L’edificio era stato evacuato dopo l’esplosione che ha causato la morte di Federica Donati
📌 FLASH NEWS – A quasi un mese dall’esplosione, è terminata a Perugia la demolizione delle parti pericolanti della palazzina di via Vico, nella zona della Pallotta. L’edificio, sotto sequestro, è stato evacuato. La Procura indaga sulle cause del dramma che è costato la vita a Federica Donati.
La complessa operazione di messa in sicurezza della palazzina di via Vico, nella zona della Pallotta a Perugia, è giunta al termine. Sono state completate le attività di demolizione delle porzioni di tetto e di parete che presentavano un pericolo di crollo a quasi un mese dalla tragica esplosione.
Un intervento delicato sotto stretta osservazione
Le operazioni si sono rivelate particolarmente delicate. Le parti da demolire, infatti, erano strettamente legate al resto della struttura. Per questo motivo, anche i più piccoli scuotimenti hanno richiesto la massima attenzione per evitare che si verificassero ulteriori danni all’edificio. I lavori sono stati eseguiti sotto l’attento controllo dei carabinieri e dei vigili del fuoco, che hanno vigilato sulla sicurezza dell’intero cantiere.
Le indagini e le conseguenze per gli abitanti
A seguito dell’esplosione, la Procura di Perugia ha avviato un’indagine per fare piena luce sulle cause del dramma. La palazzina è stata posta sotto sequestro ed evacuata per ragioni di sicurezza. L’edificio conta otto appartamenti, tra cui quello dove abitava Federica Donati, la donna che si trovava all’interno dell’abitazione dove è partito l’innesco e che ha perso la vita.
La gestione dell’emergenza e il sostegno agli sfollati
Nelle prime settimane, il Comune ha fornito supporto a tutti gli sfollati, garantendo una prima accoglienza. Con il passare del tempo, mentre alcuni nuclei familiari continuano a usufruire dell’assistenza dei servizi sociali, altri hanno trovato una sistemazione autonoma.
Un aspetto critico riguarda il sostegno economico. Poiché l’evento non è riconducibile a una catastrofe naturale, gli abitanti della palazzina non hanno potuto accedere ai fondi regionali previsti per i danni di carattere ambientale e per i fenomeni esogeni.

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