Dobbiamo smettere di inquinare e serve subito rigenerazione e risanamento
La gestione del ciclo dei rifiuti ha assunto oggi una centralità all’interno del dibattito nazionale e internazionale come uno dei passi imprescindibili per la transizione ecologica della nostra società. Non possiamo più limitarci a prendere la inevitabile decisione di smettere di inquinare, abbiamo il dovere di iniziare a progettare la rigenerazione e il risanamento delle matrici ambientali per garantire un presente sano e vivibile delle nostre comunità attraverso una prospettiva di sviluppo basata sulle opportunità dell’economia circolare.[su_panel background=”#fffffff” color=”#080907″ border=”4px solid #f00655″ shadow=”13px 2px 29px #c9c6c6″ radius=”8″ text_align=”center” target=”blank”]È ormai improcrastinabile avviare un confronto aperto e plurale anche in Umbria su questo tema mettendo al centro decisioni politiche basate su valutazioni che tengano conto di dati e metodi di carattere scientifico L’unico Modello di gestione per colmare il progressivo esaurimento delle risorse naturali e rimediare ai danni provocati da anni di politiche basate su discariche e inceneritori è quello basato sull’economia circolare.[/su_panel]
Bruciare materie prime per generare energia è una scelta semplicemente folle. Oltre ad essere un problema nell’ottica della decarbonizzazione, gli inceneritori rallentano l’evoluzione virtuosa del sistema verso riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti. Mentre l’Europa ha fissato l’obiettivo di portare in discarica meno del 10% dei rifiuti entro il 2035, l’Italia ancora ricorre alle discariche per oltre il 20%.
E Treviso non sarebbe diventata la provincia più avanzata in Italia sotto il piano della raccolta differenziata se avessero realizzato due inceneritori. Se è vero che l’inceneritore produce energia, e questo è vero solo in parte, quel che è sicuro è la produzione di anidride carbonica ed altre sostanze nemiche del clima. Dove ci sono inceneritori, si crea la necessità di assicurare il ritorno dell’investimento bruciando quantitativi prefissati di rifiuto residuo. Allontanando così gli obiettivi di indipendenza energetica e causando danni alla salute delle persone e all’ambiente.

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