Due pazienti operati con successo e tempi d’attesa più brevi
📍 FLASH NEWS – Due trapianti di rene eseguiti con successo all’Ospedale di Perugia. Operati una donna di 53 anni e un uomo di 41. Decorso regolare e funzione renale ripresa. I due organi sono stati prelevati e trapiantati a Perugia.
Due trapianti di rene eseguiti con successo all’Ospedale di Perugia confermano il ruolo del percorso multidisciplinare attivato dalla struttura perugina per la gestione dei pazienti candidati al trapianto. Gli interventi hanno riguardato una donna di 53 anni e un uomo di 41 anni, entrambi provenienti da percorsi di emodialisi e inseriti nella lista attiva per il trapianto renale.
Il risultato è stato possibile attraverso la collaborazione tra chirurghi, nefrologi, anestesisti, personale di sala operatoria e professionisti delle diverse unità coinvolte nell’assistenza. Per entrambi i pazienti il decorso post-operatorio è stato regolare, con la ripresa della funzione del rene trapiantato. Le condizioni cliniche sono risultate ottimali sia al momento della dimissione sia durante il primo controllo ambulatoriale.
La paziente di 53 anni seguita a Branca
Il primo trapianto ha riguardato una donna di 53 anni, seguita dal centro dialisi di Branca. La paziente era sottoposta a emodialisi dal dicembre 2022 ed era stata inserita nella lista attiva per il trapianto renale presso il Centro regionale trapianti di Perugia nel maggio 2025.
L’intervento è stato effettuato nel luglio 2026, dopo un periodo di attesa significativamente inferiore rispetto alla media nazionale indicata tra i due e i tre anni.
Il percorso della donna, dalla dialisi fino al trapianto, rappresenta uno dei due casi portati a termine dall’équipe perugina con risultati clinici positivi anche nella fase successiva all’operazione.
Il secondo intervento su un uomo di 41 anni
Il secondo paziente è un uomo di 41 anni proveniente dal centro dialisi di Perugia. La patologia renale era stata diagnosticata nel 2013, mentre l’emodialisi era iniziata nell’aprile 2025.
L’uomo era entrato nella lista attiva per il trapianto nell’agosto dello stesso anno e anche per lui il periodo trascorso in attesa dell’intervento è stato particolarmente contenuto rispetto alla media nazionale.
Dopo l’operazione, il nuovo rene ha ripreso la propria funzione. Il decorso post-operatorio non ha presentato criticità segnalate e le condizioni riscontrate alla dimissione e durante il primo controllo ambulatoriale sono risultate ottimali.
Donazione e trapianto nello stesso ospedale
Un elemento centrale dell’intero percorso riguarda la provenienza degli organi. Il donatore è stato infatti individuato all’interno della stessa Azienda Ospedaliera di Perugia, attraverso l’attività dell’équipe diretta dalla dottoressa Elisabetta Franciosini, responsabile del CLT – Coordinamento Locale Procurement, organi, tessuti e trapianto.
La struttura cura il processo di donazione e di prelievo degli organi all’interno dell’ospedale perugino. Nel percorso ha avuto un ruolo anche la dottoressa Francesca Timio, responsabile del programma di trapianto renale.
Il prelievo multiorgano è stato effettuato su una paziente ricoverata e deceduta nella Terapia Intensiva diretta dal professor Edoardo De Robertis.
Entrambi i reni sono stati allocati, prelevati e successivamente trapiantati all’interno dello stesso ospedale, permettendo una gestione coordinata dell’intero processo.
Il coordinamento regionale del percorso
La donazione e i successivi trapianti sono stati diretti e supervisionati dal Coordinamento regionale trapianti dell’Umbria, il cui responsabile è il dottor Mauro Marchesi.
Il percorso ha richiesto il raccordo tra le attività necessarie all’individuazione del donatore, il prelievo degli organi, l’assegnazione ai riceventi, gli interventi chirurgici e l’assistenza successiva.
La possibilità di svolgere tutte queste fasi all’interno della struttura perugina ha consentito di mantenere una stretta integrazione tra le professionalità coinvolte e di accompagnare i due pazienti lungo tutte le fasi del percorso trapiantologico.
