Progetto GRACE, più verde contro le isole di calore in città
📌 FLASH NEWS – Il progetto GRACE segnala criticità legate al caldo urbano a Perugia: Madonna Alta e via Magno Magnini tra le aree più esposte. Tra le strategie indicate, tutela degli alberi, depavimentazione e nuovi spazi verdi urbani oggi.
Madonna Alta e via Magno Magnini figurano tra le aree di Perugia maggiormente esposte agli effetti del caldo urbano, in un quadro che comprende anche Fontivegge, San Sisto, Sant’Andrea delle Fratte e Ponte San Giovanni. A evidenziare le criticità è il progetto GRACE, Green foR climAte resilienCE, sviluppato per analizzare il ruolo dei sistemi verdi nella resilienza e nell’adattamento delle città ai cambiamenti climatici.
L’analisi prende in considerazione le caratteristiche delle aree urbane e il fenomeno dell’isola di calore, mettendo in relazione la presenza di superfici costruite, asfalto, coperture e sistemi verdi. Per Perugia emerge un quadro nel quale alcuni quartieri densamente urbanizzati risultano particolarmente sensibili all’accumulo di calore.
Il gruppo di ricerca dell’Università degli Studi di Perugia è guidato da Maria Elena Menconi e opera nell’ambito di un progetto che coinvolge anche l’Università di Bologna. Al centro dell’attività ci sono il monitoraggio degli ecosistemi urbani, l’analisi della copertura del suolo e la valutazione dei benefici che il verde può assicurare al microclima cittadino.
Madonna Alta e via Magno Magnini sotto osservazione
Una delle situazioni indicate come maggiormente critiche riguarda Madonna Alta e via Magno Magnini, dove la presenza diffusa di superfici impermeabili e asfaltate contribuisce all’esposizione al caldo.
Il quartiere assume particolare rilevanza anche nel dibattito cittadino sulle strategie di adattamento alle temperature elevate. La conformazione urbana e l’estensione delle superfici costruite rendono infatti centrale il rapporto tra cementificazione, asfalto e patrimonio arboreo esistente.
Il principio alla base delle strategie di mitigazione è quello di aumentare la capacità dell’ambiente urbano di contrastare l’accumulo di calore attraverso vegetazione, ombra e superfici capaci di trattenere maggiormente l’umidità.
In questo contesto, la presenza degli alberi maturi assume un ruolo rilevante. La salvaguardia del patrimonio arboreo già sviluppato viene considerata tra gli strumenti da affiancare alla realizzazione di nuove infrastrutture verdi.
Fontivegge tra le aree urbane critiche
Un’altra zona indicata nell’analisi è Fontivegge, con particolare riferimento all’area della stazione. Qui le caratteristiche delle superfici urbane e la disponibilità di grandi corridoi ecologici incidono sulle condizioni del microclima.
Il fenomeno dell’isola di calore si manifesta quando le superfici urbane assorbono energia durante le ore più calde e la restituiscono progressivamente, determinando condizioni termiche differenti rispetto alle aree caratterizzate da una maggiore presenza di vegetazione.
La distribuzione del verde assume quindi importanza non soltanto sotto il profilo paesaggistico, ma anche per la sua funzione nella mitigazione delle temperature urbane.
L’obiettivo delle strategie analizzate dal progetto è individuare modalità attraverso le quali la pianificazione dei sistemi verdi possa contribuire alla resilienza delle città e all’adattamento ai cambiamenti climatici.
San Sisto e Sant’Andrea delle Fratte
Le criticità riguardano anche San Sisto e le aree industriali e commerciali, tra le quali Sant’Andrea delle Fratte. In queste zone la presenza di grandi superfici in cemento, piazzali, strade e coperture degli edifici determina condizioni favorevoli all’accumulo dell’energia solare.
Durante il giorno queste superfici possono assorbire calore per poi rilasciarlo nelle ore successive. La conseguenza è il mantenimento di temperature elevate anche quando l’irraggiamento solare diminuisce.
La struttura delle zone industriali e commerciali pone quindi il tema della possibilità di introdurre nuove alberature, superfici permeabili, tetti verdi e pareti vegetate, intervenendo sugli spazi disponibili senza limitarsi ai parchi urbani tradizionali.
Il verde viene considerato in questa prospettiva come una vera componente dell’infrastruttura urbana.
Ponte San Giovanni e le superfici asfaltate
Tra i quartieri periurbani interessati dalle criticità compare anche Ponte San Giovanni. L’area è caratterizzata dalla presenza della rete viaria, dagli accessi alla superstrada e da zone industriali e commerciali.
