Ucraina: oggi riprendono colloqui Kiev-Mosca

Ucraina: oggi riprendono colloqui Kiev-Mosca
Ph. Adnkronos

Ucraina: oggi riprendono colloqui Kiev-Mosca

Guerra Ucraina-Russia, prosegue il lavoro di diplomazia. Dopo una “pausa tecnica”, riprendono oggi i negoziati” tra Kiev e Mosca. “Le trattative continuano”, ha scritto ieri in un tweet il consigliere della presidenza ucraina, Mykhailo Podolyak, facendo il punto sui colloqui che il presidente Volodymyr Zelensky ha definito “difficili”. Ieri la situazione in Ucraina non è stata solo al centro dei colloqui tra Kiev e Mosca, ma anche di un vertice a Roma tra il consigliere alla Sicurezza nazionale Usa Jack Sullivan e il capo della diplomazia del Partito comunista cinese Yang Jiechi. Il faccia a faccia è durato quasi 8 ore.


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“Le due parti esprimono attivamente le proprie specifiche posizioni: le comunicazioni vengono mantenute in piedi, ma è difficile“, ha segnalato Podolyak. Il capo negoziatore ha osservato come “alla base della discordia ci sono i sistemi politici troppo diversi. L’Ucraina è per la libertà di dialogo all’interno della società e del consenso, la Russia invece soffoca la propria società con degli ultimatum”. Necessario, ha sottolineato, ”un dialogo libero”. “Pace, un cessate il fuoco immediato e il ritiro di tutte le truppe russe. E solo dopo questo possiamo parlare di relazioni regionali e di differenze politiche”, ha scritto ancora Podolyak che ha ribadito la posizione di Kiev secondo cui i suoi negoziatori si rifiuteranno di iniziare a discutere la forma delle relazioni future con la Russia fino a quando Mosca non accetterà prima un immediato cessate il fuoco.

Ha parlato invece di progressi Ihor Zhovkva, vice capo dell’ufficio del presidente ucraino Zelensky, dicendo di ritenere che la posizione di Mosca sia più costruttiva ora di quanto non lo fosse in precedenza. “Invece di darci un ultimatum o linee rosse o chiedere all’Ucraina di arrendersi, ora sembrano avviare negoziati costruttivi”, ha detto al canale della Bbc Radio 4.

Quanto a Jake Sullivan, ha esposto a Yang Jeichi “dirette e molto chiare preoccupazioni” di Washington riguardo al possibile “sostegno di Pechino alla Russia” e alla sua invasione dell’Ucraina. E “le conseguenze” che questo avrebbe per la Cina, ha detto il portavoce del dipartimento di Stato, Ned Price, rispondendo ad una domanda durante il briefing sul colloquio. Gli Stati Uniti “stanno osservando con grande attenzione” se la Cina o altri Paesi “possano fornire ogni tipo di aiuto, che sia materiale, economico, o finanziario alla Russia”, ha detto. “Il consigliere per la Sicurezza nazionale e la nostra delegazione hanno sollevato in modo diretto e molto chiaro le nostre preoccupazioni riguardo al sostegno da parte della Cina alla Russia a fronte dell’invasione – ha detto il portavoce del dipartimento – e le implicazioni che qualsiasi sostegno di questo genere avrebbe per le relazioni della Cina non solo con noi ma con tutto il mondo, compresi i nostri alleati e partner in Europa e nell’Indo-Pacifico”.

Il consigliere per la Sicurezza nazionale americano ha sollevato con il responsabile della politica estera del Partito comunista cinese Yang Jiechi “una serie di questioni sulle relazioni tra Stati Uniti e Cina, con discussioni sostanziali sulla guerra della Russia contro l’Ucraina”, si legge in una nota diffusa dalla Casa Bianca al termine del lungo incontro che Sullivan ha avuto con Yang a Roma, nella quale si afferma che i due “hanno sottolineato l’importanza di mantenere aperte le linee di comunicazione tra Stati Uniti e Cina”. L’ìncontro segue quello virtuale del 15 novembre scorso tra il presidente americano Joe Biden ed il presidente cinese Xi Jinping.

“Questo incontro non era un negoziato su questioni o risultati specifici, ma uno schietto scambio di vedute”, riferiscono fonti dell’amministrazione Usa. “E’ stata una sessione intensa di sette ore a riflettere la gravità del momento, insieme al nostro impegno a mantenere aperte le linee di comunicazione”, ha poi aggiunto l’alto funzionario. Alla domanda se si ritiene che l’incontro abbia avuto successo ha poi risposto: “Credo che dipenda dalla definizione che diamo della parola successo, ma credo che sia importante – ha aggiunto – mantenere aperte le linee di comunicazione tra Usa e Cina, specialmente sulle aree in cui siamo in disaccordo”. E in questo quadro l’incontro di a Roma è stato l’occasione per comunicare che “abbiamo preoccupazioni riguardo all’allineamento della Cina con la Russia in questo momento” e Sullivan “è stato diretto nel esprimere queste preoccupazioni e le potenziali implicazioni e conseguenze di certe azioni“.

La Russia avrebbe chiesto alla Cina assistenza sia militare che finanziaria durante il conflitto in Ucraina, scrive la Cnn, secondo cui nell’assistenza richiesta da Mosca ci sarebbero anche kit alimentari militari preconfezionati e non deperibili. Secondo quanto riferito alla Cnn da un funzionario occidentale e un diplomatico statunitense, gli Stati Uniti avrebbero peraltro informazioni su una certa disponibilità da parte di Pechino a fornire alla Russia l’assistenza militare e finanziaria richiesta e stanno trasmettendo queste informazioni agli alleati della Nato.

“Se la Cina dovesse scegliere di sostenere materialmente la Russia in questa guerra, probabilmente ci saranno conseguenze per la Cina”, aveva già riferito un’alta fonte del Pentagono, interpellata dal Financial Times, che non ha però voluto dire se la Cina abbia effettivamente fornito assistenza militare a Mosca. La questione viene seguita al Pentagono “con grande, grande attenzione”, aveva proseguito la fonte del quotidiano americano che poi ha aggiunto: “Abbiamo visto la Cina dare praticamente la sua tacita approvazione alla Russia rifiutandosi di unirsi alle sanzioni, dando la colpa all’Occidente e agli Stati Uniti per l’assistenza che stiamo dando all’Ucraina e affermando che vogliono una soluzione pacifica, senza però fare praticamente nulla per ottenerla”.

Vladimir Putin ha “mosso tutto quello che aveva a disposizione” in Ucraina, dicono fonti del Pentagono secondo le quale “il 100% delle forze ammassate sul confine ora sono in Ucraina”. Le stesse fonti sottolineano poi, riporta la Cnn, che i russi, che “hanno molti più mezzi a disposizioni e fanno molte più sortite quotidiane” non avrebbero ancora raggiunto “il completo dominio del cielo”.

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