Le indagini lampo portano al responsabile del dramma umbro.
La macchina della giustizia si muove con estrema rapidità dopo la tragedia consumatasi lungo le corsie del raccordo Perugia-Bettolle. Gli inquirenti della Procura perugina hanno finalmente dato un volto e un nome al conducente che, nella serata di martedì, ha travolto e ucciso il quarantasettenne Moise Bama, fuggendo subito dopo l’impatto senza prestare il minimo aiuto. Un atto di codardia che ha trasformato un incidente meccanico in un dramma umano indelebile, lasciando una comunità intera nel dolore.
La dinamica del tragico impatto a Torricella
Tutto ha avuto inizio quando la vittima, originaria del Camerun ma stabilmente residente a Chianciano Terme da un decennio, si stava dirigendo verso un momento di convivialità. Per cause ancora al vaglio, la sua piccola utilitaria ha perso aderenza finendo la corsa contro le delimitazioni di un cantiere stradale all’altezza di Torricella. Un imprevisto che avrebbe potuto risolversi con qualche danno alla carrozzeria se il destino non avesse teso una trappola mortale. Bama è sceso dall’abitacolo per verificare l’entità dell’urto, posizionandosi sulla carreggiata proprio mentre sopraggiungeva un altro veicolo a velocità sostenuta.
L’impatto è stato violentissimo e non ha lasciato scampo all’uomo, sbalzato violentemente sull’asfalto. Mentre il pirata della strada schiacciava il piede sull’acceleratore per sparire nel buio della notte, le condizioni del ferito apparivano già disperate ai primi soccorritori. Il trasporto d’urgenza presso il nosocomio di Perugia non è servito a salvare la vita al quarantasettenne, spirato poche ore dopo l’ingresso in reparto a causa dei traumi interni troppo gravi.
Il ruolo decisivo delle testimonianze oculari
A sbloccare un’indagine che appariva complessa è stata la presenza di un cittadino che ha assistito in diretta alla scena. Questo testimone oculare ha fornito agli investigatori elementi cruciali, descrivendo con precisione il modello e la tonalità cromatica della vettura in fuga. Grazie a queste indicazioni incrociate con i dati del sistema di sorveglianza e i rilievi tecnici effettuati sul luogo del sinistro, la Procura è riuscita a risalire al proprietario del mezzo.
Attualmente vige il massimo riserbo sulle generalità dell’indagato, ma la sua posizione giuridica è estremamente critica. L’uomo dovrà rispondere dei reati di omicidio stradale e omissione di soccorso. Nelle prossime ore gli esperti della scientifica procederanno con i rilievi tecnici sul veicolo sequestrato per cercare tracce biologiche o danni strutturali compatibili con l’investimento, prove che blinderebbero definitivamente l’impianto accusatorio.
Una vita spezzata tra volontariato e sport
La notizia della scomparsa di Moise Bama ha scosso profondamente sia i colleghi dell’azienda vitivinicola dove lavorava, sia il mondo dell’associazionismo. Bama non era solo un lavoratore stimato, ma un pilastro del volontariato locale, prestando servizio attivo presso la Croce Verde. La sua energia si rifletteva anche sui campi da gioco, dove era conosciuto per il suo ruolo di guardalinee per la compagine della Virtus Chianciano.
Il magistrato di turno ha posto la salma a disposizione dell’autorità giudiziaria. È probabile che venga disposta l’autopsia per chiarire ogni dettaglio medico-legale prima di concedere il nulla osta per le esequie e la riconsegna ai familiari. Il dolore degli amici e della comunità si mescola ora all’attesa di una giustizia che, dopo l’individuazione del responsabile, sembra finalmente fare il suo corso.

il destino ha teso una trappola mortale…e la cosa dovrebbe finire così…omissione di soccorso può essere il resto è frutto di una norma che il più delle volte non ha nessun senso e questo ritengo sia uno dei casi. rammento che l’incidente la cui causa è per forza di cosa da imputare anche alla povera vittima, si è consumato su una strada a scorrimento veloce, classificata addirittura come RAO.