Referendum sulla caccia, sottoscrizioni fino al 30 settembre

Referendum sulla caccia, sottoscrizioni fino al 30 settembre

Due quesiti abrogativi su fondi privati e attività venatoria

📌 FLASH NEWS – Fino al 30 settembre si possono firmare online due quesiti referendari abrogativi sulla caccia promossi da Rispetto per tutti gli animali. Le firme sono raccolte sulla piattaforma del Ministero della Giustizia con SPID o CIE.

di Ernesta Cambiotti


Fino al 30 settembre 2026 è possibile sottoscrivere online due quesiti referendari abrogativi in materia di caccia promossi dall’associazione Rispetto per tutti gli animali APS. L’iniziativa riguarda l’accesso dei cacciatori nei fondi privati e alcune disposizioni legislative collegate all’attività venatoria.

La raccolta delle firme avviene attraverso la piattaforma statale dedicata ai referendum. Per accedere alla procedura è prevista l’autenticazione digitale, anche mediante SPID o Carta d’identità elettronica.

Il quesito relativo ai fondi privati

Il primo quesito interviene sulle norme che consentono ai cacciatori di accedere ai fondi privati anche in assenza del consenso del proprietario.

Secondo quanto illustrato dai promotori, l’obiettivo è eliminare la possibilità di ingresso nei terreni privati prevista dall’attuale disciplina e rafforzare la tutela della proprietà e della sicurezza.

L’iniziativa riguarda in particolare l’articolo 842 del Codice civile, richiamato espressamente nella documentazione relativa alla raccolta firme.

Il secondo quesito sull’attività venatoria

Il secondo quesito riguarda invece l’articolo 19-ter delle disposizioni di coordinamento e transitorie del Codice penale, nella parte riferita alla caccia.

L’associazione promotrice presenta l’iniziativa come uno strumento destinato a intervenire sul quadro normativo che disciplina l’attività venatoria. Il testo del quesito è stato pubblicato insieme all’altra proposta referendaria e inserito nella raccolta firme avviata nel 2026.

Sul possibile effetto giuridico dell’abrogazione esistono tuttavia valutazioni differenti. Animal Law Italia ha sostenuto, in una propria analisi, che l’eliminazione della disposizione indicata non determinerebbe automaticamente il divieto generale della caccia, poiché la disciplina dell’attività venatoria deriva anche dalla legge 157 del 1992.

Le motivazioni indicate dai promotori

Nel testo diffuso a sostegno dell’iniziativa, Ernesta Cambiotti richiama la tutela degli animali, dell’ambiente e della proprietà privata tra le ragioni alla base della raccolta firme.

La stessa fonte esprime una posizione critica nei confronti della caccia e delle modifiche normative attualmente discusse, sostenendo la necessità di riportare nel dibattito pubblico i temi della tutela ambientale e del rispetto degli animali.

Si tratta di valutazioni riconducibili ai sostenitori dell’iniziativa referendaria e inserite nel quadro della campagna promossa dall’associazione.

Le firme attraverso la piattaforma statale

La sottoscrizione dei quesiti può essere effettuata online attraverso la piattaforma certificata utilizzata per le iniziative referendarie. Il movimento promotore indica tra i sistemi di autenticazione disponibili SPID e CIE, oltre ad altre modalità di identificazione digitale previste dal servizio.

La firma non coincide con il voto sul referendum. La raccolta delle sottoscrizioni serve infatti a sostenere la richiesta referendaria e a consentire il successivo percorso previsto dalla normativa.

Per queste iniziative il termine indicato per il deposito delle firme è il 30 settembre 2026.

Ecco i link:
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7300001
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7300000

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