L’équipe chirurgica dei due trapianti
Gli interventi sono stati eseguiti dal dottor Francesco Ciarleglio, direttore della Chirurgia epato-bilio-pancreatica e responsabile dell’équipe chirurgica, con l’assistenza del dottor Francesco De Santis.
Hanno collaborato il chirurgo vascolare Massimo Lenti e gli urologi diretti dal professor Ettore Mearini.
L’assistenza anestesiologica è stata garantita dalla dottoressa Patrizia Morettoni e dalla dottoressa Elisa Scarponi, appartenenti al gruppo coordinato dal dottor Fabio Gori.
Conclusa la fase operatoria, la gestione dei pazienti è proseguita con il coinvolgimento dell’équipe di nefrologia.
Il monitoraggio dopo gli interventi
La degenza post-trapianto è stata gestita dalla nefrologia con il coordinamento della dottoressa Chiara Taglioni, responsabile clinica della gestione pre e post-operatoria e del follow-up dopo il trapianto, con la collaborazione del dottor Francesco Solano.
Per entrambi i pazienti è stata registrata la ripresa della funzione del rene trapiantato. L’evoluzione clinica ha permesso la successiva dimissione e l’avvio dei controlli ambulatoriali previsti dopo questo tipo di intervento.
Anche il primo controllo effettuato dopo la dimissione ha confermato condizioni cliniche considerate ottimali.
Antonio D’Urso ringrazia donatrice e familiari
Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, Antonio D’Urso, ha evidenziato il valore del lavoro multidisciplinare che ha consentito di portare a termine i due trapianti.
«Questi due trapianti rappresentano il risultato di un lavoro di squadra che coinvolge numerose professionalità altamente qualificate e confermano l’efficienza dell’organizzazione del percorso trapiantologico dell’Ospedale di Perugia», ha dichiarato.
Antonio D’Urso ha rivolto il primo ringraziamento alla donatrice e ai suoi familiari, sottolineando la scelta compiuta in un momento particolarmente difficile.
«La donazione di organi è un atto di grande altruismo che trasforma una perdita in una concreta possibilità di vita per altre persone», ha aggiunto il direttore generale, esprimendo la riconoscenza dell’Azienda Ospedaliera.
Tempi di attesa inferiori alla media nazionale
Nel commentare il risultato, Antonio D’Urso ha richiamato anche i tempi di attesa sensibilmente inferiori alla media nazionale registrati per i due pazienti.
La donna di 53 anni era stata inserita nella lista attiva nel maggio 2025 e ha ricevuto il nuovo rene nel luglio 2026. Il paziente di 41 anni, invece, era entrato nella lista nell’agosto 2025 dopo avere iniziato l’emodialisi nell’aprile dello stesso anno.
Per entrambi, dunque, il percorso verso il trapianto si è concluso in un periodo inferiore alla media nazionale riportata nel comunicato, compresa tra due e tre anni.
Stefania Proietti: risultato importante per l’Umbria
Soddisfazione è stata espressa anche dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha collegato i due interventi al lavoro sviluppato sul percorso di procurement e trapianti.
«È un risultato davvero importante, che ci rende orgogliosi, soprattutto perché riguarda il percorso di e-procurement e trapianti sul quale stiamo lavorando con grande impegno», ha dichiarato la presidente.
L’obiettivo indicato è quello di offrire un’assistenza altamente specialistica capace di rispondere alle necessità dei cittadini umbri, riducendo il ricorso a strutture fuori regione e rendendo contemporaneamente il territorio maggiormente attrattivo per professionisti e specialisti altamente qualificati.
L’invito a riflettere sulla donazione
Stefania Proietti ha infine rivolto un invito ai cittadini a considerare l’importanza della donazione degli organi, definendola «un gesto di grande generosità che può salvare vite e dare speranza a chi è in attesa di un trapianto».
Nel caso dei due interventi effettuati a Perugia, la donazione ha permesso di avviare un percorso sviluppato interamente all’interno dell’Azienda Ospedaliera, dal prelievo fino all’impianto degli organi nei due riceventi.
Il risultato riunisce quindi donazione, coordinamento regionale, attività chirurgica e assistenza multidisciplinare. Due percorsi distinti che si sono conclusi con la ripresa della funzionalità dei reni trapiantati e con condizioni cliniche positive per entrambi i pazienti.

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