Sanità in Umbria forte scontro tra Giambartolomei e Proietti

Sanità in Umbria forte scontro tra Giambartolomei e Proietti

FdI attacca su ritardi e la gestione del personale a Perugia

Sanità in Umbria – Un duro scontro istituzionale ha scosso l’Assemblea legislativa regionale a Perugia, dove le risposte della presidente Stefania Proietti durante il question time hanno innescato la reazione immediata dell’opposizione. Al centro della disputa vi è la gestione organizzativa e del personale all’interno della Direzione Salute, un tema sollevato tramite un’apposita interrogazione dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Matteo Giambartolomei. Secondo l’esponente del partito di centrodestra, l’atteggiamento mostrato dalla governatrice davanti alle critiche svelerebbe una profonda difficoltà nel giustificare le attuali inefficienze del comparto amministrativo sanitario della regione.

Il nodo del personale e i servizi vacanti

Le contestazioni sollevate in Aula si focalizzano in particolare sul recente piano di riorganizzazione della macchina burocratica regionale. Sebbene il vertice della Giunta abbia rivendicato un deciso potenziamento delle strutture, l’opposizione evidenzia una discrepanza sostanziale tra i proclami e lo stato reale degli uffici. Stando ai dati presentati dall’esponente di Fratelli d’Italia, l’istituzione teorica di nuovi servizi e sezioni non ha trovato un riscontro pratico immediato. Nello specifico, risulterebbero ancora scoperte e prive di assegnazione ben cinque delle nuove sezioni previste dalla riforma. Questa situazione costringe l’amministrazione sanitaria a fare un ricorso sistematico agli incarichi ad interim, prolungando la carenza di figure dirigenziali stabili.

La fuga delle competenze interne

Un altro punto critico sollevato dal consigliere Giambartolomei riguarda il clima lavorativo e la valorizzazione del personale già in servizio presso gli uffici centrali. Negli ultimi mesi si starebbe infatti assistendo a un progressivo trasferimento di funzionari esperti e qualificati verso altre direzioni della macchina amministrativa umbra. Questa emorragia di professionalità interne, considerate fondamentali per la stabilità del settore strategico, indicherebbe secondo l’opposizione l’assenza di reali prospettive di crescita e un diffuso malessere organizzativo che spinge i dipendenti ad abbandonare la Direzione Salute.

I ritardi sui progetti del Pnrr

Oltre alle problematiche strettamente legate al personale, il dibattito si è allargato alla gestione dei fondi comunitari destinati all’assistenza domiciliare integrata. Nonostante le rassicurazioni fornite dalla Giunta guidata da Proietti, i termini temporali fissati per le procedure di coprogettazione non sarebbero stati rispettati. I passaggi burocratici, che dovevano concludersi entro i sessanta giorni successivi allo scorso 6 ottobre, registrano al momento un ritardo cumulato di circa sette mesi. Questo rallentamento mette in luce un problema di capacità gestionale che mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

La replica politica all’esecutivo

L’opposizione ha infine respinto i tentativi della presidenza di addossare le colpe delle attuali criticità alle passate amministrazioni regionali, ricordando che l’attuale esecutivo è in carica ormai da oltre un anno e mezzo. Di conseguenza, la responsabilità dell’efficienza e della guida politica della macchina burocratica ricade interamente su chi governa oggi la regione. Giambartolomei ha giudicato paradossale il tentativo della governatrice di stigmatizzare l’attività di controllo ispettivo delle minoranze, ribadendo che l’esercizio del diritto di critica e di verifica sul funzionamento della sanità è un dovere istituzionale a tutela dei cittadini umbri.

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