Mozione unanime: l’Umbria sollecita il Governo a ritirare il via
Il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato all’unanimità una mozione con cui impegna la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per chiedere il riesame e la revoca in autotutela della delibera che nel 2023 ha consentito il via libera ambientale al progetto del parco eolico denominato “Phobos”. Il provvedimento rappresenta una presa di posizione condivisa dell’assemblea legislativa regionale sulla realizzazione dell’impianto previsto tra i comuni di Castel Giorgio e Orvieto.
Un voto unanime dell’Assemblea regionale
L’approvazione unanime della mozione costituisce il principale esito della seduta del Consiglio regionale dedicata alla vicenda. Il documento impegna formalmente la Giunta a promuovere con urgenza un’interlocuzione istituzionale con il Governo affinché venga rivalutata la delibera n. 41 del 27 giugno 2023.
Secondo quanto illustrato durante il dibattito, il provvedimento oggetto della richiesta di revoca riguarda il via libera ambientale rilasciato attraverso il meccanismo del silenzio-assenso, procedimento riferito alla precedente amministrazione regionale. L’obiettivo della mozione è ottenere un nuovo esame dell’intero iter autorizzativo.
Il progetto prevede sette aerogeneratori
Il progetto “Phobos” riguarda la realizzazione di un impianto composto da sette aerogeneratori, ciascuno con un’altezza prevista di circa 200 metri, da installare nei territori comunali di Castel Giorgio e Orvieto.
Nel corso della discussione è stato ricordato che l’autorizzazione sarebbe stata rilasciata attraverso il silenzio-assenso, senza che fossero recepite tutte le prescrizioni formulate dai diversi enti e dalle autorità coinvolte nella conferenza dei servizi prevista durante il procedimento di autorizzazione unica.
Proprio questo aspetto rappresenta uno dei punti centrali della richiesta avanzata dal Consiglio regionale, che sollecita il Governo a rivalutare l’intera procedura autorizzativa.
Le modifiche alle prescrizioni ambientali
Tra gli elementi richiamati nella mozione figura anche una modifica intervenuta nel corso del 2026 relativamente alle prescrizioni ambientali contenute nella Valutazione di impatto ambientale.
Nel mese di aprile, infatti, la sotto-commissione PNIEC ha accolto la richiesta del soggetto proponente riguardante la prescrizione dedicata alla tutela dei chirotteri, specie protette particolarmente sensibili alla presenza delle turbine eoliche.
La prescrizione originaria prevedeva il fermo degli aerogeneratori con velocità del vento inferiori a 7 metri al secondo. Successivamente il limite è stato rimodulato a 5 metri al secondo, modifica recentemente concessa dal Governo.
La variazione delle condizioni operative dell’impianto è stata richiamata durante il confronto consiliare come uno degli elementi che hanno accompagnato l’evoluzione della procedura autorizzativa.
L’intervento dell’assessore Thomas De Luca
L’assessore regionale all’Ambiente e all’Energia, Thomas De Luca, intervenendo in Aula in risposta alla mozione presentata dal consigliere Luca Simonetti, ha espresso apprezzamento per la convergenza registrata tra tutte le forze politiche.
Nel suo intervento ha evidenziato come ritenga non condivisibile che un impianto di tali dimensioni possa essere autorizzato attraverso il meccanismo del silenzio-assenso, sottolineando inoltre il valore della richiesta unitaria rivolta al Governo affinché la decisione venga riesaminata.
L’assessore ha ribadito che la posizione della Regione punta a una gestione della transizione energetica fondata sulla pianificazione territoriale e sulla programmazione degli interventi, evidenziando la necessità di conciliare sviluppo delle energie rinnovabili e tutela del territorio.
Il precedente del parco eolico nel Viterbese
A sostegno della richiesta avanzata dall’Umbria viene richiamato un recente precedente istituzionale.
Nel giugno 2026 il Consiglio dei Ministri ha disposto la revoca definitiva del via libera al progetto del parco eolico “Energia Viterbo”, previsto nel territorio della vicina provincia laziale.
Secondo quanto illustrato durante il dibattito consiliare, la decisione del Governo fu adottata accogliendo le istanze legate alla salvaguardia del territorio e alla necessità di evitare un’eccessiva concentrazione di impianti in aree considerate di particolare pregio.
Proprio questo precedente viene indicato come riferimento per chiedere un analogo intervento anche sul progetto “Phobos”, attraverso un riesame dell’autorizzazione già concessa.
La richiesta formale rivolta al Governo
Con il voto unanime del Consiglio regionale, la Regione Umbria avvia quindi un percorso istituzionale finalizzato a chiedere la revoca in autotutela del provvedimento che ha autorizzato il progetto eolico.
La mozione rappresenta un indirizzo politico condiviso che impegna la Giunta ad aprire un confronto con il Governo nazionale e con il Ministero competente, affinché venga rivalutata la procedura autorizzativa e siano esaminati tutti gli elementi richiamati nel documento approvato dall’Assemblea legislativa regionale.
L’iniziativa si inserisce nel dibattito sul rapporto tra sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, tutela ambientale e pianificazione del territorio, tema che continua a interessare sia le istituzioni regionali sia quelle nazionali.

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