Emergenza cinghiali nel Ternano: scatta l’allarme fondi

Cinghiali a Terni, Meloni: più abbattimenti e meno danni

La Provincia sollecita le risorse previste dalla Regione

📌 FLASH NEWS – Emergenza cinghiali nel Ternano: la Provincia sollecita la Regione per lo sblocco immediato dei fondi destinati alla Polizia provinciale. Senza risorse adeguate è impossibile contenere la proliferazione degli animali nei centri abitati.


Sollecito istituzionale al Prefetto per sbloccare i fondi

La diffusione incontrollata dei cinghiali rappresenta una vera e propria priorità sul territorio di Terni. La presenza massiccia degli animali selvatici provoca danni continui ed espone a gravi pericoli l’intera comunità locale. A farsi carico della questione è il vice presidente della Provincia, Francesco Maria Ferranti, che ha inviato una formale missiva al prefetto di Terni, Antonietta Orlando. Attraverso il documento, l’amministrazione provinciale richiede un intervento immediato di mediazione con la Regione Umbria per ottenere il trasferimento delle risorse pecuniarie precedentemente stanziate.

Un pericolo costante dentro i centri urbani

L’iniziativa del vice presidente si collega a quanto concordato con la prefettura durante il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza tenutosi a Narni. In quella sede, il rappresentante dell’ente di Palazzo Bazzani aveva evidenziato la gravità di un fenomeno che riguarda indistintamente tutti i municipi dell’area geografica. La proliferazione dei branchi spinge gli esemplari a spingersi quotidianamente fin dentro i quartieri abitati, creando situazioni di rischio concreto per la pubblica incolumità e per la circolazione stradale.

Risorse insufficienti per l’attività di contenimento

Gli interventi sul campo per il monitoraggio e il diradamento della specie spettano alla Polizia provinciale, in stretta collaborazione con i selettori abilitati. Questo servizio viene svolto dalla Provincia per conto dell’ente regionale. Negli ultimi anni, tuttavia, l’accordo quadro ha previsto una somma annua di appena ventimila euro. Tale importo viene giudicato del tutto inadeguato a sostenere i costi di un piano d’azione capillare, a fronte di una crescita esponenziale degli esemplari sul territorio.

Il precedente intervento della presidenza provinciale

La lettera inviata al prefetto da parte di Francesco Maria Ferranti segue l’azione promossa dal presidente dell’amministrazione provinciale, Stefano Bandecchi. L’organo di vertice aveva inoltrato una comunicazione scritta all’assessore regionale Simona Meloni, sollecitando il rispetto degli accordi presi a giugno dello scorso anno. In quell’occasione, la Regione Umbria aveva promesso lo stanziamento di duecentomila euro complessivi per potenziare la Polizia provinciale. A distanza di oltre dodici mesi da quell’impegno, le risorse finanziarie non sono state ancora erogate, rendendo impossibile la gestione dell’emergenza.

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