Celebrazione a Perugia per la Giornata dedicata alle donne STEM
Nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Perugia, gremita di studenti e docenti, si è svolta la cerimonia del Premio Ursula Grohmann, appuntamento che l’Ateneo dedica alla Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza. L’iniziativa, promossa dal Comitato Unico di Garanzia UniPg, ha riportato al centro dell’attenzione il ruolo delle giovani generazioni nelle discipline STEM e la necessità di rendere più visibili i percorsi femminili nella ricerca.
Un Ateneo impegnato a valorizzare i talenti femminili
L’incontro è stato aperto dalla vicepresidente del CUG, Maria Giovanna Ranalli, che ha introdotto una mattinata intensa, segnata da interventi istituzionali e testimonianze. A portare il saluto del Rettore, Massimiliano Marianelli, è stata la professoressa Claudia Mazzeschi, Delegata per Benessere, Salute della Comunità e Quarta Missione. Nel suo intervento ha ricordato come dedicare una giornata alle donne nella scienza non rappresenti una semplice ricorrenza, ma un invito a osservare con lucidità il presente e a costruire un futuro più aperto e accessibile. La scienza, ha sottolineato, «deve restare uno spazio di valore sociale, capace di offrire modelli e opportunità reali».
Il messaggio delle istituzioni e la forza degli esempi
A nome della Sindaca Vittoria Ferdinandi, il Vice Sindaco Marco Pierini ha rivolto un incoraggiamento diretto alle ragazze presenti, invitandole a coltivare con determinazione le proprie passioni. Ha richiamato la figura della designer tedesca Gunta Stölzl, pioniera del Bauhaus, come simbolo di perseveranza e visione in un contesto storico che non facilitava il talento femminile.
Un momento particolarmente sentito è stato l’intervento di Italo Carmignani, marito della scienziata Ursula Grohmann, a cui il premio è dedicato. Carmignani ha definito l’evento «una rivincita silenziosa e potente», nata dall’amore per una ricercatrice capace di unire rigore scientifico e sensibilità umanistica. Le sue parole hanno tracciato un ponte tra memoria e futuro, ricordando come la scienza abbia bisogno di nuove alleanze e non di nuove divisioni, e come la presenza femminile rappresenti una risorsa essenziale per l’intelligenza collettiva.
Le scuole premiate e la creatività dei progetti
La professoressa Anna Laura Pisello, membro del gruppo STEM del CUG UniPg, ha annunciato le classi vincitrici del concorso, premiando elaborati che hanno saputo unire ricerca, immaginazione e capacità di lettura critica del mondo scientifico.
Nella categoria “Scienza e scienziate da scoprire”, il primo posto è andato alla classe 3A di Tavernelle dell’IC Panicale Piegaro Paciano – Tavernelle, con l’elaborato “Intervista impossibile a Marie Curie”. Seconda classificata la 3B di Pietrafitta, dello stesso istituto, con un lavoro multimediale dedicato a Ipazia, figura simbolo del pensiero libero.
Per la categoria “La scienza diventa bella quando la si guarda fino in fondo”, il primo premio è stato assegnato alla classe 1D del Liceo scientifico Galeazzo Alessi, autrice di un progetto sull’ISS – International Space Station. Secondo posto alla 5B del Liceo Assunta Pieralli, con un approfondimento su “Digital Device: i vari aspetti dell’intelligenza artificiale”.
Un’eredità che continua a generare futuro
La cerimonia ha confermato la centralità del Premio Ursula Grohmann come strumento di sensibilizzazione e crescita culturale. L’iniziativa non solo valorizza il talento delle studentesse e degli studenti, ma rinnova l’impegno dell’Università di Perugia nel promuovere una scienza più inclusiva, capace di accogliere e sostenere la pluralità delle voci che la compongono.

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