L’istruzione e i giovani nel Patto per il futuro dell’Umbria

L'istruzione e i giovani nel Patto per il futuro dell'Umbria

Trasporti, borse ed alloggi nel confronto regionale sul Defr

📌 FLASH NEWS – Il Patto per il futuro dell’Umbria apre il confronto con scuole, università e studenti. A Palazzo Donini, emergono priorità su diritto allo studio, trasporti, borse, alloggi, inclusione e attrattività per i giovani in Umbria.


Il sistema regionale dell’istruzione, della formazione e delle politiche giovanili entra nel percorso di elaborazione del Patto per il futuro dell’Umbria 2030 e del Documento di economia e finanza regionale 2027-2029. Il confronto si è svolto nella mattina di venerdì 11 settembre 2026 nel Salone d’Onore di Palazzo Donini, a Perugia. La Regione ha riunito rappresentanti degli studenti, delle scuole, delle università, dell’Its Umbria Academy, delle fondazioni bancarie e dell’Ufficio Scolastico Regionale, insieme alla Consigliera di Parità regionale.

All’incontro hanno partecipato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il vicepresidente Tommaso Bori e l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Fabio Barcaioli. La riunione ha rappresentato un’altra tappa del percorso partecipativo avviato per costruire gli strumenti destinati a orientare le scelte regionali dei prossimi anni. Al centro della discussione sono stati posti il diritto allo studio, i trasporti, gli alloggi, le borse di studio, l’orientamento, la ricerca, l’inclusione e il rapporto fra formazione e lavoro.

Il metodo scelto per la programmazione regionale

Il Patto per il futuro dell’Umbria 2030 è stato presentato come la cornice strategica unitaria dell’intera programmazione regionale. Lo strumento dovrà coordinare anche l’impiego delle risorse comunitarie e nazionali. Il metodo indicato dalla Giunta prevede una fase di concertazione generale, accompagnata da tavoli tematici dedicati ai singoli settori. L’obiettivo dichiarato è rendere più efficaci e trasparenti le modalità con cui vengono definite le politiche pubbliche regionali.

Il confronto con l’ecosistema dell’istruzione e della formazione è arrivato dopo altri due incontri preliminari. Secondo il percorso illustrato, a questa prima fase seguiranno tavoli maggiormente concentrati sulle misure da adottare. Le indicazioni raccolte dovranno quindi essere tradotte in scelte di programmazione condivise, capaci di affrontare alcuni nodi richiamati durante la riunione: il calo demografico, la modernizzazione del sistema produttivo e la necessità di accrescere l’attrattività dell’Umbria verso giovani e nuovi investimenti.

Proietti: ascolto alla base delle future decisioni

La presidente Stefania Proietti ha definito l’appuntamento un ulteriore passaggio di un cammino costruito sulla partecipazione. La Regione, ha spiegato, intende coinvolgere fin dall’inizio studenti, docenti, mondo accademico, Ufficio Scolastico Regionale e fondazioni bancarie nella preparazione dei documenti che guideranno lo sviluppo dell’Umbria. Una particolare attenzione sarà rivolta alla capacità del territorio di trattenere e richiamare le nuove generazioni.

Proietti ha sottolineato che il Defr e il Patto non dovranno essere strumenti predisposti senza un confronto con le realtà regionali. Il dialogo, nelle intenzioni della Giunta, dovrà rimanere aperto e raccogliere le diverse energie presenti in Umbria. La presidente ha inoltre collegato la qualità del percorso alla partecipazione dei soggetti coinvolti, ringraziando quanti hanno presentato osservazioni, esigenze e proposte nel corso della mattinata.

La richiesta avanzata dalle Consulte provinciali degli studenti di stabilizzare il rapporto con la Regione ha ricevuto una prima risposta nello stesso incontro. Proietti ha infatti accolto l’istanza relativa a un protocollo d’intesa e ne ha proposto l’estensione anche ai componenti dell’organo collegiale della Consulta. Il tema della rappresentanza studentesca viene così inserito nel più ampio metodo di confronto che accompagnerà la programmazione.

Università tra ricerca, formazione e diritto allo studio

Il primo intervento è stato affidato a Cristiano Perugini, delegato del Rettore al Bilancio, Risorse economico-finanziarie e Fondazioni. Il docente ha valutato positivamente il percorso intrapreso, evidenziando che la partecipazione non serve soltanto a migliorare i documenti finali. Il confronto, nella sua lettura, permette anche di creare rapporti di fiducia utili a mantenere un dialogo continuativo fra istituzioni e territorio.

