Traffico Ponte San Giovanni, accesso libero, limiti per chi attraversa

Traffico Ponte San Giovanni, accesso libero, limiti per chi attraversa

Sei varchi contro le scorciatoie proposte a Comune e Regione

📌 FLASH NEWS – Sei varchi per fermare il traffico di attraversamento a Ponte San Giovanni e limite a 60 km/h su E45 ed raccordo. Sono le proposte del Comitato al Comune di Perugia e alla Regione Umbria per tutelare la salute e la sicurezza.


Una Ztl contro il traffico di attraversamento e una riduzione dei limiti di velocità sulle principali arterie intorno a Ponte San Giovanni. Sono le due proposte formulate dal Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?” APS nel documento datato 7 ottobre 2026, indirizzate rispettivamente al Comune di Perugia e alla Regione Umbria.

L’associazione chiede interventi per impedire che le strade del centro abitato continuino ad assorbire i veicoli che cercano percorsi alternativi quando la E45 e il raccordo RA06 sono congestionati. Gli obiettivi indicati sono la tutela della salute dei residenti, la sicurezza stradale e la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico.

I lavori allo svincolo e le ricadute sul quartiere

Il Comitato richiama anche il previsto rifacimento complessivo dello svincolo tra E45 e RA06 a Ponte San Giovanni. I lavori richiederanno circa tre anni, con conseguenze sulla viabilità principale e possibili ripercussioni sulle strade secondarie.

Le misure proposte dovrebbero rispondere alle esigenze immediate, in attesa di soluzioni infrastrutturali definitive. Tra queste, l’associazione indica una variante est-sud-ovest alla città di Perugia, capace di separare i flussi nazionali e regionali da quelli locali e alleggerire il tratto ponteggiano.

Telecamere per distinguere accesso e attraversamento

La prima proposta punta a consentire l’arrivo a Ponte San Giovanni a chi ha una destinazione nel quartiere, contrastando invece l’utilizzo dell’abitato come semplice scorciatoia.

Il sistema ipotizzato prevede telecamere ai varchi di ingresso e uscita, con lettura delle targhe e confronto degli orari di passaggio. Una permanenza inferiore a una soglia prestabilita verrebbe considerata indicativa del solo attraversamento, secondo il meccanismo delineato dal Comitato.

L’attivazione dovrebbe essere preceduta da una fase di sperimentazione e monitoraggio, necessaria per analizzare origini, destinazioni e tempi di percorrenza dei veicoli. Sono previsti anche pannelli a messaggio variabile per segnalare l’attivazione dei controlli. Nella prospettiva illustrata dall’associazione, la gestione potrebbe diventare dinamica, limitando il passaggio nei corridoi residenziali quando le arterie principali risultano congestionate.

Sei punti di controllo e autorizzazioni dedicate

L’ipotesi individua quattro varchi bidirezionali: via Manzoni, in corrispondenza dello svincolo E45; via Pontevecchio; via Pieve di Campo; il sottopasso della E45 tra via Bochi e via Volta. Altri due punti, separati per ingresso e uscita, sono indicati in via Adriatica.

Il progetto contempla una lista di targhe autorizzate. Tra le categorie richiamate figurano residenti, domiciliati, abitanti dei quartieri satellite, persone con disabilità, mezzi pubblici e di servizio, veicoli per carico e scarico, taxi e noleggio con conducente. Il documento menziona inoltre permessi temporanei e veicoli elettrici o ibridi.

Come riferimento viene descritto il modello di Birsfelden, vicino a Basilea, in Svizzera, basato sul controllo dei tempi di permanenza nelle aree residenziali. La proposta riconosce che l’applicazione italiana di un sistema analogo presenta modalità differenti e richiama il Codice della strada come riferimento normativo.

“3 minuti per la vita”: la richiesta sui limiti

La seconda iniziativa, denominata “3 minuti per la vita”, è rivolta alla Regione Umbria. Il Comitato chiede ulteriori riduzioni della velocità sulla E45 tra Collestrada, Ponte San Giovanni e Balanzano e sul raccordo RA06 tra Ponte San Giovanni e Madonna Alta, accompagnate da controlli con autovelox o tutor.

La proposta indica un limite di 60 chilometri orari lungo il percorso Collestrada-Ponte San Giovanni-Madonna Alta. Secondo il calcolo riportato dall’associazione, i dieci chilometri del tragitto verrebbero percorsi in dieci minuti anziché sette.

Il Comitato collega la richiesta alla necessità di contenere il fenomeno delle frenate e delle ripartenze continue. Un flusso più regolare, sostiene l’associazione, potrebbe ridurre le emissioni e favorire la sicurezza degli automobilisti. Le due iniziative restano proposte sottoposte alle istituzioni, non provvedimenti già approvati.

1 Commento

  1. io proporrei di andare a piedi. detto che spesso, quasi sempre in certe fasce orarie i 60 te li sogni, vorrei capire se questa gente che propone certe stravaganze ha senso pratico o le spara la così giusto per dire qualcosa di pseudo alternativo.

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