La Luce della Pace illumina Palazzo dei Priori

La Luce della Pace illumina Palazzo dei Priori

Da Betlemme a Perugia un segno forte di pace condivisa

Di Tommaso Benedetti

Anche nel 2025 la Luce della Pace di Betlemme è arrivata nella sala del Consiglio comunale di Palazzo dei Priori, accolta immediatamente prima della seduta del 22 dicembre, in un clima carico di significato e attenzione per quanto accade in Medio Oriente. L’iniziativa è stata curata dalle comunità del MASCI – Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani – dei gruppi Perugia 1, 2 e 3, che hanno scelto ancora una volta di condividere con la città il percorso della piccola fiamma proveniente dalla Terra Santa.

A rappresentare i gruppi Masci erano presenti Gianvittorio Pula, magister di Perugia 3, Anna Tosti, magister di Perugia 1, e Patrizia Pasciuti per il gruppo di Perugia 2, che hanno portato la lanterna con la luce accesa a Betlemme. Ad attenderli, nella sala consiliare, la presidente del Consiglio comunale Elena Ranfa, la consigliera delegata Lucia Maddoli, il vicepresidente Edoardo Gentili, insieme ad assessori e consiglieri comunali che hanno voluto testimoniare con la loro presenza l’attenzione dell’ente verso i temi della pace, della convivenza e dell’impegno civico.

Nel suo intervento, Ranfa ha ricordato come questo rito sia diventato ormai un appuntamento atteso, tanto più in un periodo storico attraversato da conflitti e instabilità, a partire proprio dalla Palestina, da cui la fiamma trae origine. La presidente ha sottolineato che la luce, arrivando da una terra oggi teatro di guerra, assume il valore di monito e incoraggiamento a raddoppiare gli sforzi per costruire percorsi concreti di pace, invitando ciascuno a sentirsi parte di una responsabilità condivisa.

Lucia Maddoli ha ringraziato gli scout e le comunità MASCI per il servizio capillare svolto a favore della città e ha richiamato l’attenzione sulle parole chiave di questo gesto: pace, accoglienza, costruzione di comunità inclusive. La cerimonia, ha spiegato, non è solo un passaggio formale, ma un richiamo a “lavorare insieme per creare comunità migliori”, mettendo al centro soprattutto le persone più fragili e le situazioni di conflitto che attraversano i territori vicini e lontani.

Con la Luce della Pace è stata accesa una candela che rimarrà custodita a Palazzo dei Priori per tutto il periodo delle festività natalizie, trasformando la sede del Consiglio comunale in un luogo che simboleggia continuità, vigilanza e impegno. La scelta di mantenere la fiamma accesa nei giorni di Natale vuole ricordare ai cittadini e alle istituzioni che la pace è un processo lungo, che richiede costanza, scelte quotidiane e la capacità di dialogare anche di fronte a tensioni e differenze.

La tradizione della Luce della Pace affonda le sue radici nella chiesa della Natività di Betlemme, dove una lampada ad olio arde ininterrottamente da secoli, alimentata dall’olio offerto a turno dalle diverse nazioni cristiane. Ogni anno, nel mese di dicembre, dalla fiamma custodita nella grotta vengono accese altre luci che, attraverso una rete di volontari, associazioni e comunità ecclesiali, raggiungono numerose città nel mondo come segno di fraternità e speranza.

Dal 1986 un bambino o una bambina viene incaricato di prelevare la luce dalla lampada nella grotta di Betlemme, per poi trasferirla in Europa, dove gli scout la diffondono a partire dall’Austria verso molti Paesi, Italia compresa. Per il 2025 questo compito è stato affidato a Jeries Fadi Khier, undicenne appartenente a una famiglia cristiana di Betlemme, che ha acceso la lampada destinata a viaggiare, successivamente benedetta dal patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa.

La presenza della luce a Perugia si inserisce in una rete più ampia di eventi, celebrazioni e soste nelle stazioni ferroviarie e nelle piazze italiane, organizzate da gruppi scout e comunità ecclesiali per condividere un messaggio che unisce spiritualità, responsabilità civica e attenzione alle situazioni di guerra. In questo quadro, Palazzo dei Priori diventa uno dei luoghi in cui la fiamma trova casa per qualche giorno, “adottata” dalle istituzioni cittadine come segno pubblico di vicinanza a chi soffre e di sostegno a ogni tentativo di dialogo.

Il linguaggio semplice e universale della luce consente di parlare a credenti e non credenti, superando steccati ideologici e richiamando una dimensione profondamente umana: il desiderio di sicurezza, di futuro, di riconoscimento reciproco. La cerimonia, pur nella sua sobrietà, rende visibile la collaborazione tra amministrazione comunale e associazionismo, sottolineando come gli spazi istituzionali possano aprirsi a segni che rafforzano il senso di comunità e la capacità di costruire relazioni basate sul rispetto.

In molti interventi è stato ricordato che la pace non è un concetto astratto, ma un percorso che passa dai gesti quotidiani, dalle scelte politiche e dall’educazione delle giovani generazioni. Proprio in questa prospettiva il coinvolgimento degli scout adulti MASCI assume un valore educativo, perché mette in evidenza l’importanza dell’esempio e della continuità tra quanto si annuncia e quanto si pratica nei territori.

La Luce della Pace, accesa a Betlemme e giunta sino a Perugia, diventa così un filo luminoso che collega storie, popoli e istituzioni, ricordando che, anche nelle fasi più buie, la ricerca di soluzioni non violente resta la via maestra per garantire dignità e futuro. In questo senso, la candela che resterà accesa a Palazzo dei Priori durante il Natale 2025 non è solo un simbolo religioso, ma un invito a percepire la città come luogo di dialogo, ascolto e responsabilità condivisa.

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