Perugini ha ricordato il contributo dell’Ateneo allo sviluppo regionale e la volontà di renderlo ancora più attivo. Gli ambiti citati comprendono il diritto allo studio e la sanità, attraverso le tre missioni universitarie della ricerca, della formazione e della terza missione. La ricerca è stata indicata come uno strumento capace di sostenere sia lo sviluppo economico sia quello umano, conservando allo stesso tempo un valore autonomo rispetto all’utilizzo dei risultati prodotti.

Anche gli studenti universitari hanno portato al tavolo questioni direttamente legate all’accessibilità del sistema formativo. La delegazione era composta da Nicoletta Schembari, Mattia Branca, Giulia Gatti, Federico Sidoti, Tommaso D’Elia e Antonio Domina. I rappresentanti hanno riconosciuto l’importanza dell’abbonamento regionale ai mezzi pubblici da 70 euro, ricordando che rilevazioni precedenti mostrano un utilizzo da parte di circa uno studente su due.

Borse di studio e studenti idonei senza beneficio

Accanto alla valutazione positiva sui trasporti, la rappresentanza universitaria ha richiamato la situazione degli idonei non beneficiari. Si tratta di studenti che possiedono i requisiti per ottenere una borsa di studio, ma non la ricevono a causa dell’insufficienza delle risorse disponibili. Nicoletta Schembari ha chiesto alla Regione Umbria di proseguire nel sostegno strutturale ed economico al diritto allo studio.

Secondo la posizione espressa al tavolo, tale impegno è determinante per mantenere la regione attrattiva nei confronti di chi sceglie atenei, accademie e istituti professionalizzanti umbri. La disponibilità effettiva di sostegni, servizi e opportunità viene considerata anche una condizione necessaria per assicurare concretamente l’accesso allo studio. Gli studenti hanno quindi collegato l’attrattività del sistema formativo alla capacità di garantire misure stabili, non limitate alla sola iscrizione ai corsi.

Il quadro presentato ha messo in relazione la disponibilità delle borse con altri costi sostenuti durante il percorso universitario. Trasporto e abitazione incidono infatti sulle condizioni materiali di chi studia. La discussione ha perciò restituito una visione complessiva del diritto allo studio, nella quale il sostegno economico si affianca all’accessibilità dei collegamenti e alla presenza di soluzioni abitative destinate agli studenti.

Affitti in crescita e minore offerta di stanze

Il diritto all’abitare è stato uno dei punti critici segnalati dalla componente universitaria. I dati riportati durante l’incontro indicano che a Perugia il prezzo medio di una stanza in affitto è cresciuto del 35 per cento negli ultimi cinque o sei anni. Gli studenti hanno osservato che l’aumento percentuale rischia di essere sottovalutato quando il confronto si limita ai valori assoluti registrati in città più costose, come Roma o Milano.

Alla crescita dei prezzi si accompagna, secondo quanto riferito, una riduzione dell’offerta di camere disponibili per chi frequenta l’università. Una quota degli immobili viene infatti sottratta al mercato residenziale per essere destinata agli affitti brevi o trasformata in strutture ricettive. La combinazione fra rincari e minore disponibilità restringe quindi le possibilità per gli studenti e rende il tema abitativo parte integrante delle politiche necessarie a consolidare l’attrattività regionale.

L’esigenza di aumentare le unità abitative è stata ripresa anche nelle conclusioni dell’assessore Fabio Barcaioli. L’indirizzo espresso dalla Regione prevede il reperimento e la sistemazione di un numero crescente di alloggi destinati alla popolazione studentesca. L’intervento dovrebbe affiancare il finanziamento delle borse e il potenziamento degli altri servizi, con lo scopo di rafforzare i territori umbri e renderli più accessibili a chi vi studia.

Le scuole puntano su orientamento e competenze

Per l’Ufficio Scolastico Regionale è intervenuta Stefania Moretti, che ha descritto l’attività quotidiana degli istituti umbri. Le scuole, oltre a costruire competenze di base solide, lavorano sull’orientamento degli alunni fin dal primo ciclo. L’accompagnamento è finalizzato alla definizione del progetto di vita dei ragazzi e a una conoscenza del territorio regionale orientata alle prospettive future.

Moretti ha ricondotto questo impegno al rapporto fra innovazione e sostenibilità delineato nel corso del confronto. In tale quadro rientra anche l’investimento nella formazione dell’intero personale scolastico. L’intervento ha così evidenziato una funzione della scuola che non si esaurisce nella trasmissione delle conoscenze, ma comprende l’orientamento e la preparazione delle persone rispetto ai cambiamenti attesi nel contesto regionale.

