Processo abbreviato a Perugia per il 46enne afgano
Sarà processato oggi con rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Perugia, Margherita Amodeo, il 46enne afgano accusato di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni ai danni di una studentessa ventenne. La scelta del rito alternativo, in caso di condanna, consentirà all’imputato di beneficiare della riduzione di un terzo della pena.
I fatti risalgono al luglio dello scorso anno, quando l’uomo, impiegato come cameriere-pizzaiolo in un ristorante del centro storico, avrebbe attirato la giovane con la promessa di un lavoro. Secondo l’accusa, una volta condotta in uno scantinato, l’avrebbe rinchiusa, picchiata e costretta a subire abusi per ore, fino al mattino.
La vittima, una studentessa di origine asiatica arrivata a Perugia per frequentare un corso di lingua all’Università per Stranieri, dopo l’episodio ha lasciato l’Italia. Non si è costituita parte civile e ha scelto di non partecipare al procedimento.
Determinanti per l’arresto dell’uomo sono state le registrazioni audio e video realizzate dalla stessa giovane con il proprio telefono durante l’aggressione. Nei file, acquisiti agli atti, si sentirebbe la ragazza implorare l’aggressore di fermarsi.
L’imputato, difeso dall’avvocato Francesco Mattiangeli, seguirà l’udienza in videocollegamento dal carcere di Terni, dove si trova detenuto. In una lettera indirizzata al giudice ha chiesto perdono alla vittima, sostenendo di aver compreso la gravità dei fatti solo dopo aver ascoltato le registrazioni. Ha inoltre dichiarato di non ricordare quanto accaduto, attribuendo il proprio comportamento all’abuso di alcol.

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