Il progetto prevede 600 posti letto e fino a 2.500 parcheggi
🏥 Nuovo ospedale di Terni, il Docfap mette Sabbione al primo posto tra otto ipotesi. Previsti circa 600 posti letto, fino a 120mila metri quadrati e 2.500 parcheggi. Costo stimato: circa 550 milioni di euro. Iter al via.
Nuovo ospedale, Sabbione scelta per il futuro del Santa Maria
Il Docfap apre quattro mesi di confronto sul polo sanitario
🏥 Nuovo ospedale di Terni, il Docfap indica Sabbione come soluzione migliore. Previsti circa 600 posti letto e un investimento stimato in 550 milioni. Ora quattro mesi di dibattito pubblico prima dei prossimi passaggi progettuali.
Il Docfap segna una nuova fase per il Santa Maria
Il progetto del nuovo Ospedale Santa Maria di Terni compie un passaggio decisivo. Venerdì 31 luglio 2026, nella sede della Regione Umbria di via Saffi a Terni, è stato presentato il Documento di fattibilità delle alternative progettuali, il Docfap, approvato nella stessa giornata dalla Giunta regionale.
Nuovo ospedale, Opposizione attacca Proietti sul piano Terni
Il documento mette a confronto le diverse possibilità per realizzare il nuovo complesso ospedaliero e fornisce gli elementi tecnici sui quali costruire le successive decisioni. Dalla valutazione emerge Sabbione come soluzione con il punteggio complessivo più elevato.
Alla conferenza stampa hanno partecipato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, l’assessore regionale all’Edilizia sanitaria Francesco De Rebotti, la direttrice regionale Salute e welfare Daniela Donetti, il direttore regionale al Governo del territorio e Riqualificazione urbana Gianluca Fagotti e il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Terni Andrea Casciari.
Presenti anche gli assessori regionali Fabio Barcaioli e Thomas De Luca e i consiglieri regionali Luca Simonetti, Maria Grazia Proietti, Francesco Filipponi, Eleonora Pace ed Enrico Melasecche.
Sabbione emerge dalla valutazione tecnica
Il Docfap, approvato con la delibera di Giunta regionale numero 864 del 31 luglio, contiene l’analisi comparativa delle alternative considerate per il futuro Santa Maria.
Lo studio ha preso in esame otto differenti opzioni riconducibili alle principali localizzazioni e alle diverse modalità di intervento. La valutazione ha riguardato venti aspetti, tra i quali costi, tempi di realizzazione, servizi sanitari, accessibilità, rischi e impatto sul territorio.
La graduatoria assegna a Sabbione 4,07 punti su 5, il risultato più elevato. Al secondo posto si trova Campitello con 3,89 punti. Seguono l’ipotesi di un nuovo ospedale integrato a Colle Obito con 3,46, Gabelletta con 3,36 e l’area della Stazione Rfi con 3,19.
L’ipotesi di un nuovo ospedale da 120.000 metri quadrati a Colle Obito raggiunge 3,14 punti. Le soluzioni fondate sulla riqualificazione dell’attuale struttura ottengono invece 2,63 punti per ristrutturazione e ampliamento e 2,59 per la ristrutturazione integrale.
Proietti: la politica prende atto della graduatoria
La presidente Stefania Proietti ha sottolineato come il risultato derivi da un’analisi tecnica costruita attraverso parametri numerici.
“Lo studio che abbiamo presentato, il Docfap che abbiamo approvato in Giunta oggi, ci restituisce un’analisi molto approfondita delle localizzazioni, ma ne individua una come migliore, che è Sabbione”, ha spiegato.
Secondo Proietti, l’area emerge anche per i tempi di realizzazione e per il risultato ottenuto attraverso i diversi fattori inseriti nelle matrici di valutazione.
“Le matrici sono numeriche e quindi come politica non possiamo che prendere atto che quella è la destinazione per il nuovo ospedale di Terni”, ha affermato la presidente.
La valutazione tecnica rappresenta dunque il punto di partenza per la fase successiva dell’iter, che comprenderà il confronto pubblico previsto per l’opera.
Quattro mesi per il dibattito pubblico
Dopo l’approvazione del Docfap si apre infatti la fase del dibattito pubblico, prevista nell’iter dell’intervento.
Proietti ha indicato un periodo di quattro mesi durante il quale potranno partecipare i diversi soggetti interessati. “Saranno quattro mesi in cui tutti i portatori di interesse potranno intervenire”, ha spiegato.
Il confronto accompagnerà quindi il passaggio dalla valutazione delle alternative alla definizione dei successivi adempimenti. Nel quadro illustrato dalla Regione, entro un periodo complessivo di quattro-sei mesi dovranno concludersi il dibattito pubblico, la definizione del quadro finanziario e gli ulteriori passaggi necessari per avviare la progettazione.
