Liste d’attesa, migliorano visite e cure nei tempi in Umbria

Liste d'attesa, migliorano visite e cure nei tempi in Umbria

Sanità, 71mila prestazioni smaltite e ricoveri più puntuali

🏥 Liste d’attesa, l’Umbria registra miglioramenti: smaltite oltre 71mila prestazioni arretrate. Crescono puntualità di visite e diagnostica, con progressi anche nei ricoveri oncologici, cardiologici e vascolari. nel 2026


L’Umbria consolida il recupero delle liste d’attesa sanitarie e registra un miglioramento dei tempi di erogazione per numerose prestazioni. Il quadro emerge dai dati del monitoraggio Agenas e dell’osservatorio regionale, aggiornati al 30 giugno 2026 e resi noti dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

Il sistema sanitario regionale ha smaltito oltre 71mila prestazioni rimaste in sospeso, azzerando le pendenze storiche indicate nel Piano operativo straordinario di recupero. Parallelamente, nel primo semestre dell’anno sono migliorati gli indicatori relativi alle prime visite, alla diagnostica e a diversi percorsi di ricovero, compresi quelli oncologici, cardiologici e vascolari.

Secondo Stefania Proietti, riferisce la Regione, i dati confermano gli effetti del percorso di riorganizzazione avviato dalla Regione. La presidente ha sottolineato che i risultati sono positivi e misurabili, ma non rappresentano un punto di arrivo. L’obiettivo resta quello di rafforzare l’organizzazione sanitaria e proseguire con il monitoraggio delle performance.

Azzerate le pendenze accumulate nel 2023 e nel 2024

Il dato centrale riguarda il recupero delle prestazioni rimaste in attesa negli anni precedenti. Attraverso le misure previste dal Piano operativo straordinario di recupero, il sistema sanitario umbro ha smaltito complessivamente più di 71mila prestazioni.

In particolare, sono stati azzerati 1.693 percorsi di tutela ancora in attesa dal 2023 e 69.544 prestazioni inevase nel 2024. La Regione considera il risultato significativo anche alla luce della pressione esercitata dalla domanda sul sistema sanitario regionale.

L’Umbria presenta infatti uno dei livelli più elevati di prescrizione a livello nazionale. I dati riportano 711,6 prescrizioni ogni mille abitanti per le prime visite e 712,6 ogni mille abitanti per la diagnostica.

A questa domanda si accompagna una capacità di presa in carico superiore alla media nazionale. Il sistema sanitario umbro gestisce oltre il 55 per cento delle richieste, mentre il valore medio nazionale indicato è pari al 50 per cento.

Crescono le prestazioni dell’Azienda ospedaliera di Perugia

La riorganizzazione delle agende specialistiche e la definizione dei fabbisogni trovano riscontro anche nei volumi registrati durante il primo semestre del 2026.

Il riassetto ha rafforzato il ruolo delle aziende ospedaliere. L’Azienda ospedaliera di Perugia ha aumentato del 4,87 per cento le prestazioni erogate, passando dalle 319.660 prese come riferimento a 335.216 prestazioni.

L’Azienda ospedaliera di Terni ha invece mantenuto sostanzialmente stabile il proprio volume di attività, raggiungendo 152.725 prestazioni, con una crescita dello 0,08 per cento.

I numeri si inseriscono nel percorso di riorganizzazione adottato per adeguare l’offerta sanitaria ai fabbisogni e intervenire sui tempi necessari per ottenere visite, esami e altre prestazioni.

Prime visite, aumenta la quota garantita nei tempi previsti

Il monitoraggio evidenzia un miglioramento complessivo anche nella puntualità delle prime visite. La percentuale delle prestazioni effettuate entro i tempi previsti cresce dal 58,5 al 63,7 per cento.

Tra le classi di priorità, uno degli incrementi maggiori riguarda la classe D, che passa dal 45,6 al 54,4 per cento. La classe P registra invece una crescita più contenuta, passando dal 76,4 al 76,6 per cento.

Le classi U e B mantengono livelli sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. Nel complesso, il dato sulle prime visite segnala quindi una maggiore capacità di rispettare le tempistiche previste in una parte crescente delle prestazioni erogate.

Diagnostica, puntualità in crescita dal 54,2 al 62 per cento

Un andamento positivo emerge anche nel settore della diagnostica. La percentuale degli esami effettuati rispettando i tempi previsti aumenta dal 54,2 al 62 per cento.

Il progresso interessa diverse classi di priorità. Per la classe B la quota passa dal 50,7 al 62,7 per cento, mentre per la classe D cresce dal 57,2 al 62,9 per cento.

Migliora anche la classe P, che sale dal 49,3 al 55,1 per cento. Per la classe U, invece, il monitoraggio segnala un andamento sostanzialmente stabile nel quadro generale delle prestazioni urgenti.