Le Consulte provinciali degli studenti hanno portato la posizione delle scuole superiori. Adele Rughetti, presidente della Consulta degli Studenti provinciale di Terni, e Alessandro Di Micco, presidente di quella di Perugia, hanno espresso apprezzamento per l’abbonamento ai trasporti da 70 euro. Le due consulte rappresentano complessivamente quasi 200 ragazzi eletti in 165 scuole superiori umbre e, attraverso queste strutture, danno voce a circa 30 mila studentesse e studenti della regione.

Le Consulte chiedono agevolazioni più estese

Rughetti e Di Micco hanno riferito che il mantenimento dell’impegno regionale sui trasporti trova riscontro nelle famiglie umbre. La loro richiesta è ora quella di ampliare le agevolazioni anche alle fasce di reddito superiori rispetto a quelle già comprese nella misura. Il problema indicato riguarda soprattutto i nuclei numerosi che continuano a incontrare difficoltà nel sostenere i costi necessari per gli spostamenti scolastici.

I presidenti delle Consulte hanno inoltre chiesto che la riunione di Palazzo Donini non rimanga un episodio isolato. La proposta è costruire un protocollo d’intesa stabile con la Regione, in modo da portare in maniera continuativa la voce degli studenti nei tavoli decisionali. Tale modalità è stata presentata come un’innovazione nella rappresentanza giovanile e come uno strumento utile a riconoscere il ruolo delle componenti studentesche nella definizione delle politiche che le riguardano.

Il confronto sui trasporti ha unito le valutazioni degli studenti delle superiori e dell’università. Entrambe le rappresentanze hanno indicato l’abbonamento agevolato come un risultato importante. Le richieste successive riguardano però il consolidamento e l’ampliamento degli interventi: da un lato l’estensione a ulteriori famiglie, dall’altro la continuità delle misure che contribuiscono a rendere raggiungibili scuole, accademie, istituti professionalizzanti e sedi universitarie.

Its Umbria Academy tra alloggi e continuità finanziaria

Il direttore di Its Umbria Academy, Nicola Modugno, ha individuato due priorità per il proprio istituto. La prima riguarda il rafforzamento del diritto allo studio attraverso l’estensione agli iscritti dell’Its di borse e alloggi, oltre ai trasporti già garantiti dalla Regione. La disponibilità di questi servizi viene ritenuta necessaria per richiamare studenti anche da fuori Umbria, soprattutto in una fase segnata dal calo demografico.

L’aumento dell’attrattività, secondo Modugno, consentirebbe nello stesso tempo di rispondere alla domanda di competenze espressa dalle imprese. Il secondo punto riguarda la continuità finanziaria fra due successive programmazioni comunitarie. Il direttore ha richiamato il rischio di un vuoto di risorse durante i circa due anni di transizione, una discontinuità che lascerebbe senza risposte giovani e famiglie.

Le questioni illustrate dall’Its collegano quindi formazione professionalizzante, servizi agli studenti e fabbisogni del sistema produttivo. Nel percorso verso il 2030, la possibilità di programmare senza interruzioni viene considerata essenziale tanto per chi frequenta i corsi quanto per le realtà economiche che necessitano di competenze. La richiesta è di predisporre una copertura capace di accompagnare il passaggio fra i cicli di finanziamento comunitario.

Inclusione e pari opportunità nel lavoro

La Consigliera di Parità regionale Rosita Garzi ha concentrato l’attenzione sul benessere organizzativo e sul contrasto alle discriminazioni. Accanto ai programmi per prevenire la violenza di genere, ha proposto politiche in grado di includere concretamente genere, disabilità e differenti provenienze. Garzi ha segnalato la persistenza nel territorio di forme discriminatorie che colpiscono le donne, con una particolare esposizione di quelle più giovani.

Fra le indicazioni presentate compare anche il potenziamento dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro. Una maggiore capacità di analisi dovrebbe consentire di individuare i fabbisogni dei territori e progettare interventi più efficaci rivolti ai giovani e alle donne, nonché alle politiche per l’inclusione e la disabilità. Il tema è stato inserito nella programmazione regionale come parte del rapporto tra formazione, ingresso nel lavoro e qualità delle organizzazioni.

La proposta amplia dunque il campo del Patto oltre la sola offerta educativa. Le competenze acquisite devono potersi tradurre in opportunità all’interno di contesti capaci di riconoscere le differenze e prevenire trattamenti discriminatori. La lettura dei bisogni del mercato del lavoro viene indicata come base conoscitiva per decidere misure coerenti con le caratteristiche della popolazione e delle attività economiche regionali.

