Trasporto sangue, FdI chiede tutele per 13 addetti a Perugia

Trasporto sangue, FdI chiede tutele per 13 addetti a Perugia

Mencaglia e Vitali chiedono chiarimenti a Regione e ospedale

📌 FLASH NEWS – Tredici addetti al trasporto di sangue e farmaci chemioterapici all’Ospedale di Perugia rischierebbero il posto. Mencaglia e Vitali, di FdI, chiedono alla Regione e Azienda ospedaliera chiarimenti e garanzie per i lavoratori.


Tredici lavoratori impiegati nel trasporto di sangue e farmaci chemioterapici all’Ospedale di Perugia rischierebbero di perdere il posto in seguito a una riorganizzazione del servizio. A sollevare la questione sono Riccardo Mencaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Perugia, e Filippo Vitali, coordinatore comunale del partito, sulla base delle segnalazioni ricevute da alcuni addetti.

I due esponenti chiedono alla Regione Umbria e alla direzione dell’Azienda Ospedaliera di Perugia di chiarire le decisioni riguardanti il servizio e le conseguenze occupazionali. La ricostruzione presentata da Fratelli d’Italia resta subordinata alla conferma di quanto riferito dai lavoratori.

Il servizio passerebbe al personale interno

Secondo le informazioni raccolte dal partito, gli addetti operano attraverso una cooperativa e svolgono queste mansioni da quasi due anni. Sarebbe stato comunicato loro che l’attività verrebbe riorganizzata e assegnata a personale interno dell’Azienda Ospedaliera.

Il passaggio prospettato, nella versione riportata da Mencaglia e Vitali, potrebbe lasciare senza occupazione le tredici persone attualmente impiegate. È su questo possibile esito che Fratelli d’Italia sollecita una risposta delle istituzioni, chiedendo di conoscere quali tutele siano state considerate per gli addetti coinvolti.

La segnalazione sull’affiancamento

La testimonianza riferita dai due rappresentanti politici comprende anche una proroga di un mese. Durante questo periodo, agli stessi lavoratori sarebbe richiesto di affiancare il personale destinato a prendere il loro posto nello svolgimento delle mansioni.

Mencaglia e Vitali contestano questo scenario, qualora venisse confermato, e richiamano l’attenzione sulle ripercussioni per le famiglie. La loro richiesta riguarda quindi sia il contenuto della decisione organizzativa sia le prospettive di reddito delle persone interessate.

Le richieste alla presidente Stefania Proietti

L’appello è rivolto anche alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Fratelli d’Italia domanda quale provvedimento sia stato assunto, quale futuro sia previsto per i lavoratori e quali garanzie occupazionali accompagnino l’eventuale cambiamento.

Per i due esponenti, il richiamo alla riorganizzazione del servizio o alla razionalizzazione dei costi non può prescindere dalle conseguenze sulle persone. Chiedono pertanto risposte accompagnate da atti e soluzioni per affrontare la situazione segnalata.

La questione nelle sedi istituzionali

Sul piano politico, Mencaglia e Vitali accusano la sinistra di dover dimostrare, ora che governa la Regione, la coerenza con le posizioni espresse in passato a difesa dei lavoratori delle cooperative. La critica riguarda il rapporto tra gli impegni dichiarati e le scelte che potrebbero incidere sull’occupazione.

Fratelli d’Italia annuncia che porterà il caso nelle sedi istituzionali competenti. I due rappresentanti sollecitano un chiarimento tempestivo e chiedono che le responsabilità decisionali siano esplicitate, evitando silenzi o rinvii tra gli enti coinvolti.

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