La sede dei non vedenti resta senza luce e calore oggi
L’Associazione Nazionale Privati della Vista e Ipovedenti (ANPVI) di Perugia vive un nuovo dramma. Dopo mesi trascorsi al freddo a causa di una caldaia guasta, oggi i locali di Via Lucida 10 sono immersi nell’oscurità: la corrente elettrica è stata sospesa. Una decisione che ha lasciato membri e operatori in grave disagio, amplificando la sensazione di isolamento e umiliazione.
L’indifferenza che pesa più del buio
Secondo quanto denunciato dalla stessa ANPVI, l’ACLI Circolo Penna Ricci, intestatario delle utenze, non avrebbe saldato le bollette elettriche e non avrebbe nemmeno avvisato preventivamente la presidenza dell’associazione. Per chi vive con disabilità visiva, la luce non è un dettaglio: rappresenta autonomia, dignità e capacità di partecipazione attiva alla vita sociale.
Una battaglia simbolica oltre il disagio
Il distacco dell’energia non è soltanto un problema tecnico: interrompe le attività quotidiane, blocca incontri e percorsi di supporto fondamentali per gli iscritti. La presidente Annina Botta ha sottolineato come la mancanza di tutela colpisca una comunità che già affronta sfide quotidiane significative.
Il “buio” che oggi avvolge la sede ha un valore simbolico pesante: riflette la carenza di comunicazione, la mancanza di responsabilità e l’assenza di attenzione verso una realtà che svolge un ruolo sociale fondamentale sul territorio.
Contesa dei locali e responsabilità ignorata
Il mancato pagamento da parte dell’ACLI, secondo quanto emerso, sarebbe legato alla disputa sui locali. L’ANPVI e l’ACLI erano precedentemente assegnatarie congiunte della sede, ma dopo la rinuncia dell’ACLI è scattata la contesa per il nuovo bando comunale, suddiviso in due lotti. La presidente regionale Simona Ambrosio ha cercato chiarimenti in un acceso confronto telefonico con Botta, ma la risposta della controparte ha evidenziato disinteresse verso le necessità dei non vedenti e ipovedenti.
Il presidente dell’ANPVI, Giovanni Inguscio, ha ricordato come siano stati investiti tempo e risorse per rendere la sede funzionale, dal ripristino della cucina distrutta da un incendio nel luglio 2024 alla realizzazione dei bagni.
Nuove ferite dopo il freddo
Dopo i mesi di disagio per la caldaia guasta, la sospensione della corrente rappresenta un ulteriore colpo per chi chiede semplicemente condizioni dignitose per le proprie attività. Non si tratta di polemica fine a se stessa, ma di una richiesta chiara: rispetto, responsabilità e attenzione verso chi vive fragilità quotidiane.
L’incontro con l’assessore Croce aveva già aperto spiragli di soluzione per il riscaldamento. Ora l’ANPVI deve affrontare un’altra urgenza: la luce, elemento essenziale per svolgere le attività e garantire autonomia ai propri iscritti. Le scelte – o le non scelte – delle istituzioni e dei gestori dei locali raccontano molto più di quanto si voglia ammettere.
Questa vicenda, che intreccia burocratia, conflitti di interessi e fragilità sociali, attende una soluzione rapida ed equa, affinché il buio e il freddo cessino di umiliare chi lotta ogni giorno per autonomia e dignità.

Commenta per primo