I risultati indicano quindi un incremento della capacità del sistema di fornire gli esami diagnostici entro le finestre temporali stabilite sulla base delle diverse priorità.

Ricoveri oncologici, migliorano diversi percorsi chirurgici

Il monitoraggio registra progressi rilevanti anche nei ricoveri e nei percorsi chirurgici oncologici. Tra gli incrementi maggiori figura quello relativo agli interventi per tumore della mammella eseguiti nei tempi previsti per la classe A.

La percentuale passa dal 41,3 al 76,9 per cento. Ancora più elevato il livello raggiunto dagli interventi per tumore della tiroide, che salgono dal 57,1 al 90,2 per cento.

Migliora anche la tempestività degli interventi per tumore del polmone, con una crescita dall’86,2 all’89,7 per cento. Gli interventi per tumore del colon raggiungono invece l’88,2 per cento e si confermano nella fascia verde indicata dal monitoraggio.

Per il melanoma il dato aumenta dal 74,4 al 77,1 per cento, mentre gli interventi relativi al tumore del retto raggiungono il 72,7 per cento.

Bypass, angioplastiche e coronarografie più tempestivi

Il miglioramento interessa anche la rete cardiologica e vascolare, dove vengono registrati incrementi nella quota di interventi effettuati entro i tempi previsti.

Per il bypass aortocoronarico il valore raggiunge il 92,5 per cento, rispetto al 79,2 per cento registrato nel 2025. L’angioplastica coronarica mostra un aumento ancora più marcato, passando dal 47 al 73,9 per cento.

La coronarografia cresce invece dal 51,6 al 76,8 per cento. I dati indicano dunque un miglioramento della tempestività in tre importanti ambiti dell’attività cardiologica e vascolare.

Il confronto tra 2025 e 2026 mostra inoltre una crescita generale dell’attività chirurgica, con 346 ricoveri in più rispetto all’anno precedente.

Attività chirurgica in crescita e degenza media ridotta

L’aumento dei ricoveri è accompagnato da una crescita del valore complessivo dell’attività sanitaria erogata. Secondo i dati regionali, il valore supera di oltre 2 milioni di euro quello registrato nell’anno precedente.

Parallelamente migliorano alcuni indicatori di efficienza. Il monitoraggio evidenzia una riduzione della degenza media e un incremento della complessità dei casi trattati.

Il quadro restituito dai dati del primo semestre comprende quindi sia l’aumento dell’attività sia l’evoluzione dei tempi di risposta in diversi settori del sistema sanitario regionale.

Appropriatezza prescrittiva per intervenire sulla domanda

Accanto al recupero delle pendenze e alla riorganizzazione delle agende, la Regione Umbria sta lavorando su progetti dedicati all’appropriatezza prescrittiva, coordinati dalla direttrice sanitaria dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Simona Carosati.

L’obiettivo è ridurre le liste d’attesa attraverso la definizione di criteri clinici condivisi con i medici specialisti, in modo che la prestazione prescritta corrisponda alle esigenze del paziente e venga effettuata secondo la corretta priorità clinica.

I gruppi multidisciplinari hanno concentrato il lavoro sulle prestazioni caratterizzate dal maggiore impatto prescrittivo e dai volumi considerati più critici. Per le visite specialistiche l’attenzione riguarda oculistica e dermatologia.

Sul fronte della diagnostica per immagini, il lavoro interessa l’ecografia dell’addome completo e la risonanza magnetica del rachide cervicale, dorsale e lombosacrale. Nell’endoscopia digestiva viene invece considerata l’esofagogastroduodenoscopia, cioè la gastroscopia.

Linee guida e priorità per uniformare le prescrizioni

Il progetto prevede la revisione delle linee guida, l’applicazione delle tabelle di priorità RAO e la definizione di percorsi prescrittivi condivisi e più chiari.

L’obiettivo indicato dalla Regione è uniformare le modalità di prescrizione sul territorio e intervenire sugli esami non ritenuti strettamente necessari, così da utilizzare le risorse disponibili per i pazienti che presentano esigenze cliniche effettive e urgenti.

Il percorso affianca quindi le misure già adottate per il recupero delle prestazioni arretrate e la riorganizzazione dell’offerta specialistica. I dati aggiornati al 30 giugno 2026 mostrano l’azzeramento delle pendenze storiche, insieme a un miglioramento dei tempi in diversi ambiti dell’assistenza.

Per Stefania Proietti, i risultati confermano il percorso intrapreso, ma richiedono la prosecuzione del lavoro organizzativo e del controllo costante delle performance, con l’obiettivo di consolidare i progressi registrati nel primo semestre del 2026.

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