Gioielli e orologio recuperati e restituiti alla famiglia
🚨 Finto carabiniere telefona a un minore rimasto solo in casa a Orvieto e lo convince a consegnare gioielli e un orologio. I Carabinieri individuano un giovane, recuperano l’intera refurtiva e lo arrestano.
Il raggiro ai danni di una famiglia
Un minore rimasto temporaneamente solo in casa sarebbe stato raggirato con la tecnica del falso appartenente alle Forze dell’Ordine, consegnando gioielli e un orologio a un uomo convinto che servissero per aiutare il padre, indicato falsamente come coinvolto in una rapina.
La truffa è avvenuta a Orvieto e le successive indagini dei Carabinieri hanno portato all’arresto di un giovane ritenuto il presunto responsabile. I militari sono riusciti anche a recuperare l’intera refurtiva sottratta alla famiglia e a restituirla al legittimo proprietario.
L’operazione è stata conclusa lunedì scorso dai Carabinieri della Compagnia di Orvieto, dopo le ricerche avviate immediatamente in seguito alla segnalazione del padre del ragazzo.
La telefonata del falso carabiniere
Secondo la ricostruzione effettuata dai militari, il meccanismo utilizzato sarebbe quello già conosciuto delle truffe messe in atto da persone che si presentano falsamente come appartenenti alle Forze dell’Ordine.
In questo caso, però, il destinatario della telefonata non sarebbe stato un anziano. A rispondere sarebbe stato un minore che in quel momento si trovava temporaneamente solo nell’abitazione della famiglia.
Dall’altra parte della linea, un interlocutore si sarebbe qualificato falsamente come Carabiniere, costruendo una situazione di emergenza per convincere il ragazzo ad assecondare le richieste ricevute.
La falsa storia della rapina
Il minore sarebbe stato indotto a credere che il padre fosse coinvolto in una rapina e che, per chiarire rapidamente la situazione, fosse necessario mettere a disposizione tutti i gioielli presenti nell’abitazione.
La richiesta sarebbe stata presentata come indispensabile per consentire un’immediata verifica. Il ragazzo, preoccupato per quanto gli era stato riferito sul genitore, avrebbe creduto alla ricostruzione fornita telefonicamente.
Pochi minuti dopo la chiamata, secondo quanto ricostruito, un uomo si sarebbe presentato direttamente presso l’abitazione per ritirare gli oggetti richiesti.
Consegnati monili e un orologio
Spaventato dalla situazione e preoccupato per le sorti del padre, il minore avrebbe consegnato all’uomo alcuni monili e un orologio custoditi in casa.
Ricevuti gli oggetti, il soggetto si sarebbe immediatamente allontanato dall’abitazione.
Soltanto in un momento successivo il ragazzo è riuscito a mettersi in contatto con il padre. A quel punto sarebbe emerso che quanto raccontato durante la telefonata non corrispondeva alla realtà e che la consegna dei preziosi era avvenuta nell’ambito di un presunto raggiro.
Il genitore si è quindi rivolto alla Stazione Carabinieri di Orvieto, facendo partire le ricerche.
Le ricerche avviate sul territorio
Ricevuta la segnalazione, i militari della Stazione hanno operato insieme al personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Orvieto.
Le ricerche sono state avviate immediatamente sul territorio sulla base delle informazioni disponibili e della descrizione fornita dopo l’accaduto.
Nel corso degli accertamenti, i Carabinieri sono riusciti a individuare un soggetto che corrispondeva alla descrizione ricevuta. Il giovane stava facendo rientro in una struttura ricettiva della zona nella quale risultava temporaneamente alloggiato.
L’uomo è stato quindi fermato dai militari e sottoposto a controllo.
Recuperata tutta la refurtiva
Durante la perquisizione personale, i Carabinieri hanno rinvenuto gli oggetti che erano stati consegnati dal minore poche ore prima.
L’intera refurtiva è stata recuperata. I monili e l’orologio sono stati successivamente riconosciuti e restituiti al legittimo proprietario, consentendo alla famiglia di rientrare in possesso di quanto sottratto attraverso il presunto raggiro.
Gli accertamenti investigativi sono proseguiti anche attraverso il riconoscimento fotografico da parte della giovane vittima, elemento che, secondo quanto riferito, ha ulteriormente corroborato l’attività svolta dai militari.
Per il giovane è quindi scattato l’arresto.
Il rito direttissimo e la decisione del giudice
Dopo l’arresto, il Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Terni in turno ha disposto la successiva presentazione dell’uomo al rito direttissimo.
L’udienza si è svolta nella mattinata di martedì. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti dell’imputato la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.
La vicenda giudiziaria proseguirà ora nelle sedi competenti, mentre l’intervento dei Carabinieri ha consentito di recuperare integralmente i beni consegnati dal ragazzo.
Il procedimento è ancora in corso
Il procedimento penale si trova nella fase del giudizio di primo grado. La responsabilità dell’imputato dovrà pertanto essere accertata attraverso il successivo percorso processuale.
In base al principio della presunzione di innocenza, l’uomo non può essere considerato colpevole fino a una condanna definitiva.
L’indagine ha permesso, nel frattempo, di ricostruire il meccanismo della presunta truffa, individuare rapidamente un sospettato e recuperare tutti gli oggetti che il minore aveva consegnato dopo la telefonata del falso carabiniere.

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