L’area del Delta del Po diventa una ‘No fly zone’ per i droni

Vietato dall'1 marzo al 31 luglio, periodo di nidificazione e riproduzione della fauna selvatica

 
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L’area del Delta del Po diventa una ‘No fly zone’ per i droni

L’area del Delta del Po diventa una ‘No fly zone’ per i droni, in modo da evitare interferenze pericolose in particolare nel periodo di nidificazione e riproduzione degli uccelli. Il divieto di sorvolo è contenuto nel nuovo regolamento ad hoc approvato dalla Regione Emilia-Romagna. “L’utilizzo di droni e aeromobili senza equipaggio a fini ludici è vietato dall’1 marzo al 31 luglio, periodo di nidificazione e riproduzione della fauna selvatica”, come si legge nel regolamento.

In particolare, il sorvolo è vietato nella zona A di protezione integrale, nelle zone B di protezione generale e nelle zone C di protezione ambientale, oltre alle cosiddette aree contigue che riguardano: Valli di Comacchio, Pineta di Classe, Saline di Cervia, Piallasse di Ravenna e Pineta di San Vitale. Nella zona di protezione integrale, l’uso dei droni è vietato anche a fini professionali e di ricerca scientifica, “fatta eccezione nel caso di autorizzazione per esclusivi fini scientifici” rilasciata dall’ente gestore del Parco del Delta del Po.

Nessuna possibilità invece per l’utilizzo di droni e aeromodelli a fini sportivi, che è vietato sempre in tutte le aree del parco, pre-parco e contigue. Il controllo e la vigilanza sono in capo alle Polizie provinciali e Municipali dei territori interessati, ai Carabinieri Forestali, alle guardie giurate dell’ente parco, alle guardie pinetali del Comune di Ravenna e alle Guardie ecologiche volontarie. “La diffusione di riprese aeree, riconducibili in modo evidente al territorio dell’area protetta, potrà essere oggetto di controllo e verifica di responsabilità da parte dell’ente di gestione”, si precisa. Le sanzioni saranno stabilite “in base alla gravità dell’infrazione”, cioè in base al mezzo utilizzato e all’eventuale danno causato. I proventi sarano destinati a gestione e valorizzazione dell’area protetta.

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