Crisi idrica, AVS sul Tevere presenta il dossier sul clima

Crisi idrica, AVS sul Tevere presenta il dossier sul clima

AVS richiama i dati su siccità, Trasimeno e consumo di suolo

🌍 AVS presenta sul Tevere, a Ponte San Giovanni, il dossier sulla crisi climatica. Bonelli, Fratoianni, Porfidi e Mascia richiamano i dati su siccità, Trasimeno, consumo di suolo e dispersione delle risorse idriche. Oggi


Il dossier sulla crisi climatica presentato lungo il Tevere

Alleanza Verdi e Sinistra porta a Ponte San Giovanni il tema della crisi idrica e climatica, scegliendo le rive del Tevere, nei pressi del Ponte Vecchio, per presentare il dossier “C’era una volta l’acqua. La crisi climatica ci ruba l’acqua e il futuro”. L’iniziativa ha concentrato l’attenzione sulle condizioni che interessano l’Italia e sulle ripercussioni visibili anche in Umbria. All’appuntamento hanno partecipato i deputati Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Betta Piccolotti, insieme ai rappresentanti regionali Gianfranco Mascia e Federica Porfidi. Presenti anche l’assessore regionale Fabio Barcaioli, il consigliere regionale Fabrizio Ricci, Eva Stancati, Jessica Di Mario e il consigliere comunale di Perugia Lorenzo Falistocco, oltre ad altri esponenti regionali di AVS. Al centro dell’iniziativa, i dati sulla disponibilità di acqua, sulla siccità, sul livello del Lago Trasimeno e sul degrado del suolo.

Bonelli richiama i dati sulla siccità

Angelo Bonelli ha fatto riferimento ai dati dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale, utilizzandoli per descrivere una situazione che, secondo il deputato, deve essere letta all’interno della crisi climatica che interessa il Paese. Tra gli indicatori citati c’è la portata del Po a Pontelagoscuro, scesa sotto 380 metri cubi al secondo, rispetto a un livello minimo auspicabile indicato in 450 metri cubi al secondo. Bonelli ha poi richiamato la situazione dell’Umbria. L’indice SPEI a 24 mesi, secondo i dati riportati durante l’iniziativa, si attesta a -1,25, valore indicato come il peggiore tra sette regioni considerate, mentre a tre mesi raggiunge -2,00, collocandosi in una condizione definita severa-estrema. Secondo Bonelli, il margine accumulato durante l’inverno sarebbe ormai esaurito, rendendo evidente una situazione che non può essere considerata soltanto stagionale.

Il Lago Trasimeno tra i casi indicati nel dossier

Nel quadro regionale, particolare attenzione è stata riservata al Lago Trasimeno, indicato da Bonelli come uno dei casi emblematici della situazione idrica. A Monte del Lago, secondo i dati citati, il livello si trova 60 centimetri sotto il limite minimo vitale e sarebbe distante cinque centimetri dal record negativo registrato negli ultimi sessant’anni. Per il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, quanto sta accadendo non rappresenta un problema circoscritto all’Umbria o legato esclusivamente alla stagione estiva, ma una manifestazione di un fenomeno che interessa l’Italia e l’Europa. Bonelli ha inoltre criticato l’atteggiamento del Governo rispetto alla crisi climatica, sostenendo la necessità di riconoscere la portata del fenomeno e delle sue conseguenze sulle risorse idriche.

Fratoianni: l’acqua deve essere gestita come bene comune

Nicola Fratoianni ha concentrato il proprio intervento sulle politiche necessarie per affrontare la situazione, sostenendo che le condizioni osservate sul Tevere non possano essere considerate una semplice fatalità meteorologica. Il deputato ha indicato l’acqua come un bene comune, richiamando la necessità di investimenti pubblici sulle reti idriche e di un piano strutturato di adattamento ai cambiamenti climatici. Fratoianni ha criticato le politiche del Governo e ha collegato gli effetti della crisi climatica non soltanto alla disponibilità delle risorse idriche, ma anche alle conseguenze sul lavoro agricolo e sulle fasce della popolazione che dispongono di minori strumenti per affrontare le difficoltà. Secondo il parlamentare, ridurre la spesa ambientale significa trasferire nel futuro i costi derivanti dai problemi che non vengono affrontati oggi.

