Energia nucleare 5.0 guida il futuro sostenibile globale

Energia nucleare 5.0 guida il futuro sostenibile globale
Foto_Rita Paltracca

A Perugia il confronto con il prof. Ereditato

di RitaPaltracca

Un sala attenta e partecipe ha accolto il fisico Antonio Ereditato, ieri pomeriggio presso la Sala 11 al terzo piano di Palazzo Gallenga sede dell’Università degli Studi a Perugia, dove il professore ha presentato il suo nuovo volume, scritto con Stefano Buono dedicato alla trasformazione energetica globale. Un confronto serrato e ricco di contenuti su uno dei temi più urgenti del nostro tempo, il futuro dell’energia e il ruolo che le tecnologie avanzate, in particolare il nucleare di nuova generazione, che si potrebbero assumere nei prossimi decenni.

Il Magnifico Rettore della Università per Stranieri di Perugia, prof. Valerio De Cesaris ha aperto l’incontro sottolineando la vocazione dell’ateneo come luogo di dialogo e cultura aperto alla comunità. A seguire, l’intervento di Annamaria Romano, presidente dell’Associazione Culturale Clizia, ha introdotto il tema del pomeriggio, ringraziando l’università per l’ospitalità offerta, mentre il già Procuratore della Repubblica Fausto Cardella ha presentato il prof. Ereditato come una delle figure più autorevoli della fisica contemporanea, oggi collaboratore all’Università di Chicago.

Antonio Ereditato, napoletano di origine e perugino d’adozione, è un fisico. Ha ripercorso il suo lungo percorso scientifico, dagli anni trascorsi al CERN definendo quel luogo una “bottega” uno spazio di ricerca pura, aperto alla conoscenza di tutti e in cui non si fa uso di armi. Un luogo in cui si impara il mestiere entrando in contatto con una moltitudine di etnie, ma con un unico fine, la conoscenza,  fino ad arrivare all’attuale impegno di Chicago, dove oggi presta la sua collaborazione. Una vita raccolta in un viaggio professionale che gli ha permesso di osservare da vicino l’evoluzione delle tecnologie energetiche e le sfide globali legate alla sostenibilità.

Il suo nuovo libro, “Il nuovo nucleare. Rimettere la scienza al centro” (Egea Edizioni), ha in copertina un disegno di Pininfarina esposto alla Biennale di Venezia ed è scritto insieme al fisico e amico di lunga data Stefano Buono, affronta il tema dell’energia come fattore di emancipazione sociale. L’energia, sostiene Ereditato, non è solo un bene materiale, ma un elemento che determina la qualità della vita, la libertà individuale e la capacità dei popoli di autodeterminarsi. Senza energia, afferma, “non si ha nulla”: un concetto che diventa ancora più evidente se si considera che, secondo le stime, un essere umano necessita di almeno 1.000 kWh l’anno per uscire dalla condizione di povertà energetica.

Nel volume si propone una visione dell’“Energia 5.0”, un paradigma che integra decarbonizzazione, tecnologie digitali e intelligenza artificiale. L’obiettivo è superare i limiti dei sistemi energetici tradizionali, ancora troppo dipendenti da fonti fossili e da infrastrutture centralizzate. Ereditato ha insistito sulla necessità di un approccio scientifico e quantitativo, capace di superare le polarizzazioni ideologiche che spesso ostacolano il dibattito pubblico. L’energia distribuita, secondo il fisico, rappresenta un passo avanti rispetto ai modelli centralizzati, ma ogni Paese deve costruire un portafoglio energetico bilanciato, diversificato e resiliente. La dipendenza energetica dell’Italia è stata indicata come uno dei nodi più critici: scelte politiche poco lungimiranti hanno reso il Paese vulnerabile alle oscillazioni dei mercati internazionali e ai rapporti geopolitici,  come l’esempio della Francia, riporta ad una coerenza energetica nonché una  autonomia energetica attraverso il nucleare, evidenziando quanto la continuità strategica sia determinante. Uno dei passaggi più attesi dell’incontro ha riguardato proprio il nucleare.

Ereditato ha affrontato il tema del nucleare con chiarezza, portando anche esempi concreti ma ricordando che la percezione pubblica è spesso condizionata da tre elementi emotivi e soprattutto negativi: Hiroshima e Nagasaki, la paura della radioattività e la scarsa conoscenza scientifica. Il professore ha spiegato che il nucleare è una fonte sicura e sostenibile, proviene dall’uranio, attualmente la disponibilità è per 5 miliardi di anni e produce meno CO2, una centrale nucleare non ha nulla in comune con un ordigno atomico, l’uranio utilizzato nei reattori civili è arricchito solo al 5%, una percentuale insufficiente per qualsiasi reazione esplosiva. Altri impieghi per esempio come la radioterapia e molte tecnologie mediche dimostrano come il nucleare possa essere un alleato della salute e non un nemico.

Secondo Ereditato, il nucleare di quarta generazione rappresenta una delle soluzioni più promettenti per ridurre le emissioni globali. I reattori avanzati sono progettati per essere più compatti, più sicuri e più rapidi da costruire rispetto alle centrali tradizionali. Inoltre, possono utilizzare come combustibile le scorie radioattive già prodotte, contribuendo a chiudere il ciclo del combustibile e riducendo drasticamente i rifiuti.

Per contestualizzare il dibattito, il fisico ha citato i dati del 2023 sulle emissioni pro capite di CO₂:

Cina: 8,4 tonnellate

India: 2,1 tonnellate

Stati Uniti: 14 tonnellate

Arabia Saudita: 22,8 tonnellate

Numeri che mostrano come la sfida climatica sia globale e non possa essere affrontata con soluzioni parziali o ideologiche. Il nucleare, ha ribadito, produce quantità minime e garantisce continuità di produzione, a differenza delle fonti rinnovabili che dipendono da condizioni ambientali variabili. Un dato interessante sono le indagini demoscopiche, mostrano che i giovani sono più favorevoli al nucleare rispetto alle generazioni precedenti. Un segnale che, secondo Ereditato, indica una maggiore apertura verso le tecnologie innovative e una consapevolezza crescente dell’urgenza climatica.

Tra gli esempi più significativi di innovazione, Ereditato ha citato Newcleo, startup italiana nata nel 2021 e oggi considerata una delle realtà più avanzate nel settore del nucleare di nuova generazione. L’azienda sviluppa reattori a fissione di piccole dimensioni, da 200 MWe, progettati per essere prodotti in serie e trasportati direttamente nei siti di installazione. Questi reattori, raffreddati a piombo liquido, promettono costi inferiori, tempi di costruzione ridotti e un ciclo del combustibile completamente chiuso oltre che uno sgravio fiscale per 10 anni. Le scorie nucleari, invece di rappresentare un problema, diventano una risorsa energetica. Secondo le stime, la quantità di rifiuti radioattivi già esistenti potrebbe alimentare questi reattori per decenni.

L’intervento di Ereditato ha messo in luce che la paura del nucleare nasce dalla mancanza di conoscenza, è fondamentale promuovere un dibattito informato, basato sui dati e non sulle emozioni. Occorre pensare al futuro, l’energia del domani dovrà essere pulita, accessibile e stabile. Nessuna fonte, da sola, può garantire tutto questo. Ma un mix intelligente, in cui il nucleare di nuova generazione affianca rinnovabili e tecnologie digitali, può rappresentare la strada più solida.

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