Violenza su 20enne Perugia profilo social falso e indagini in corso

Si intensificano le ricerche sul sospetto che ha agito con premeditazione

Violenza su 20enne Perugia profilo social falso e indagini in corso

Violenza su 20enne Perugia profilo social falso e indagini in corso

Violenza su 20enne – La squadra mobile di Perugia sta conducendo delicate indagini sulla denuncia per violenza sessuale sporta da una ragazza di 20 anni. Secondo il racconto della giovane, un uomo di circa 25 anni, conosciuto tramite un’app di incontri, avrebbe pianificato l’abuso con un alto grado di premeditazione, utilizzando un profilo falso. Gli inquirenti stanno cercando di risalire all’identità del sospetto, il cui account è stato eliminato poco dopo il presunto crimine.

I fatti risalgono alla sera in cui la ventenne ha incontrato l’uomo in un bar di Piazza Grimana, dopo averlo conosciuto su un’app simile a Tinder. Dopo aver ordinato dei drink, l’uomo si sarebbe offerto di portare i bicchieri al tavolo. Questo momento rappresenta per la giovane l’unica occasione in cui il sospetto avrebbe potuto aggiungere una sostanza narcotizzante nel suo gin tonic. Due giorni dopo, la ragazza si è sottoposta ad accertamenti tossicologici, convinta di essere stata drogata per ridurre la sua capacità di opporsi.

La serata si sarebbe conclusa con una passeggiata lungo corso Garibaldi, scrive Egle Priolo su Il Messaggero,  durante la quale l’uomo avrebbe portato la vittima in un vicolo per abusare di lei. Nonostante l’accaduto, il sospetto l’avrebbe successivamente accompagnata fino a casa a bordo di una piccola auto grigia, presumibilmente di fabbricazione francese, segnalata come un ulteriore elemento nelle ricerche.

Il profilo del presunto aggressore è stato accuratamente studiato dalla polizia. Gli investigatori sospettano che l’uomo abbia utilizzato un nome fittizio nell’app e un nickname per celare la propria identità. Al termine dell’incontro, l’account è stato eliminato, rafforzando l’ipotesi di un piano ben orchestrato. Per risalire al vero nome, la polizia postale sta tentando di tracciare le iscrizioni all’app, alla quale è possibile accedere tramite indirizzo email o un profilo Facebook, elementi che potrebbero comunque essere falsi.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza del locale sono al vaglio degli investigatori, che sperano di ottenere un’identificazione visiva dell’uomo e verificare eventuali movimenti sospetti, come il possibile utilizzo di sostanze durante la preparazione del drink. Il materiale potrebbe rivelarsi cruciale anche per ricostruire i movimenti dell’aggressore prima dell’incontro e per ottenere un’immagine chiara dei suoi lineamenti.

L’auto grigia utilizzata per accompagnare la giovane, citata nei messaggi scambiati tramite l’app, rappresenta un ulteriore dettaglio sul quale le forze dell’ordine stanno concentrando le indagini. La polizia sta anche indagando sulle eventuali registrazioni che potrebbero aver immortalato il veicolo nelle zone limitrofe a Piazza Grimana e nei dintorni dell’abitazione della ragazza.

Al momento, la giovane si sta avvalendo del supporto dell’avvocato Pietro Giovannini e riceve un sostegno psicologico per affrontare il trauma vissuto e superare la difficoltà di raccontare i dettagli delle ore trascorse quella sera. Nonostante la paura e il comprensibile disagio, la ragazza ha deciso di rendere pubblica la sua esperienza per avvertire altre giovani donne dei rischi legati agli incontri online e delle possibili minacce associate a estranei conosciuti su app.

A due settimane dai fatti, l’inchiesta prosegue in maniera riservata, con la polizia impegnata a raccogliere ulteriori elementi che possano portare alla cattura dell’aggressore.

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