Turismo lento rilancia l’Appennino centrale con fondi Pnrr 2

Turismo lento: l'Appennino centrale riparte dai suoi cammini

Alla Bit di Milano la guida e il podcast per i cammini live

Il turismo lento si afferma come leva concreta di sviluppo per l’Appennino centrale e diventa uno degli strumenti strategici della ricostruzione economica e sociale dei territori colpiti dal terremoto del 2016-2017. Alla Borsa Internazionale del Turismo è stata presentata una nuova rete di iniziative dedicate ai camminatori, con il lancio della guida “Cammini della Rinascita” e del podcast geolocalizzato “Camminando nel Cratere”, prodotti pensati per accompagnare viaggiatori e pellegrini lungo percorsi di natura, arte e spiritualità che attraversano quattro regioni e decine di borghi.

L’area interessata copre circa 8.000 chilometri quadrati, coinvolge 138 Comuni tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e custodisce un patrimonio diffuso di paesaggi, tradizioni e beni culturali. Un contesto vasto e fragile che punta ora su una frequentazione sostenibile e destagionalizzata, capace di generare reddito continuativo e nuova occupazione.

Una rete di percorsi per la rinascita

La guida raccoglie e descrive nove cammini tematici, collegando itinerari storici e religiosi già conosciuti con sentieri meno battuti. L’obiettivo è strutturare un sistema unitario che renda omogenea l’offerta, migliori la sicurezza dei tracciati e favorisca l’accessibilità. Gli interventi riguardano manutenzione, segnaletica, servizi per l’accoglienza diffusa, collegamenti con il trasporto pubblico e integrazione con la mobilità ciclabile.

Complessivamente sono stati indirizzati 47 milioni di euro per valorizzare i percorsi e potenziare le infrastrutture leggere. A questi si aggiunge la nuova legge nazionale sui cammini, in fase di approvazione definitiva, che prevede oltre 5 milioni di euro tra il 2026 e il 2028 e 1 milione annuo dal 2029, fondi destinati a consolidare un modello stabile di sviluppo turistico.

Cresce la domanda di viaggi lenti

Il fenomeno registra numeri in aumento. Nel 2024 il segmento ha segnato +29% di presenze, confermando un interesse crescente verso esperienze a passo d’uomo, lontane dai flussi di massa. Il cammino diventa così un modo diverso di attraversare i territori: piccoli centri, eremi, abbazie, parchi naturali e produzioni locali si trasformano in tappe di un racconto continuo, dove l’ospitalità familiare e la ristorazione tipica assumono un ruolo centrale.

L’indotto coinvolge strutture ricettive, botteghe artigiane, guide ambientali e operatori culturali. Nei borghi dell’entroterra, spesso segnati dallo spopolamento, il passaggio dei viaggiatori rappresenta una presenza costante e distribuita durante tutto l’anno, con benefici diffusi e meno concentrati nei mesi estivi.

Strumenti editoriali e digitali

Accanto alla guida cartacea, il podcast propone contenuti audio geolocalizzati fruibili direttamente lungo il percorso. Racconti, approfondimenti storici e indicazioni pratiche accompagnano il camminatore tappa dopo tappa, trasformando lo smartphone in una bussola narrativa. Il formato punta a intercettare un pubblico giovane e internazionale, integrando tecnologia e scoperta lenta del territorio.

L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che unisce promozione culturale e ricostruzione materiale. Sentieri riaperti, borghi restaurati e servizi diffusi diventano elementi di una stessa filiera, dove il viaggio sostiene la vita quotidiana delle comunità.

Le regioni al centro del progetto

Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria lavorano in sinergia per creare un’offerta coordinata, capace di superare i confini amministrativi e presentarsi come un’unica destinazione. I cammini attraversano vallate, fiumi e dorsali montane, collegando luoghi simbolo come la Via di San Benedetto, il Cammino francescano della Marca, il percorso di San Francesco nel Lazio, la via Lauretana, il Cammino dei Cappuccini e la ciclovia del Nera.

Particolare attenzione è riservata all’accessibilità universale, con interventi mirati a rendere i tracciati percorribili anche da persone con mobilità ridotta. La dimensione inclusiva viene considerata parte integrante della qualità dell’offerta.

Un modello economico per l’Appennino

Il progetto punta a trasformare il turismo in una leva strutturale, non episodica. L’idea è quella di generare flussi costanti, favorire nuove imprese e consolidare occupazione locale, valorizzando patrimonio storico, paesaggio ed enogastronomia. Il cammino diventa così un’infrastruttura immateriale che unisce memoria e futuro, capace di riportare vita nei centri colpiti dal sisma e di restituire attrattività a territori marginalizzati.

Nel contesto della Bit, la presentazione delle iniziative ha segnato un passaggio simbolico: da area ferita a destinazione consapevole, dove natura, cultura e spiritualità si combinano in un’offerta integrata. Il turismo lento emerge come strumento concreto di coesione e rilancio per l’intero Appennino centrale, con un percorso che procede passo dopo passo verso una nuova stabilità economica e sociale.

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