La Regione ha indicato anche il supporto di Cassa depositi e prestiti in termini di advisoring per la costruzione del quadro finanziario dell’intervento.
Campitello seconda soluzione nella graduatoria
Alle spalle di Sabbione si colloca Campitello, che raggiunge 3,89 punti.
Proietti ha ricordato che anche questa ipotesi prevede un nuovo ospedale su un’area ampia, ma presenta condizioni differenti rispetto a Sabbione. In particolare, la presidente ha richiamato il livello di infrastrutturazione come uno degli elementi che contribuiscono alla posizione raggiunta dalle due alternative.
Sabbione viene quindi indicata come la soluzione che, nel complesso degli elementi considerati, offre il migliore equilibrio tra le esigenze analizzate.
La graduatoria non deriva da un singolo parametro, ma dal confronto complessivo tra le caratteristiche delle diverse alternative attraverso le matrici predisposte per il Docfap.
Colle Obito analizzato in diverse configurazioni
Un approfondimento specifico è stato riservato a Colle Obito, sede dell’attuale Santa Maria.
La presidente Proietti ha spiegato che la Regione ha voluto mantenere e approfondire questa possibilità tenendo conto della sensibilità presente nella comunità ternana sul futuro dell’area ospedaliera.
Ai tecnici è stato quindi chiesto di verificare nel dettaglio differenti scenari, comprendendo la ristrutturazione dell’esistente, l’ampliamento e la realizzazione di una nuova struttura nella stessa area.
Il Docfap consente così di confrontare le diverse ipotesi relative a Colle Obito con quelle che prevedono la costruzione dell’ospedale in altre parti del territorio.
Dalla graduatoria emerge tuttavia una maggiore valutazione delle nuove costruzioni in aree differenti rispetto alle opzioni di ristrutturazione integrale dell’attuale complesso.
Proietti: Colle Obito così non può restare
Sul futuro dell’attuale struttura la presidente ha indicato con chiarezza la necessità di un cambiamento.
“Colle Obito così non possiamo mantenerlo per Terni”, ha dichiarato Stefania Proietti.
L’obiettivo indicato dalla Regione è dotare Terni di un ospedale capace di rafforzare nuovamente la propria attrattività anche nei confronti delle regioni vicine, aumentando la capacità di intercettare mobilità sanitaria attiva.
Per raggiungere questo risultato, secondo la presidente, serve “un ospedale nuovo, funzionante, moderno, ambizioso, tecnologicamente strategico”.
La valutazione sul futuro del Santa Maria viene quindi collegata non soltanto alle condizioni della struttura esistente, ma anche alla funzione che il nuovo polo dovrà svolgere nel sistema sanitario regionale e interregionale.
Circa 600 posti letto e fino a 120 mila metri quadrati
Le caratteristiche fondamentali del futuro ospedale sono state definite nel quadro esigenziale approvato con DGR numero 863 del 29 luglio 2026.
La struttura dovrà disporre di circa 600 posti letto e svilupparsi su una superficie complessiva compresa tra 110.000 e 120.000 metri quadrati.
È inoltre prevista una dotazione compresa fra 2.000 e 2.500 posti auto, elemento inserito nella pianificazione complessiva dell’accessibilità del nuovo complesso.
Il Santa Maria manterrà la classificazione di Dea di II livello, confermando la propria funzione di polo di riferimento per le emergenze e le urgenze ad alta complessità.
L’attività assistenziale dovrà essere strettamente collegata alla ricerca scientifica e alla didattica universitaria, consolidando la funzione del presidio all’interno della rete sanitaria umbra.
Per Sabbione costo stimato di circa 550 milioni
L’ipotesi Sabbione presenta un costo stimato di circa 550 milioni di euro.
I tempi complessivi necessari per progettazione, autorizzazioni e realizzazione sono indicati in un massimo di otto anni. Nel cronoprogramma illustrato durante la conferenza stampa, la posa della prima pietra e l’apertura del cantiere dovrebbero avvenire entro i primi cinque anni.
Uno dei vantaggi attribuiti a Sabbione riguarda la possibilità di realizzare il nuovo complesso senza interferire direttamente con le attività dell’attuale Santa Maria.
Costruire su un’area distinta consentirebbe infatti di evitare le difficoltà operative legate alla presenza di un cantiere all’interno di un ospedale che deve continuare a garantire quotidianamente servizi, ricoveri, emergenze e attività ambulatoriali.
Un ospedale progettato fin dall’origine come digitale
Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Terni Andrea Casciari ha illustrato il modello organizzativo previsto per il futuro Santa Maria.
Il progetto è costruito su quattro valori guida: uguaglianza e umanizzazione delle cure, sicurezza e qualità, sostenibilità ambientale, innovazione e ricerca.
Il modello prevede tre percorsi separati, dedicati rispettivamente all’emergenza-urgenza, ai ricoveri programmati e alle attività ambulatoriali. L’organizzazione sarà articolata in nove poli funzionali specializzati e integrati.
