Valentina Cenni e Stefano Bollani a Umbria Jazz: “L’errore non esiste, è una porta verso il futuro”

A Umbria Jazz presentato Tutta vita, il documentario firmato da Valentina Cenni che racconta il mondo dei musicisti jazz attraverso immagini, storie e un messaggio di speranza. Dopo il film, il concerto con i protagonisti.

di Antonella Valoroso

Chi vuole capire che aria tira all’Arena Santa Giuliana deve passare prima da piazza del Circo. Stasera è una selva di motociclette. Decine e decine, parcheggiate una accanto all’altra. È il segnale che il popolo del jazz è arrivato. E che per qualcuno la musica vale persino un viaggio su due ruote.

A pochi metri, Stefano Bollani e Valentina Cenni presentano Tutta vita, un documentario che nasce quasi per caso e finisce per raccontare molto più di un concerto.

«Dieci musicisti in un solo posto, a Gorizia, per realizzare quello che pensavamo sarebbe rimasto un concerto unico al Teatro Rossetti», racconta Bollani. «Invece è nato un film. E dopo il film ci sarà di nuovo il concerto».

L’idea, spiega la regista Valentina Cenni, era semplice e insieme ambiziosa: raccontare il modo di vivere la musica dei musicisti jazz.

«Se imparassimo a vivere come vivono loro», dice, «forse saremmo un mondo migliore. Ci ascolteremmo di più. Andremmo abbracciati, mano nella mano, verso il futuro».

Un futuro che, nel jazz, passa anche attraverso gli sbagli.

«L’errore nel jazz non esiste», osserva Cenni. «L’errore è una porta verso il futuro». Una frase che vale come manifesto non solo musicale, ma umano.

Nel film convivono grandi nomi e giovani talenti. Tra questi anche Frida Bollani Magoni, a testimoniare un ricambio generazionale che Bollani rivendica con convinzione. «I musicisti jazz non sono una razza in via d’estinzione», dice sorridendo.

Il progetto è nato da una mole enorme di materiale. «Abbiamo girato circa sessanta ore», ricorda Bollani. «Alla fine -scherza- ne è uscita la versi inevche vedrete stasera: sono solo sei ore e un quarto».

“Ma dai…. Così li spaventi”. Lo blocca Cenni. I maschi esagerano sempre, soprattutto se sono musicisti jazz.

“Sono appena settanta minuti”.

Per Cenni il risultato è racchiuso in una definizione tanto semplice quanto efficace: «Settanta minuti di gioia».

E le storie, evidentemente, non sono finite. Bollani conferma infatti che Via dei Matti Numero Zero avrà una sesta stagione.

Perché il jazz continua a raccontare la vita. E Tutta vita, fin dal titolo, sembra ricordarci proprio questo.

Buio in sala, oops… in arena. Inizia lo show.

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