Mirabassi lascia un vuoto che scuote il teatro di figura umbro

Mirabassi lascia un vuoto che scuote il teatro di figura umbro

Perugia onora l’artista che ha rilanciato la maschera del Bartoccio

La scomparsa di Mario Mirabassi segna un passaggio doloroso per la cultura perugina e per l’intero panorama del teatro di figura italiano. La città perde non solo un maestro dei burattini, ma un costruttore di immaginari, un uomo capace di trasformare un’arte antica in un linguaggio vivo, accessibile e profondamente radicato nella comunità. La sua presenza, sempre discreta ma determinante, ha accompagnato generazioni di bambini, studenti, famiglie e appassionati, lasciando un patrimonio che oggi appare ancora più prezioso.

Mirabassi ha dedicato la vita a un’idea semplice e rivoluzionaria: il teatro di figura come strumento di relazione, come ponte tra mondi, come spazio in cui la fantasia diventa un modo per leggere la realtà. Nei laboratori scolastici, dove ha formato migliaia di ragazzi, non insegnava solo a muovere un burattino, ma a dare voce alle emozioni, a costruire storie, a riconoscere la forza del racconto condiviso. La sua capacità di ascolto, unita a una creatività instancabile, ha reso ogni incontro un’esperienza trasformativa.

Alla guida del Museo delle Marionette MuMa, Mirabassi ha custodito e valorizzato un patrimonio culturale che rischiava di disperdersi. Con il Tieffeu – Teatro di Figura Umbro, da lui fondato, ha creato un centro di produzione e formazione che ha attirato artisti da tutta Europa. E con il festival internazionale Figuratevi, diventato negli anni un appuntamento irrinunciabile, ha portato Perugia al centro della scena internazionale del teatro animato.

Il suo legame con la tradizione perugina si è espresso con forza nel progetto dedicato al Bartoccio, la maschera popolare simbolo del carnevale cittadino. Nel 2011 Mirabassi intuì che quel personaggio, sospeso tra satira e identità locale, poteva tornare a parlare al presente. Da quella visione nacque uno spettacolo di burattini che, dal 2012 al 2024, ha riempito la Sala dei Notari, per poi raggiungere quartieri e frazioni, trasformando ogni replica in un rito collettivo. Le scenografie curate, i pupazzi ispirati ai disegni di Marco Vergoni, le regie passate negli ultimi due anni a Maurizio Modesti, hanno reso quel progetto un punto fermo del carnevale perugino.

La Società del Bartoccio, nata anche grazie alla sua spinta, oggi riconosce in Mirabassi il motore di un percorso che ha restituito dignità e visibilità a una tradizione secolare. Le Giornate del Bartoccio 2026 saranno dedicate a lui, come segno di gratitudine e continuità. La responsabilità del futuro passa ora alla figlia Ada Mirabassi e al Teatro di Figura, chiamati a custodire un’eredità che non appartiene solo alla famiglia, ma alla città intera.

Perugia saluta un uomo che ha trasformato il teatro in un luogo di incontro tra passato e futuro, tra memoria popolare e ricerca artistica. Il vuoto lasciato è profondo, ma la sua luce continua a vibrare nei burattini che ancora danzano, nei sorrisi dei bambini, negli applausi di chi ha riconosciuto in lui un maestro autentico.

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