Fondazione Perugia investe su ricerca e giovani

Per le fondazioni bancarie è intervenuta Giuseppina Corvaglia, che ha illustrato l’impostazione di Fondazione Perugia. L’ente, ha spiegato, intende accompagnare lo sviluppo del territorio senza limitarsi all’erogazione delle risorse. Il sostegno alle giovani generazioni occupa una posizione centrale sia nei progetti di co-progettazione sia nelle iniziative destinate a facilitare il passaggio verso il mondo del lavoro.

Per il 2027 è previsto uno stanziamento di circa 5-6 milioni di euro per la ricerca scientifica e lo sviluppo giovanile. Corvaglia ha invitato scuole e studenti a conoscere le opportunità dedicate alla nascita delle start-up. Il sostegno immaginato non dovrebbe fermarsi alla costituzione dell’impresa, ma accompagnare anche la fase successiva, quando il progetto deve consolidarsi e trasformarsi in un percorso professionale duraturo.

Da questa impostazione nasce la proposta di entrare nelle scuole superiori, soprattutto durante l’ultimo anno, per presentare l’autoimpresa come una possibilità concreta. Fondazione Perugia ha inoltre coinvolto l’Università in un tavolo di lavoro avviato sulla base di uno studio che ha rilevato una significativa fuga di cervelli. L’obiettivo indicato consiste nel favorire il ritorno in Umbria delle eccellenze che hanno lasciato il territorio.

Risorse scolastiche e servizi per l’infanzia

Nelle conclusioni, l’assessore regionale Fabio Barcaioli ha delineato un sistema scolastico interessato da una progressiva riduzione delle risorse nazionali. I dati citati indicano che nell’ultimo anno l’Umbria ha perso 87 docenti e nove dirigenze scolastiche. Barcaioli ha inoltre osservato che l’organizzazione degli orari risponde ancora a esigenze familiari diverse da quelle attuali, lasciando una parte consistente del lavoro di cura sulle famiglie e, in particolare, sulle donne.

Di fronte a questo quadro, la Regione ha scelto di utilizzare il Fondo sociale europeo per sostenere il sistema educativo. Sono già stati finanziati 260 nuovi posti negli asili nido e l’obiettivo indicato è raggiungerne 550. Un ulteriore intervento riguarda il tempo integrato nella scuola primaria, realizzato attraverso il terzo settore. La finalità è rafforzare i servizi per l’infanzia e offrire un sostegno più adeguato alle necessità dei nuclei familiari.

Barcaioli ha ricordato anche che l’Umbria è stata la prima Regione ad attuare il regolamento sui Patti educativi. Sul fronte della mobilità scolastica, l’amministrazione ha garantito agli studenti delle scuole secondarie un abbonamento da 70 euro per le famiglie con un Isee fino a 30 mila euro. La misura è stata più volte richiamata nel corso della riunione quale risultato di un confronto fra istituzioni e rappresentanze studentesche.

Verso i tavoli dedicati alle misure

La fase successiva del percorso dovrà concentrare il confronto sulle azioni da inserire nella programmazione. Le questioni emerse a Palazzo Donini compongono un quadro che attraversa tutti i livelli dell’istruzione: servizi per la prima infanzia, scuola primaria e secondaria, formazione professionalizzante, università e accesso al lavoro. A collegarli sono la condizione demografica dell’Umbria e la necessità di offrire ai giovani ragioni concrete per studiare, lavorare e costruire il proprio futuro nella regione.

Le priorità presentate dai partecipanti riguardano sia le risorse sia la qualità dei servizi. Le scuole chiedono attenzione per personale, orientamento e organizzazione; gli studenti domandano trasporti accessibili, borse effettivamente erogate e abitazioni disponibili; l’Its segnala la necessità di continuità finanziaria; università e fondazioni indicano ricerca, fiducia, autoimpresa e rientro delle competenze come leve per lo sviluppo.

Il Patto per il futuro dell’Umbria 2030 e il Defr 2027-2029 dovranno ora raccogliere questi contributi nella definizione delle politiche regionali. La Giunta ha indicato nella partecipazione il criterio del lavoro da proseguire. Dopo i tre appuntamenti preliminari, il passaggio ai tavoli settoriali servirà a precisare misure, priorità e strumenti, mantenendo al centro il coinvolgimento dei soggetti che operano ogni giorno nei sistemi dell’istruzione, della formazione e delle politiche giovanili.

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