Meloni il risultato conferma capacità e solidità regionale
La programmazione di sviluppo rurale 2014-2022 dell’Umbria si conclude con un risultato che la colloca tra le regioni più efficienti d’Italia nella gestione dei fondi europei destinati all’agricoltura. Con il 99,7% delle risorse effettivamente utilizzate entro la scadenza del 31 dicembre 2025, la Regione dimostra ancora una volta una capacità amministrativa consolidata, capace di trasformare quasi integralmente la dotazione finanziaria del FEASR in interventi concreti per imprese agricole, territori rurali e filiere produttive.
Il traguardo assume un valore ancora più significativo se si considera il quadro normativo particolarmente rigido che ha caratterizzato questo ciclo di programmazione. A differenza dei periodi precedenti, infatti, non era possibile compensare le economie tra misure appartenenti allo stesso asse, ma solo all’interno delle singole sotto-misure. Una limitazione che ha imposto una gestione più accurata, una pianificazione puntuale e un monitoraggio costante dell’avanzamento della spesa. Nonostante ciò, l’Umbria è riuscita a mantenere un ritmo elevato, evitando di lasciare risorse inutilizzate e garantendo la piena operatività degli interventi programmati.
La dotazione complessiva, pari a 1.169 milioni di euro, è stata distribuita su una vasta gamma di misure, ciascuna mirata a sostenere aspetti diversi del sistema agricolo regionale. Una parte consistente, circa 274 milioni di euro, è stata destinata alle aziende che hanno scelto di adottare pratiche di agricoltura integrata o biologica, compensando i maggiori costi e gli impegni richiesti da modelli produttivi più sostenibili. Un altro blocco rilevante, pari a 150 milioni di euro, ha sostenuto le imprese situate in aree montane o svantaggiate, dove le condizioni operative sono più complesse e i costi di produzione più elevati.
La zootecnia ha beneficiato di 55 milioni di euro, con interventi mirati al miglioramento del benessere animale e all’innovazione delle tecniche di allevamento. Parallelamente, l’insediamento dei giovani agricoltori è stato incentivato con 46 milioni di euro, un investimento che la Regione considera strategico per garantire il ricambio generazionale e mantenere vivo il tessuto produttivo rurale. Gli investimenti strutturali nelle aziende agricole e nelle imprese di prima trasformazione hanno assorbito 219 milioni di euro, contribuendo a modernizzare impianti, attrezzature e processi produttivi.
Le misure forestali, particolarmente rilevanti in una regione caratterizzata da un patrimonio boschivo esteso e diversificato, hanno ricevuto complessivamente 84 milioni di euro. I GAL, attraverso l’approccio LEADER, hanno potuto contare su 64 milioni di euro per sostenere progetti di sviluppo locale, mentre il comparto della promozione ha beneficiato di 9 milioni di euro destinati alla valorizzazione dei prodotti umbri sui mercati nazionali e internazionali.
L’assessora regionale alle Politiche agricole, Simona Meloni, sottolinea come il risultato ottenuto rappresenti un riconoscimento del lavoro svolto da tutta la macchina amministrativa. Gestire contemporaneamente la chiusura del PSR 2014-2022 e l’avvio del nuovo Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 ha richiesto un impegno straordinario, aggravato da scadenze ravvicinate e da un contesto operativo complesso che ha coinvolto non solo gli uffici regionali, ma anche i CAA, i consulenti tecnici e le aziende agricole. Meloni evidenzia come, nonostante le difficoltà, la Regione sia riuscita a rispettare gli obiettivi e a garantire continuità agli interventi. Un risultato che assume un valore ancora più rilevante alla luce dei numerosi pensionamenti che hanno interessato la struttura interna negli ultimi anni. L’assessora esprime un ringraziamento particolare ai funzionari e ai tecnici che hanno seguito il programma, riconoscendo la loro capacità di mantenere alta la qualità del lavoro e di portare a termine quasi tutti i procedimenti avviati.
Un’attenzione specifica è stata riservata ai giovani agricoltori, considerati da Meloni la vera forza propulsiva del futuro agricolo umbro. La Regione ha completato il finanziamento di una graduatoria risalente al 2017, rimasta in sospeso per anni, e ha aperto un nuovo bando dedicato alle nuove generazioni. Un segnale che vuole rafforzare la fiducia dei giovani nel settore primario e incoraggiarli a investire in innovazione, sostenibilità e diversificazione.
Il bilancio finale del PSR 2014-2022 non rappresenta solo un dato contabile, ma un indicatore della capacità dell’Umbria di utilizzare in modo efficace le risorse europee per sostenere un comparto che continua a essere centrale per l’economia regionale. La quasi totalità dei fondi spesi testimonia una gestione attenta, una programmazione coerente e una forte collaborazione tra istituzioni, imprese e territori.
Con la chiusura del programma, l’Umbria guarda ora al nuovo ciclo 2023-2027 con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e affrontare le nuove sfide poste dalla transizione ecologica, dall’innovazione tecnologica e dalla competitività dei mercati. La Regione punta a rafforzare ulteriormente il ruolo dell’agricoltura come motore di sviluppo sostenibile, valorizzando le produzioni locali, tutelando il paesaggio rurale e sostenendo le comunità che vivono e lavorano nelle aree interne.
Il risultato ottenuto con il PSR 2014-2022, conclude Meloni, non è solo un traguardo amministrativo, ma un segnale di fiducia verso un settore che continua a dimostrare resilienza, capacità di adattamento e volontà di innovare. Un patrimonio che la Regione intende preservare e potenziare nei prossimi anni, costruendo un modello agricolo sempre più moderno, competitivo e sostenibile.

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