Sanità Umbria, accordo medicina generale per cure territoriali

Sanità Umbria, accordo medicina generale per cure territoriali

Nuovo modello rafforza assistenza di prossimità in tutta Umbria

Sanità Umbria – La Regione Umbria ha sottoscritto il nuovo Accordo integrativo regionale della medicina generale, un’intesa destinata a ridefinire l’organizzazione dell’assistenza sanitaria sul territorio e ad avvicinare i servizi ai cittadini. Il documento è stato firmato dalla Direzione regionale Salute e Welfare insieme alle organizzazioni sindacali FIMMG, CISL Medici Umbria e SNAMI e recepisce gli indirizzi contenuti nell’Accordo collettivo nazionale, attuando gli obiettivi previsti dal Decreto Ministeriale 77 del 2022 e dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

L’accordo rappresenta il nuovo riferimento organizzativo per la medicina generale in Umbria e introduce un modello che punta a rafforzare la rete delle cure primarie, migliorando l’integrazione tra i professionisti sanitari e rendendo più efficace la risposta ai bisogni di salute della popolazione.

Un nuovo assetto per la medicina territoriale

Il provvedimento accompagna il passaggio al Ruolo unico di assistenza primaria, superando la storica separazione tra medici di medicina generale e medici della continuità assistenziale, già conosciuta come guardia medica. L’obiettivo è favorire una maggiore collaborazione tra le diverse figure professionali, creando un sistema più coordinato e capace di garantire continuità nell’assistenza.

L’intesa è composta da 36 articoli suddivisi in sette capi e definisce le modalità con cui verrà organizzata la rete della medicina territoriale nei prossimi anni. Il nuovo impianto punta a rafforzare la presa in carico dei pazienti e a migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari distribuiti sul territorio regionale.

Nascono le Aggregazioni funzionali territoriali

Tra gli elementi più rilevanti previsti dall’accordo figura la costituzione delle Aggregazioni funzionali territoriali, strutture nelle quali opereranno con pari ruolo sia i medici di famiglia sia quelli della continuità assistenziale.

Il nuovo modello organizzativo è accompagnato da investimenti destinati al personale di studio, al coordinamento delle Aggregazioni funzionali territoriali e allo sviluppo degli strumenti digitali. L’obiettivo è favorire una gestione più efficace dell’assistenza e garantire una maggiore integrazione tra professionisti e servizi.

Case della Comunità e numero 116117

L’accordo attribuisce un ruolo centrale alle Case della Comunità e alle Aggregazioni funzionali territoriali, che dovranno assicurare la continuità dell’assistenza attraverso una presenza coordinata sul territorio.

In questo sistema trova spazio anche il numero unico 116117, individuato come punto di riferimento per i bisogni sanitari urgenti ma non classificabili come emergenze. L’integrazione tra le diverse strutture territoriali mira a rendere più semplice l’accesso ai servizi e a indirizzare i cittadini verso il percorso assistenziale più appropriato.

Più telemedicina e strumenti digitali

Il nuovo modello organizzativo prevede un ulteriore sviluppo della telemedicina e della diagnostica di primo livello, strumenti destinati a rendere più agevole la gestione dei pazienti anche al di fuori degli ospedali.

Viene inoltre consolidato l’utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico, considerato uno degli strumenti fondamentali per favorire la condivisione delle informazioni cliniche tra i professionisti e assicurare una maggiore continuità assistenziale durante tutto il percorso di cura.

La digitalizzazione rappresenta uno degli aspetti centrali dell’accordo, insieme all’incremento delle risorse dedicate alle attività di supporto degli studi medici e all’organizzazione delle nuove strutture territoriali.

Maggiore attenzione ai pazienti cronici e alle aree interne

Uno degli obiettivi principali dell’intesa riguarda il rafforzamento della medicina di iniziativa, un modello assistenziale che prevede un monitoraggio proattivo delle persone affette da patologie croniche o considerate più fragili.

Attraverso un intervento anticipato rispetto all’eventuale aggravarsi delle condizioni cliniche, il nuovo sistema punta a migliorare la qualità della presa in carico e a favorire percorsi di cura più appropriati.

Particolare attenzione viene riservata anche alle aree interne dell’Umbria, dove l’accordo prevede specifiche soluzioni organizzative per mantenere una presenza sanitaria diffusa. In questi territori saranno valorizzati gli strumenti della telemedicina e gli ambulatori di prossimità, con l’obiettivo di garantire servizi accessibili anche nelle zone più periferiche.

Sanità Umbria Ridurre la pressione sugli ospedali

Tra i risultati attesi dall’applicazione dell’accordo figura la diminuzione degli accessi impropri ai Pronto soccorso, grazie a una rete territoriale più strutturata e a una gestione più efficace delle esigenze sanitarie che non richiedono interventi di emergenza.

L’intesa punta inoltre a migliorare l’appropriatezza dei percorsi assistenziali, contribuendo anche al progressivo contenimento delle liste d’attesa attraverso una migliore organizzazione delle cure primarie e una maggiore integrazione tra i diversi livelli del sistema sanitario regionale.

Il nuovo assetto prevede anche un rafforzamento della presenza dei medici negli Ospedali di Comunità, ampliando così la rete dei servizi disponibili sul territorio e favorendo un collegamento più stretto tra assistenza ospedaliera e medicina territoriale.

Sanità Umbria Monitoraggio entro trenta giorni

Per seguire l’attuazione dell’accordo sarà costituito entro trenta giorni un tavolo tecnico composto dalla Regione Umbria, dalle Aziende sanitarie e dalle organizzazioni sindacali firmatarie.

L’organismo avrà il compito di verificare l’applicazione delle misure previste dall’intesa, monitorare il raggiungimento degli obiettivi fissati e accompagnare l’evoluzione del nuovo modello organizzativo della medicina generale, con particolare attenzione all’efficacia dei servizi territoriali e alla qualità dell’assistenza garantita ai cittadini umbri.

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