Le richieste per le scuole superiori di Perugia e dell’Umbria
Perugia, 16-03-2026 – Le sigle studentesche dell’Umbria hanno rilanciato con forza la necessità di riformare il sistema della mobilità regionale per garantire parità di trattamento a tutti i giovani in formazione. Le organizzazioni Altrascuola – Rete degli Studenti Medi, Sinistra Universitaria – UdU Perugia e il Circolo Arci Il Porco Rosso chiedono congiuntamente l’istituzione del trasporto pubblico unico studentesco. La proposta prevede la creazione di un abbonamento annuale dal costo simbolico di 60 euro, estendendo agli iscritti delle scuole secondarie di secondo grado i benefici già ottenuti dalla comunità universitaria. Tale misura viene considerata indispensabile per rispondere concretamente all’incremento esponenziale dei costi legati all’istruzione, che oggi pesano in modo insostenibile sui bilanci delle famiglie umbre.
Il coordinatore di Altrascuola, Lorenzo Ferranti, ha evidenziato come le spese per libri, materiale didattico e trasporti stiano mettendo a dura prova il diritto allo studio. Attualmente, il meccanismo tariffario penalizza chi risiede nelle aree interne o nelle zone periferiche della regione, dove le distanze dai poli scolastici sono maggiori. Questa frammentazione genera disuguaglianze profonde: la possibilità di scegliere un indirizzo di studi specifico non dovrebbe mai dipendere dalla capacità economica di affrontare il costo del viaggio. L’introduzione di una tariffa unica regionale eliminerebbe queste disparità, rendendo la rete dei trasporti un servizio realmente democratico e accessibile, indipendentemente dalla residenza geografica dello studente.
Il settore universitario ha già tracciato la strada verso questo modello di welfare. Mattia Branca dell’UdU Perugia ha ribadito che la mobilità rappresenta un pilastro fondamentale del percorso educativo complessivo. Secondo i rappresentanti studenteschi, non esiste una distinzione logica tra il tragitto compiuto da un universitario e quello di uno studente liceale o tecnico; entrambi necessitano di infrastrutture accessibili per esercitare il proprio ruolo sociale. La richiesta di estendere l’abbonamento agevolato agli istituti superiori mira a costruire un ecosistema formativo dove lo spostamento tra comuni diversi non sia più percepito come un onere, ma come un’opportunità garantita dalle istituzioni regionali.
Oltre alla funzione puramente scolastica, la riforma del trasporto pubblico inciderebbe positivamente sulla vivibilità dei territori. Orsola Basile, per il Circolo Arci Il Porco Rosso, ha rimarcato che la libertà di movimento è essenziale per la partecipazione culturale e l’aggregazione dei più giovani. Molti ragazzi delle aree isolate soffrono l’assenza di spazi di socialità, e il costo elevato dei biglietti impedisce loro di raggiungere i centri urbani per frequentare luoghi di cultura o incontro. Un abbonamento a prezzo calmierato favorirebbe l’inclusione sociale, permettendo una fruizione del territorio più dinamica e consapevole. Inoltre, incentivare l’uso dei mezzi collettivi fin dall’adolescenza è una strategia ecologica decisiva per abbattere l’inquinamento atmosferico.
In definitiva, la richiesta per un trasporto pubblico unico studentesco a 60 euro si configura come un investimento strategico sulla qualità della vita e sulla coesione sociale dell’Umbria. Le associazioni firmatarie invitano la politica locale a compiere un passo coraggioso verso un’uguaglianza reale. Rendere la mobilità sostenibile una realtà tangibile per migliaia di studenti significa abbattere i limiti di censo e di provenienza, offrendo strumenti concreti per lo sviluppo delle nuove generazioni. Garantire che ogni studente possa muoversi senza preoccupazioni economiche è la condizione minima per definire un sistema di istruzione moderno e veramente orientato al benessere della collettività.

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