Nuovo ospedale di Terni, scontro aperto tra Melasecche e Proietti

Nuovo ospedale di Terni, scontro aperto tra Melasecche e Proietti

La Lega Umbria accusa la Giunta, dubbi su Maratta e spese

Il futuro del nuovo ospedale di Terni si trasforma in terreno di forte contrapposizione politica. Il capogruppo della Lega Umbria, Enrico Melasecche, ha lanciato un duro attacco alla presidente della Regione, Proietti, accusandola di voler procedere con scelte considerate arbitrarie e prive di confronto istituzionale. Dopo lo stop al progetto stadio-clinica, il consigliere teme che anche il presidio sanitario possa essere compromesso. La denuncia arriva attraverso una nota diffusa e ripresa dall’Agenzia Umbria Notizie, che sottolinea la crescente tensione attorno al tema.

Secondo Melasecche, la decisione della presidente di presentare pubblicamente le opzioni senza passare dal Consiglio regionale e da quello comunale di Terni rappresenta un atto grave. La leader della Giunta avrebbe annunciato un’iniziativa autonoma per sabato, bypassando gli organi elettivi e lasciando la città nell’incertezza. Il consigliere ricorda che da mesi giace in Terza Commissione una mozione da lui presentata, rinviata su richiesta dell’assessore Francesco De Rebotti per ulteriori approfondimenti, ma mai più calendarizzata. Per questo chiede che la presidente venga convocata a riferire in Aula prima di rendere pubbliche le sue scelte.

Melasecche insiste sulla necessità di valorizzare l’esistente: investimenti già avviati in radiologia ed endoscopia digestiva, recupero del palazzo universitario e dell’edificio ex cellule staminali. Una soluzione che, a suo avviso, garantirebbe tempi più rapidi e costi sostenibili. Le ipotesi alternative, come quella di Maratta, comporterebbero invece tempi lunghi, opere di urbanizzazione, consumo di suolo e un raddoppio dei costi, secondo i documenti tecnici regionali.

Il consigliere rimarca che il Consiglio comunale di Terni aveva chiesto un confronto pubblico e trasparente, accettando di attendere la risposta ufficiale della presidente in occasione del Consiglio aperto del 12 gennaio. La scelta di anticipare con un’iniziativa autonoma viene quindi giudicata incomprensibile e irrispettosa verso la città. Per Melasecche, l’approccio della presidente rischia di svuotare il dialogo istituzionale, mortificare il ruolo di Terni e alimentare tensioni inutili. La definisce una “passerella propagandistica” che sostituisce il confronto serio con annunci mediatici.

La preoccupazione cresce di fronte all’ipotesi che la Giunta, su indicazione di un’azienda privata pagata oltre 32mila euro di denaro pubblico, possa orientarsi sull’area di Maratta. In tal caso, secondo Melasecche, il nuovo ospedale da 600 posti non vedrebbe mai la luce: servirebbero anni di progettazione e almeno 500 milioni di euro, risorse che la Regione non possiede. Il consigliere conclude affermando che, dopo lo stop al progetto stadio-clinica, la presidente rischia di negare definitivamente a Terni la possibilità di avere un nuovo ospedale pubblico. “Così non va – dichiara – Terni e i ternani meritano rispetto”.

La vicenda si inserisce in un contesto politico delicato. La sanità umbra è al centro di un dibattito acceso, con cittadini e istituzioni locali che chiedono certezze. La questione del nuovo ospedale di Terni diventa simbolo di un confronto più ampio sul metodo di governo e sulla capacità di rispondere ai bisogni reali della popolazione. Gli osservatori notano come la contrapposizione tra presidente e opposizione rischi di rallentare ulteriormente il processo decisionale. La città di Terni, già provata da anni di attese e promesse, guarda con crescente scetticismo alle prospettive di un nuovo presidio sanitario.

Il tema dei costi è centrale. Le cifre ipotizzate per l’area di Maratta appaiono insostenibili, mentre la valorizzazione delle strutture esistenti potrebbe rappresentare una via più concreta. Tuttavia, la mancanza di un confronto istituzionale rischia di rendere ogni scelta fragile e contestata.

La tensione politica si somma alla pressione sociale. I cittadini chiedono servizi sanitari efficienti e moderni, ma temono che le dispute tra Regione e Comune possano tradursi in ulteriori ritardi. La fiducia nelle istituzioni è messa alla prova, e la vicenda del nuovo ospedale diventa cartina di tornasole della capacità di governo.

Melasecche, con la sua nota, non si limita a criticare la presidente: rilancia un modello alternativo, basato sulla riqualificazione e sull’uso razionale delle risorse. Una visione che punta a tempi più brevi e a un contenimento dei costi, ma che necessita di un confronto aperto e trasparente.

La presidente Proietti, dal canto suo, dovrà chiarire le intenzioni della Giunta. La scelta dell’area e del progetto non è solo una questione tecnica, ma un atto politico che inciderà sul futuro della città e della sanità regionale. Il dibattito è destinato a intensificarsi nelle prossime settimane, con il Consiglio aperto del 12 gennaio che potrebbe diventare momento decisivo. La città attende risposte chiare, mentre le forze politiche si preparano a un confronto che segnerà il destino del nuovo ospedale.

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