Il brand consolida a Solomeo risultati record nell’anno 2025
La crescita del gruppo Brunello Cucinelli segna un nuovo punto di svolta per la maison umbra, che chiude il 2025 con risultati definiti “storici” dal Consiglio di Amministrazione riunito a Solomeo il 12 gennaio 2026. Il fatturato raggiunge 1.407,7 milioni di euro, superando le previsioni formulate a inizio anno e confermando un ritmo di espansione che attraversa mercati, canali e collezioni con una solidità rara nel settore del lusso.
Il quarto trimestre contribuisce in modo decisivo al risultato complessivo, con ricavi pari a 388,6 milioni di euro e un incremento dell’11,9% a cambi costanti, nonostante una base di confronto particolarmente impegnativa. La dinamica positiva si riflette soprattutto nel canale Retail, che registra una crescita del 12,9% su base annua e del 14,5% negli ultimi tre mesi dell’anno, sostenuta da un posizionamento sempre più riconosciuto nella fascia più esclusiva del mercato.
Il Wholesale mantiene un andamento equilibrato, con un aumento dell’8,5% a cambi costanti e un contributo significativo dalle consegne delle collezioni Primavera/Estate 2026 e dai primi riscontri della pre-collezione Autunno/Inverno 2026. La domanda internazionale continua a premiare la proposta stilistica del brand, che unisce artigianalità, qualità e un’estetica definita “lusso gentile”.
Sul piano geografico, tutte le aree registrano performance robuste. Le Americhe guidano la crescita con un +11,9% a cambi costanti, sostenute da una clientela stabile e da un mercato che continua a riconoscere valore alla sartorialità italiana. L’Asia accelera con un +15,3%, trainata da una Cina in piena ripresa e da un interesse crescente verso prodotti ad alta manualità. L’Europa, con un +8,1%, beneficia sia della domanda domestica sia dei flussi turistici di fascia alta, confermando il ruolo centrale del continente nella strategia globale del marchio.
Il 2025 rappresenta anche un anno cruciale per gli investimenti industriali, pari a circa 145 milioni di euro, che hanno permesso di completare con sei mesi di anticipo il piano triennale dedicato alla produzione artigianale Made in Italy. Il raddoppio della fabbrica di Solomeo e la realizzazione delle nuove sartorie di Gubbio e Penne rafforzano una struttura produttiva pensata per sostenere i prossimi dieci-quindici anni di sviluppo.
L’indebitamento netto caratteristico, pari a circa 200 milioni di euro, riflette l’intensità degli investimenti e la distribuzione di dividendi per 69 milioni di euro, con un pay-out del 50%. L’azienda prevede un miglioramento progressivo nei prossimi esercizi, grazie al ritorno a un livello ordinario di investimenti annuali.
Accanto ai risultati economici, il 2025 è stato segnato da momenti simbolici per l’immagine del brand: il riconoscimento del British Fashion Council, il takeover delle vetrine di Harrods a Londra e la première del documentario “Brunello, il visionario garbato” a Cinecittà. Eventi che hanno contribuito a consolidare la percezione internazionale di un marchio capace di coniugare estetica, etica e visione imprenditoriale.
Guardando al futuro, la maison conferma una prospettiva di crescita equilibrata intorno al 10% nel 2026, sostenuta dall’ottima partenza delle collezioni Primavera/Estate e dai riscontri positivi sulle pre-collezioni Autunno/Inverno. Il 2026 rappresenta il terzo anno del piano quinquennale 2024-2028, che punta a raggiungere 1,8 miliardi di euro di fatturato entro il 2028, preservando esclusività, artigianalità e Made in Italy come pilastri identitari.
Il gruppo ribadisce la volontà di mantenere una crescita “sana, sostenibile ed equilibrata”, in linea con i principi del Capitalismo Umanistico che guidano l’impresa fin dalla sua fondazione. Una visione che continua a tradursi in scelte industriali, stilistiche e culturali capaci di rafforzare il legame tra il brand e il territorio di Solomeo, cuore pulsante della sua identità.

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