sono stati attivati 24 studi clinici che hanno visto il coinvolgimento della Clinica e anche delle scuole, con 1.221 bambini partecipanti alle ricerche e contratti con l’Università per un totale di 548.728,82 euro di finanziamenti. Abbiamo – aggiunge – creato una Clinical Trial Unit e ottenuto l’accreditamento della Clinica Pediatrica per gli studi di fase 1. Purtroppo, e con rammarico, non posso non sottolineare che l’Azienda Ospedaliera dallo scorso novembre ha bloccato 6 studi clinici, approvati dal Comitato Etico dell’Umbria, in cui eravamo coordinatori nazionali, con gravissimo danno anche per l’immagine della credibilità dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e dell’Università di Perugia».

Secondo quanto afferma la Professoressa, non è trascurabile neppure il mancato incasso di 279.412 euro previsti per questi studi.

Susanna Esposito, di fatto, ha tutte le “carte in regola” per poter fare il direttore, quindi e tralasciamo di inserire l’immenso numero di pubblicazioni che ha al suo attivo. «Ogni anno – ricorda – ho seguito personalmente, come relatore,una media di 15 tesi su argomenti di ricerca pediatrica (negli anni precedenti il numero era di 6-8 tesi all’anno)e per quel che riguarda la Scuola di Specializzazione è stato sviluppato un articolato modello di rete formativa che in Umbria ha permesso di aumentare del 20% il numero totale di specializzandi in pediatria, con un’offerta didattica effettivamente in linea con gli standard nazionali».

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Dal punto di vista assistenziale, c’è da segnalare che la Professoressa dichiara ‘ho trovato una realtà con alcune potenzialità, ma abituata a non prendersi carico dei pazienti più complicati. Personalmente considero un insuccesso trasferire un bambino con un elicottero perché non si è in grado di assisterlo adeguatamente. Non lo vedo come un evento da celebrare! Curare bene i bambini nella loro città o regione, vicini a casa, senza sconvolgere la vita di intere famiglie è stata fin da subito una mia priorità”.

C’è poi da ricordare che, proprio nel suo periodo, è stata rafforzata l’attività specialistica ambulatoriale, l’integrazione con i pediatri del territorio, la presa in carico multidisciplinare ai bambini con bisogni speciali e ai bambini obesi, protocolli su alcune urgenze pediatriche,il servizio di mediazione culturale, la pet therapy.
«Grazie all’intervento di benefattori – fa notare Susanna Esposito -, sono state donate all’ospedale apparecchiature all’avanguardia per un totale di 21.659,68 euro.Il rammarico è che, se vi fosse stato un supporto da parte della Direzione Aziendale e dei referenti politici, sarebbe stato possibile fare molto di più e mi auguro che in futuro i bambini umbri possano godere di un’assistenza pediatrica più completa dell’attuale, senza la necessità di essere trasferiti fuori Regione per la gestione di malattie acute gravi e croniche complesse».

«Non era certo mia intenzione – e conclude – mettere in imbarazzo i vertici istituzionali. Tuttavia, sono convinta che sia sempre preferibike affrontare le situazioni e cercare di risolverle, piuttosto che mantenerle cristallizzate. La vita non è cristallizzata e dalla vicenda che ha coinvolto me, la mia famiglia, la Cliinica pefiatrica di Perugia di certo non ne hanno tratto vantaggio i bambini dell’Umbria, i futuri medici, i futuri pediatri e i miei ormai ex collaboratori. Alcuni dicono chei successi migliori delle persone arrivano dopo le loro più grandi delusioni. Non so se sia vero. Penso, però, che sia meglio essere delusi che avere rimpianti».

Molte esperienze a volte esaltanti, a volte dolorose segnano la nostra vita e spesso, “inevitabilmente, anche quella degli altri. Mi piacerebbe lasciarvi il ricordo del mio entusiasmo, che mi fa volare ma che a volte non mi fa vedere con lucidità i pericoli del percorso; il ricordo della mia creatività, che mi fa inventare e sperimentare sempre cose nuove, che mi diverte ma richiede un’assunzione di rischi che a volte significa rompere le regole; il ricordo della mia determinazione, che mi dà il coraggio per non mollare mai e, soprattutto, per rialzarmi quando cado”

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