I comitati contestano autorizzazioni, reimpianti e sicurezza
📌 FLASH NEWS – A Perugia i comitati denunciano irregolarità nel taglio del pino al civico 93 di via Jacopone da Todi. Con una diffida chiedono gli atti al Comune e lo stop ad altri abbattimenti senza verifiche recenti e misure di sicurezza.
Il taglio e la diffida
Un pino domestico è stato abbattuto il 25 settembre 2026 davanti al civico 93 di via Jacopone da Todi, a Perugia. L’intervento è contestato dal Comitato Umbria Verde e Pulita, dal Comitato Nazionale Foresta Foresta e da residenti della strada. Le loro osservazioni riguardano anche un secondo pino, situato davanti al civico 32. Nel testo diffuso dai comitati, però, il taglio descritto è quello dell’albero al civico 93.
Per loro conto, l’avvocata Valeria Passeri, del Foro di Perugia, ha notificato un atto di significazione, diffida e richiesta di annullamento in autotutela al Comune di Perugia, ad AFOR Umbria e al Comando Carabinieri Forestale NIPAAF di Perugia. L’atto è stato trasmesso per conoscenza anche alla Procura regionale della Corte dei Conti.
La sequenza degli interventi
Secondo la ricostruzione dei comitati, il 23 settembre è stato collocato nella via un nastro che annunciava il divieto di sosta per l’abbattimento. Il giorno successivo sono arrivate le maestranze di AFOR, coordinate dal geometra Fabio Parrini. I residenti hanno chiesto l’intervento dei Carabinieri, dei Carabinieri Forestali di Scheggia, della Polizia Locale e del funzionario comunale Antonio Tata. Il cantiere è stato sospeso per verifiche.
I comitati riferiscono che AFOR è tornata il 25 settembre con quattro operai e ha abbattuto il pino davanti al civico 93. Sostengono che l’intervento sia avvenuto senza un’ordinanza stradale riferita a via Jacopone da Todi e contestano le misure adottate nell’area di lavoro. Segnalano inoltre l’arrivo di una volante della Polizia di Stato, chiamata dai cittadini.
Le verifiche richieste
Tra i punti sollevati nella diffida figura l’attualità dell’autorizzazione mostrata per l’intervento: il protocollo 2024/0223913 del 24 settembre 2024, basato su un sopralluogo del 20 settembre dello stesso anno. I comitati affermano che non sia stata prodotta una perizia aggiornata al 2026 sulle condizioni dell’albero e richiamano, a sostegno della loro posizione, una pronuncia del Consiglio di Stato.
La contestazione riguarda anche il reimpianto. Secondo i firmatari, l’autorizzazione prevedeva la messa a dimora di due ornielli entro il 31 marzo 2025, obbligo che ritengono non adempiuto.
Un’ulteriore richiesta concerne la possibile presenza di nidi e piccoli nelle chiome. I comitati riferiscono avvistamenti di avifauna e sostengono che, prima del taglio, sarebbe stata necessaria una verifica ornitologica qualificata. Ritengono insufficiente il controllo che descrivono come compiuto da un operaio dal cestello.
Le contestazioni sul cantiere
Nell’atto vengono sollevati dubbi anche sulla sicurezza delle operazioni. I firmatari riferiscono che alcuni rami sarebbero caduti tra i cavi dell’illuminazione pubblica senza distacco dell’energia e lamentano l’assenza di segnaletica e movieri. A loro avviso, l’ordinanza mostrata durante l’intervento, la numero 1592/2026, riguardava Largo Madonna Alta e non via Jacopone da Todi. Si tratta di contestazioni dei comitati, sulle quali nel materiale fornito non compare una replica degli enti coinvolti.
I firmatari chiedono l’accesso integrale agli atti e diffidano dal procedere con altri abbattimenti senza titoli aggiornati, identificazione degli alberi mediante codice univoco, verifiche faunistiche e un piano di sicurezza. Annunciano che, in assenza di riscontro entro dieci giorni, valuteranno un ricorso al TAR Umbria, un esposto alla Procura della Repubblica e una segnalazione alla Corte dei Conti per presunto danno erariale.

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