Fotografia racconta l’eredità viva di Lisetta Carmi in mostra

Fotografia racconta l’eredità viva di Lisetta Carmi in mostra

La retrospettiva alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia

Perugia, 27 aprile 2026 – La Galleria Nazionale dell’Umbria dedica un nuovo capitolo del progetto Camera Oscura a Lisetta Carmi, una delle figure più originali e coraggiose della fotografia italiana del Novecento. Dal 29 aprile al 27 settembre 2026, lo spazio museale perugino accoglie la mostra Cinque strade, curata da Alessandra Mauro, che ripercorre gli anni in cui l’artista scelse la macchina fotografica come strumento privilegiato per interpretare il mondo. L’inaugurazione è prevista per il 28 aprile alle 17.30, anticipando un percorso che restituisce la forza di uno sguardo capace di attraversare epoche, linguaggi e identità, come riporta il comunicato stampa dell’Ufficio stampa Musei nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei nazionali Umbria – CLP Relazioni Pubbliche | Clara Cervia.

La mostra nasce dal desiderio di raccontare i diciotto anni in cui Carmi, lasciata improvvisamente la carriera musicale, si immerse nella fotografia con un’intensità che avrebbe segnato in modo indelebile il panorama culturale italiano. Le ventitré opere selezionate offrono una sintesi potente di quel periodo, mettendo in luce la capacità dell’autrice di affrontare temi complessi con un approccio diretto, empatico e sempre innovativo. Il suo sguardo, libero da convenzioni, ha aperto strade nuove nella rappresentazione del reale, trasformando ogni immagine in un incontro. Il titolo Cinque strade richiama le diverse vite professionali che hanno caratterizzato il percorso dell’artista: pianista, fotografa, viaggiatrice, ricercatrice spirituale e fondatrice di un ashram. La mostra, tuttavia, concentra l’attenzione sulla fase fotografica, quella in cui Carmi ha saputo leggere la realtà con una sensibilità rara, capace di cogliere fragilità, tensioni sociali e bellezza nascosta.

Lisetta Carmi: nasce a Genova nel 1924 si formò come pianista, costruendo una carriera promettente interrotta nel 1960. La scelta di abbandonare la musica fu improvvisa, dettata dal desiderio di impegnarsi in modo più diretto nella vita sociale e culturale del suo tempo. La fotografia divenne così il suo nuovo linguaggio, un mezzo attraverso cui esplorare il mondo con attenzione e partecipazione. I suoi primi lavori furono dedicati alla musica, ma presto l’obiettivo si spostò verso il porto di Genova, il lavoro operaio, le statue del cimitero monumentale di Staglieno, testimonianze di una memoria collettiva che Carmi seppe interpretare con profondità. La sua capacità di entrare in relazione con i soggetti, senza filtri né giudizi, è uno degli elementi che rendono il suo lavoro ancora oggi sorprendente. Tra le opere più celebri spicca la serie dedicata a Ezra Pound, realizzata nel febbraio del 1966. Dodici fotogrammi scattati in pochi minuti, senza scambi di parole, che restituiscono un ritratto di straordinaria intensità. Quel lavoro valse alla fotografa il prestigioso Premio Nicéphore Niépce, confermando la sua capacità di cogliere l’essenza dei soggetti in un tempo minimo. Negli stessi anni Carmi si avvicinò alla comunità trans di Genova, dando vita a uno dei reportage più importanti della fotografia italiana del Novecento. Le immagini raccolte nel volume I Travestiti (1972) raccontano una quotidianità fino ad allora invisibile, restituendo dignità e umanità a persone spesso escluse dalla narrazione pubblica. Il suo approccio, fatto di rispetto e ascolto, ha aperto un varco nella rappresentazione delle identità marginalizzate. La curiosità verso il mondo portò Carmi a viaggiare molto, esplorando culture e paesaggi lontani. Nel 1976, durante un viaggio in India, incontrò Babaji Herakhan Baba, figura che segnò profondamente la sua vita. Da quell’incontro nacque un percorso spirituale che la condusse ad abbandonare la fotografia e a fondare un ashram a Cisternino, in Puglia, dove visse fino alla morte nel 2022.

La mostra ricorda anche i numerosi omaggi che musei italiani e internazionali hanno dedicato all’artista: dalla Maison de la Culture di Rennes a Palazzo Ducale di Genova, dal Museo di Roma in Trastevere alle Gallerie d’Italia di Torino. Un riconoscimento diffuso che testimonia la rilevanza del suo contributo alla cultura visiva contemporanea.

Lisetta Carmi, cinque strade
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria (corso Pietro Vannucci, 19)
29 aprile – 27 settembre 2026
Orari di apertura: dal lunedì alla domenica 08.30 – 19.30 (ultimo ingresso 18.30)
Biglietti: intero € 12,00 | ridotto € 2,00.

Informazioni: T +39 075 58668436; gan-umb@cultura.gov.it
Sito internetwww.gallerianazionaledellumbria.it

Camera Oscura: percorso espositivo si inserisce nel progetto Camera Oscura, curato da Marina Bon Valsassina e Costanza Neve, che la Galleria Nazionale dell’Umbria dedica alla fotografia come linguaggio capace di attraversare epoche e sensibilità. Lo spazio, caratterizzato da luci soffuse e un’atmosfera raccolta, invita il visitatore a riflettere sul rapporto tra luce, tempo e percezione. La camera oscura diventa così metafora di un processo di rivelazione, in cui l’immagine emerge lentamente, come un pensiero che prende forma.

Il progetto intende mostrare come la fotografia possa collegare passato e presente, offrendo nuove chiavi di lettura della realtà. Non strumenti tradizionali, ma concetti: esposizione, profondità, messa a fuoco, attesa. Un modo per restituire alla fotografia la sua natura più autentica, fatta di osservazione e ascolto.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*