“Sarà un ospedale che nasce digitale, con processi e tecnologie progettati fin dall’origine e non adattati successivamente”, ha spiegato Casciari.
L’impostazione punta quindi a costruire fin dalla progettazione una struttura coerente con l’evoluzione tecnologica e con le trasformazioni demografiche ed epidemiologiche previste nei prossimi decenni.
Donetti: non soltanto un nuovo edificio
Per la direttrice regionale Salute e welfare Daniela Donetti, il nuovo ospedale costituisce una scelta strategica per la sanità pubblica umbra.
“Una struttura moderna, digitale e sostenibile, progettata per migliorare la qualità delle cure e rispondere ai bisogni di salute della comunità”, ha affermato Donetti.
La direttrice ha evidenziato che il progetto non riguarda soltanto la realizzazione materiale di un nuovo edificio, ma la costruzione di un modello sanitario destinato a operare nei prossimi decenni.
In questa prospettiva Terni viene individuata come punto di riferimento di un sistema con una possibile vocazione interregionale.
Fagotti: nuova costruzione più favorevole nel lungo periodo
Il direttore regionale al Governo del territorio e Riqualificazione urbana Gianluca Fagotti ha illustrato il percorso tecnico seguito per confrontare le alternative.
Il Docfap costituisce il risultato di un’istruttoria che ha esaminato le diverse ipotesi considerando costi, tempi, rischi, accessibilità, impatti territoriali e profili sanitario-funzionali.
Secondo quanto emerso dall’analisi, la nuova costruzione presenta condizioni complessivamente più favorevoli rispetto agli interventi di riqualificazione del polo esistente.
Fagotti ha evidenziato che questa soluzione offre maggiori possibilità di sviluppo e migliori condizioni di funzionalità e sostenibilità nel lungo periodo.
De Rebotti: recuperare capacità attrattiva
L’assessore regionale all’Edilizia sanitaria Francesco De Rebotti ha collegato il nuovo ospedale alla necessità di rafforzare il ruolo sanitario di Terni.
L’obiettivo è costruire un polo con un bacino di riferimento che vada oltre il territorio provinciale e regionale, contribuendo a recuperare capacità attrattiva, ridurre la mobilità passiva e rafforzare l’offerta sanitaria umbra.
De Rebotti ha definito il passaggio compiuto con il Docfap come decisivo dopo anni di confronto sul futuro dell’ospedale.
Secondo l’assessore, il nuovo Santa Maria rappresenta l’opera strategica più importante per l’Umbria dei prossimi anni e un investimento destinato a incidere sull’intera rete ospedaliera regionale, a partire dall’Umbria meridionale.
Proietti: una pietra miliare per Terni
La presidente Stefania Proietti ha definito l’approvazione del documento una “pietra miliare” nel percorso verso il nuovo ospedale.
La Regione, ha ricordato, ha costruito l’iter attraverso tre atti: l’approvazione del nuovo quadro esigenziale, il recepimento del Documento di fattibilità delle alternative progettuali e il Documento di indirizzo alla progettazione.
Il percorso dovrà ora proseguire con il dibattito pubblico, la definizione del quadro finanziario e successivamente con l’avvio della progettazione.
Proietti ha inoltre ribadito la scelta della Regione di attribuire un ruolo centrale a Terni negli investimenti destinati all’edilizia sanitaria.
“La nostra missione è quella di intervenire, di investire il più possibile in termini di edilizia sanitaria su Terni perché la Regione ha fiducia in Terni e da Terni passa il futuro dell’Umbria”, ha affermato.
Il nuovo ospedale entra nella fase del confronto
La presentazione del Docfap definisce dunque una base tecnica per il percorso che dovrà portare alla realizzazione del nuovo Santa Maria.
Sabbione parte dalla prima posizione della graduatoria, con 4,07 punti su 5, davanti a Campitello. L’attuale area di Colle Obito è stata valutata attraverso diverse possibilità, comprese la ristrutturazione e la costruzione di un nuovo complesso.
Il futuro ospedale dovrà avere circa 600 posti letto, una superficie fino a 120.000 metri quadrati, una disponibilità fino a 2.500 posti auto e mantenere il ruolo di Dea di II livello. Per Sabbione viene indicato un investimento di circa 550 milioni di euro e un orizzonte massimo di otto anni per l’intero percorso di progettazione, autorizzazione e costruzione.
Adesso l’attenzione si sposta sul dibattito pubblico, nel quale potranno intervenire i portatori di interesse. Parallelamente dovrà essere definito il quadro finanziario dell’opera.
Conclusa questa fase, il progetto potrà entrare nel successivo passaggio della progettazione, con l’obiettivo indicato dalla Regione di dotare Terni di un nuovo polo ospedaliero moderno, tecnologico e capace di rafforzare il ruolo della sanità umbra anche oltre i confini regionali.

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