La concentrazione delle superfici asfaltate contribuisce a creare condizioni nelle quali il calore può essere accumulato durante le ore diurne e restituito successivamente.
Il quadro mette in evidenza come il problema non riguardi soltanto il centro di Perugia. Le isole di calore possono interessare anche i quartieri periferici e periurbani, soprattutto quando si combinano infrastrutture stradali, edificazione e una presenza limitata di superfici verdi.
Alberi maturi come strumento di mitigazione
Tra le strategie indicate assume particolare importanza la conservazione del patrimonio arboreo esistente. Gli alberi maturi garantiscono superfici ombreggiate e rappresentano una componente già consolidata del sistema verde urbano.
Il tema interessa direttamente zone come via Magno Magnini e Madonna Alta, dove la discussione sulla gestione delle alberature si intreccia con quella relativa alla capacità del quartiere di affrontare le giornate caratterizzate da temperature elevate.
L’approccio proposto punta quindi non soltanto alla realizzazione di nuovo verde, ma anche alla valutazione e alla gestione di quello già presente.
La pianificazione deve considerare contemporaneamente alberi, vegetazione, caratteristiche del suolo e struttura degli edifici, con interventi calibrati sulle condizioni specifiche delle diverse aree urbane.
Rifugi climatici per le giornate più calde
Un’altra strategia riguarda la possibilità di creare rifugi climatici, cioè aree ombreggiate e spazi pubblici freschi utilizzabili durante i periodi caratterizzati dalle temperature più elevate.
L’obiettivo è offrire luoghi nei quali trovare condizioni microclimatiche migliori, con particolare attenzione alle fasce della popolazione maggiormente esposte agli effetti del caldo, tra cui anziani e bambini.
Parchi urbani potenziati e barriere vegetali possono rientrare in questo tipo di interventi, aumentando le superfici protette dall’irraggiamento diretto.
La realizzazione di una rete di spazi di questo genere consentirebbe di inserire la mitigazione del caldo direttamente nella pianificazione degli spazi pubblici cittadini.
Depavimentazione contro l’accumulo di calore
Tra gli interventi indicati compare anche la depavimentazione, o de-paving. La strategia consiste nella rimozione delle superfici asfaltate non indispensabili, soprattutto all’interno di parcheggi, aiuole e parterre stradali.
Al posto dell’asfalto possono essere realizzate superfici con suolo vivo, prati e vegetazione. L’obiettivo è aumentare la capacità del terreno di trattenere l’umidità e ridurre l’irraggiamento termico prodotto dalle superfici artificiali.
Il principio può essere applicato soprattutto nelle aree caratterizzate da una forte presenza di parcheggi e infrastrutture, dove la quantità di terreno impermeabilizzato risulta particolarmente elevata.
Forestazione urbana lungo gli assi stradali
La strategia comprende inoltre l’incremento delle alberature lungo le principali strade, in modo da creare una maggiore continuità dell’ombra e collegare le diverse componenti del sistema verde cittadino.
La forestazione urbana può essere affiancata dalla realizzazione di tetti e pareti verdi sugli edifici pubblici, commerciali e industriali.
L’obiettivo complessivo è trasformare il verde da elemento isolato a sistema urbano connesso, capace di intervenire sul microclima delle zone maggiormente esposte alle alte temperature.
Il progetto GRACE e la resilienza delle città
Il progetto GRACE nasce nell’ambito del PNRR e coinvolge le unità di ricerca delle Università di Perugia e Bologna. L’attività scientifica è dedicata alla valutazione dei benefici ambientali, energetici e microclimatici dei sistemi verdi urbani.
Per il gruppo dell’Università degli Studi di Perugia, coordinato da Maria Elena Menconi, le attività comprendono anche il telerilevamento, la mappatura delle aree verdi, l’analisi del paesaggio e della copertura del suolo e lo studio dei servizi ecosistemici.
Nel caso di Perugia, l’attenzione sulle zone più esposte al caldo porta in primo piano Madonna Alta, via Magno Magnini, Fontivegge, San Sisto, Sant’Andrea delle Fratte e Ponte San Giovanni.
Il quadro rilancia così il tema della gestione del verde nelle aree maggiormente urbanizzate: conservazione degli alberi maturi, incremento delle alberature, riduzione delle superfici asfaltate, rifugi climatici e infrastrutture verdi rappresentano le principali strategie indicate per aumentare la capacità della città di affrontare le temperature elevate.

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