Artemis II blocca le infiltrazioni della mafia negli appalti

Artemis II blocca le infiltrazioni della mafia negli appalti
Nella foto il Tribunale di Catanzaro

Nove misure cautelari per corruzione con blitz anche a Terni

Il blitz e le misure cautelari

Perugia, 18 giugno 2026 – Una vasta operazione di contrasto alla criminalità organizzata ha colpito nelle scorse ore un presunto sistema di condizionamento degli appalti pubblici. Le forze dell’ordine hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Il provvedimento scaturisce da una complessa attività investigativa coordinata inizialmente dalla Procura di Lamezia Terme. L’azione restrittiva ha interessato in totale nove persone, rintracciate in diverse località italiane. Le catture e le perquisizioni si sono concentrate in Calabria, nel territorio di Lamezia Terme e nella provincia di Vibo Valentia, ma hanno toccato anche il centro e il nord della penisola, con interventi mirati nelle province di Terni e Como.

Le accuse e il sistema illecito

Gli inquirenti ipotizzano l’esistenza di un fitto intreccio tra esponenti delle cosche calabresi e soggetti compiacenti, finalizzato al controllo delle commesse pubbliche e all’alterazione dei meccanismi di mercato. Tra i capi d’imputazione figurano l’associazione di tipo mafioso, il concorso esterno in associazione mafiosa, l’estorsione, l’usura e la corruzione. A questi si aggiungono i reati di falso ideologico, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, trasferimento fraudolento di valori, rivelazione di segreti d’ufficio, illecita concorrenza con minaccia o violenza e peculato.

I sequestri e l’impatto economico

Nel corso delle attività odierne i militari hanno dato esecuzione anche a un decreto di sequestro preventivo di beni e complessi aziendali. Questo provvedimento mira a sottrarre le risorse economiche al circuito mafioso per arginarne il potere di infiltrazione nel tessuto produttivo legale. Tra le realtà economiche sottoposte a blocco giudiziario spiccano due entità di rilievo locale come l’Azienda boschiva di Maiorana Domenica Maria e la Cooperativa sociale Coop Cortale, quest’ultima iscritta come Ente del Terzo settore. Le indagini proseguono per quantificare l’esatto volume d’affari movimentato attraverso le procedure di gara alterate e per verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti istituzionali o privati nella rete di complicità.

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