Porfidi richiama gli eventi estremi in Umbria

La situazione regionale è stata affrontata anche da Federica Porfidi, che ha richiamato la successione di fenomeni registrati nelle ultime settimane: ondate di calore, siccità e incendi, seguiti da alluvioni, precipitazioni intense e grandinate. Secondo Porfidi, frequenza e intensità di questi fenomeni devono essere ricondotte al cambiamento climatico, che ha mostrato i propri effetti anche in Umbria. La rappresentante di AVS ha evidenziato che gli impegni assunti dalla Giunta regionale per invertire la tendenza devono essere accompagnati da una strategia nazionale e globale di adattamento. Per Porfidi, senza precipitazioni regolari e senza un riallineamento delle temperature ai livelli di normalità sarà difficile modificare la situazione ambientale che interessa diverse aree del territorio, con il Lago Trasimeno indicato ancora una volta tra gli esempi più significativi.

Mascia: attenzione al degrado del territorio umbro

Sul consumo di suolo è intervenuto Gianfranco Mascia, che ha richiamato i dati ISPRA relativi all’Umbria. Secondo quanto riportato durante l’iniziativa, il 32 per cento del territorio regionale sarebbe interessato da degrado collegato al consumo di suolo. Mascia ha attribuito responsabilità alle precedenti amministrazioni regionali, sostenendo che non siano stati adottati provvedimenti sufficienti, e ha espresso una valutazione differente sull’azione dell’attuale Giunta. Nel suo intervento ha inoltre affermato che la desertificazione non rappresenta più soltanto uno scenario futuro, ma un fenomeno già iniziato anche sul territorio regionale. Secondo i dati richiamati dall’esponente di AVS, il degrado del suolo interessa circa il 21 per cento del territorio nazionale, con l’Umbria indicata al secondo posto dopo il Lazio.

Il tema delle perdite nelle reti idriche

Un altro punto affrontato durante la presentazione riguarda la dispersione dell’acqua e la necessità di investimenti sulle infrastrutture. Mascia ha chiesto un maggiore impegno del Governo per contrastare la perdita delle risorse idriche. Secondo i dati citati nell’intervento, il danno economico collegato alla dispersione dell’acqua in Italia supera 9 miliardi di euro ogni anno. Da qui la richiesta di considerare gli interventi sulle reti non soltanto come una spesa, ma come un investimento capace di ridurre le perdite economiche e preservare una risorsa essenziale. Il tema si collega alla posizione espressa da Fratoianni sulla necessità di intervenire sulle reti idriche e di affiancare alle misure immediate una programmazione destinata all’adattamento climatico.

Dal Tevere al Trasimeno, il confronto sulla crisi idrica

La scelta del Ponte Vecchio di Ponte San Giovanni, sulle rive del Tevere, ha fornito lo scenario per una presentazione incentrata sulle conseguenze della crisi idrica in Italia e in Umbria. Il dossier illustrato da Alleanza Verdi e Sinistra mette insieme il tema della riduzione delle risorse disponibili, le condizioni dei corsi d’acqua, la situazione del Lago Trasimeno, il consumo di suolo e le perdite delle reti. Gli esponenti intervenuti hanno indicato nella crisi climatica e nella necessità di politiche di adattamento il filo conduttore delle questioni affrontate, chiedendo interventi a livello nazionale e collegandoli alle azioni intraprese sul territorio regionale. L’iniziativa di Ponte San Giovanni ha quindi portato il confronto politico direttamente sulle rive del Tevere, utilizzando i dati presentati nel dossier per richiamare l’attenzione sulla disponibilità dell’acqua, sulla gestione delle risorse e sulle conseguenze ambientali ed economiche indicate da AVS.

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