Terni produce tanto ma trattiene poco valore economico

Industria forte ma margini bassi frenano crescita e sviluppo

Terni mostra un sistema produttivo vivace ma con margini ridotti, che rallentano la capacità di investire e innovare. Nel 2024 l’Ebitda margin medio delle società di capitale si attesta al 6,1%, inferiore alla media umbra (8,3%), nazionale (9,3%) e del Centro Italia (9,5%). Perugia, pur con un tessuto più equilibrato, si colloca leggermente avanti al 6,5%. La distanza rispetto alla soglia del 10%, considerata indice di solidità e attrattività, evidenzia una fragilità strutturale: Terni produce ricchezza ma fatica a trattenerla.

Il cuore dell’economia locale è l’industria manifatturiera, che pesa per il 47% del valore aggiunto, il doppio rispetto a Perugia. Tuttavia la redditività resta compressa: l’Ebitda industriale è al 4,6%, contro il 12,5% del capoluogo. Una dinamica storica conferma il problema: oscillazioni tra il 2,7% e il 5,3% negli ultimi anni, senza mai superare livelli di solidità.

Altri comparti offrono segnali più incoraggianti. Le costruzioni brillano con un margine del 13,1%, ben sopra la media regionale. Il commercio mantiene stabilità con il 3,8%, mentre il turismo resta debole: l’alloggio e ristorazione si fermano al 4,6%, contro il 9,9% di Perugia. In controtendenza, le attività scientifiche e tecniche rappresentano un asset strategico: pesano il 12,8% del valore aggiunto e registrano margini superiori al 16%, confermando la presenza di capitale umano qualificato e competenze avanzate.

Il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, sottolinea la necessità di rafforzare la capacità delle imprese di generare valore, puntando su digitalizzazione, transizione ecologica e formazione. Solo così Terni potrà trasformare potenzialità in crescita duratura.

La fotografia complessiva restituisce un territorio che produce molto ma margina poco. La sfida è trattenere più valore per alimentare investimenti, innovazione e competitività. Un incremento anche minimo dei margini industriali avrebbe un effetto moltiplicatore sull’intero sistema locale, aprendo la strada a uno sviluppo più solido e sostenibile.

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